"Storie vere sognate": Walk Away Renée di Jonathan Caouette, trailer e clip
Trailer e clip di Walk Away Renée, nuovo "documentario sognato" del talentuoso regista americano Jonathan Caouette (Tarnation), che parla del suo cinema e della sua vita. Il film è stato proiettato in anteprima USA il 27 giugno dopo la proiezione speciale tenutasi a Cannes 64
Altre due clip sono visibili in esclusiva su Indiewire
E' stato proiettato in anteprima USA il 27 giugno al BAMCinemafest a Brooklyn, New York, e seguito da un incontro con il pubblico, il nuovo lungometraggio del talentuoso Jonathan Caouette, già presentato a Cannes 64, in versione ancora work in progress, come evento speciale della Semaine de la Critique, e in diversi festival, da Mosca a Barcellona.
Sorta di estensione poetica di Tarnation (struggente film di debutto del 2004, realizzato con mezzi di fortuna, che conteneva anche filmati realizzati da Jonathan undicenne e che colpì e commosse tra gli altri Todd Haynes e Gus Van Sant) Walk Away Renée (info, foto) è un nuovo tuffo senza censure nella quotidianità di Jonathan - per cui cinema e vita sono e restano inscindibili: "faccio film per ricordare che si vive e si muore".
Al centro, il suo rapporto con la madre, ex reginetta di bellezza cresciuta nel profondo Texas e devastata dagli elettroshock e da terapie invasive che le lasciano in eredità gravi danni cerebrali.
In questo nuovo lungometraggio, come nel precedente, Caouette si mette a nudo con estrema sincerità. Il suo stile è documentaristico ma non tradizionale, non esclude nemmeno i momenti più intimi e oscuri, e si fonde con fantasie oniriche - tra cui un'animazione dello spazio e stranianti incontri realizzati con l'aiuto di effetti digitali - in un linguaggio personale e unico, per un film nato da una ricetta che il regista descrive così: "in parti uguali, amore, sudore, umiltà e pura casualità".
"Sono nato a Houston, Texas, dove sono cresciuto per la maggior parte del tempo con i miei nonni mentre mia madre Renée, in stato di psicosi schizofrenica, usciva e entrava dagli ospedali. Ho vissuto anche in case-famiglia dove ho conosciuto l'abuso e l'abbandono. Girare, fin da bambino, era un modo per fuggire dalla mia vita, illuminare il mio mondo, sopravvivere. Filmarmi era come riprendere il dialogo con me stesso.
Da adolescente, i miei primi tentativi erano violenti e psichedelici. I miei primi lavori erano basati sul mio immaginario - leggende metropolitane, slasher movies, incubi e sogni ad occhi aperti personali.
Ho cercato via via di aggiungere quell'umorismo che è essenziale per superare gli ostacoli nella vita (sono stato ispirato anche da cantanti soul, come Mavis Staples, comici come Richard Pryor, registi come John Cassavetes, Lars Von Trier e Alejandro Jodorowsky, vari scrittori europei).
Considero tutti i miei film come fiction documentaristiche, o "storie vere" sognate. Il mio obiettivo è quello di fare film che siano un avvenimento, un incontro, una conversazione e, lo spero, un segnale emotivo."
Caouette, che ha dato il titolo di un brano di Jeff Buckley al suo corto All Flowers in Time, e ha diretto il documentario musicale All Tomorrow's Parties, spiega così il titolo del nuovo film: "viene da una canzone che parla di un amore perduto, di un gruppo degli anni 60, The Left Banke. La musica è fondamentale: se non facessi il regista, sarei un musicista di strada di Austin... nei film amo gli stessi contrasti che amo nel folk, canzoni malinconiche in cui sembra di avventurarsi nel buio, ma con la sensazione di poter provare qualcosa di buono, nuove emozioni."
In questo nuovo film è insistente anche il riferimento alla possibilità di un universo parallelo o alternativo, di più dimensioni possibili. "Sono affascinato dagli universi paralleli, per me si tratta della metafora dell'inevitabile, ma anche di una nuova vita" dichiara il regista. "Molti film ultimamente stanno ragionando su questa idea, Rabbit Hole, Melancholia, Tree of Life, Take Shelter, la serie tv Lost".
"Dopo Tarnation avevo giurato di non fare mai più un film così personale, poi ho fatto un viaggio con mia madre e ho sentito il bisogno di tornare su questa storia, perchè in Tarnation erano convogliate un sacco di informazioni, alla velocità di un colpo di pistola. Qui ho rivisto il rapporto con mia madre in una prospettiva diversa, maggiore obiettività. Ci sono più parti narrative in Walk Away Renée, ma sempre nello stile di quello che in America si chiama Cinéma Vérité, un equilibrio tra naturalismo e stilizzazione. [...] Mentre giravamo ho detto a un amico: 'credo di star realizzando il mio Una moglie di Cassavetes, ma in una versione postmoderna e sotto acido'. In entrambi i casi, parliamo di una vittima del sistema psichiatrico, che ti rende schiavo e ti disintegra al primo passo falso".

Dal punto di vista tecnico, tornano, perfezionate, alcune soluzioni già tentate in Tarnation: "mi piace molto lo split-screen. Credo che oggi lo spettatore sia più abituato a vedere lo schermo diviso in più parti, così come apre più finestre nello schermo del suo computer".
Dopo l'anteprima negli Stati Uniti del 27 giugno, Walk Away Renée sarà disponibile on demand anche sul canale Sundance SundanceNOW.com (purtroppo l'acquisto, almeno per ora, non è possibile per l'Italia).
In Francia il film, prodotto dalla Love Streams di agnès b., è già uscito in sala, il 2 maggio 2012, per Ufo Distribution.
Qui si può vedere una recente videointervista in cui Caouette descrive lo spirito del suo progetto. Intanto il materiale che avrebbe dovuto confluire in Cloudbusters - progetto precedente rivelatosi su un imbonitore e un culto pseudoreligioso, in collaborazione con Harmony Korine - potrebbe diventare un'installazione artistica, come racconta Caouette in un'interessante intervista rilasciata a Indiewire.
Tutte le nuove foto e i poster di Walk Away Renée sono nella nostra gallery.
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