"Il diario di Jack", di Mike Binder

Si tratta probabilmente dell’opera più personale di Binder, realizzata tra Litigi d’Amore e Reign Over Me – e allora va anche bene che il film sia sbrindellato, sbilanciato, sgangherato, squilibrato, indeciso, diseguale. Perchè nell’istante in cui il protagonista inizia a mettere tutto se stesso nel suo diario, non bastano gli split screen doppi e tripli per fare ordine nella sua coscienza: il passato colpirà noi e Jack con tutta l’improvvisa esplosione di dolore di un pugno dritto in faccia.

E’ uno strano oggetto questo film di Mike Binder, realizzato tra le due vette di Litigi d’Amore e Reign Over Me, e recuperato dalla distribuzione italiana per l’estate 2008. E’ un oggetto strano perchè qui Binder sembra quasi ripudiare il suo cinema, e per una volta raccontarci tutto: il passato della Terry di Joan Allen, quello del Charlie Fineman di Adam Sandler – tutto quello che di solito i suoi personaggi erano restii a svelare, e che il cinema invece faceva prorompere e tornare in superficie attraverso squarci devastanti, questa volta ci viene mostrato nella sua ineluttabilità di storie e passioni nuovamente funestate da drammi insuperabili e traumi insostenibili. Si tratta dunque probabilmente dell’opera più personale tra la decina di pellicole dirette da Binder, non a caso qui impegnato anche in un ruolo attoriale di effettivo co-protagonista – e allora va anche bene che il film sia sbrindellato, sbilanciato, sgangherato, squilibrato, indeciso, diseguale e non sempre riuscito (Binder ci infila dentro anche un frammento a cartoni animati!). Perchè nell’istante in cui il protagonista Jack Giamoro (Ben Affleck bravo come in Jersey Girl) inizia a mettere tutto se stesso nel diario che comincia a scrivere e che lo impegna sempre di più in un viaggio a ritroso dentro gli errori della sua vita, non bastano gli split screen doppi e tripli con cui Binder tenta di fare ordine nella coscienza del suo protagonista, né le velocizzazioni da videoclip con cui cerca di star dietro alla sua frenetica giornata di man about town, agente dello spettacolo hollywoodiano sulla cresta dell’onda. I flashback colpiranno noi e Jack con tutta l’improvvisa esplosione di dolore di un pugno dritto in faccia – adolescenza problematica, genitori urlanti, sensi di colpa, inganni, repressioni, la morte che spunta da una situazione all’apparenza quasi ‘da teen-comedy’, bastarda, implacabile. Nel frattempo, the show must go on: e il film macina una dietro l’altra sequenze grottescosurreali da commedia degli equivoci, innescate quasi come punizione (i ridicoli dentoni che porta per alcuni minuti...) nei confronti di Jack per essersi aperto troppo, tra le pagine di quello stesso quadernetto all’improvviso al centro di una folle vicenda di furti e scambi (il delirante frammento a Chinatown, la girandola di porte e stanzini del finale con parodia di Basic Instinct), mentre silenziosamente si consuma il dramma, esplode la violenza di un’aggressione che in maniera sostanzialmente gratuita riduce Jack quasi in fin di vita, e non si placano le lacrime della donna amata, Nina (Rebecca Romijn, statuaria, che si porta addosso la dolorosità del suo ruolo con stupenda, magnifica fierezza) cacciata fuori di casa con spietata risolutezza. Allora, Binder sembra un po’ volerci mostrare come le nostre esistenze si incrocino tra di loro anche in maniera violenta, traumatica, ma soprattutto irreversibile, come le linee che formano le lettere della scrittura a penna del diario di Jack, che non possono più in alcun modo essere cancellate. Da questo punto di vista, la bellissima sequenza ‘risolutoria’ con Jack che dà le stesse risposte sia a Nina, con cui è in colloquio via auricolare, che a Phil, l’amico che lo ha tradito, che gli è di fronte, riappacificandosi con entrambi, oltre a fare incontrare finalmente i due binari lungo i quali procede il film, quello ‘brillante’ e quello drammatico, dimostra in maniera definitiva quanto in questa vita sia tutto legato, collegato, attraversato da continue linee connettive come anche è il film a livello formale: quasi come se si vivesse tutti in un acquario simile a quello in cui vuole immergersi l’anziano padre coi postumi da ictus di Jack – pesci destinati prima o poi a scontrarsi l’uno addosso all’altro lungo il tragitto.

 

Titolo originale: Man about Town

Regia: Mike Binder

Interpreti: Ben Affleck, Rebecca Romijn, Mike Binder, Gina Gershon, Adam Goldberg, John Cleese, Jerry O’Connell, Amber Valletta

Distribuzione: CDI
Durata: 95’

Origine: USA, 2006

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