SOL LEVANTE - Katsuhiro Otomo
In occasione dell'uscita in DVD di "Steamboy" ripercorriamo la carriera di uno dei principali autori di manga e anime, esplorando le connessioni tematiche fra il suo ultimo capolavoro e il mai dimenticato "Akira".

Noto anche a una fetta di cultori non particolarmente fanatici del fumetto o dell'animazione giapponese, Katsuhiro Otomo è senza dubbio uno degli autori più importanti espressi dall'Arcipelago nel settore a noi più caro (e non solo). Classe 1954, Otomo è comunque un personaggio difficile da incasellare e anche la sua produzione sembra sottoporsi volontariamente a oscillazioni tematiche, fatte apposta per sviare qualsiasi lavoro di sintesi critica. Cosa lega il futuro post-atomico di Akira all'Inghilterra vittoriana di Steamboy? Ma soprattutto quali connessioni esistono fra le ispirazioni da Moebius visibili nella sua celebre raccolta di storie a fumetti "Memorie" (pubblicate dalla Star Comics) e il realismo particolareggiato di opere fondative come "Domu - Sogni di bambini" (attualmente nelle edicole per I classici del fumetto di Repubblica)?
E, soprattutto, come ha fatto un autore così poco prolifico (fra Akira e Steamboy sono trascorsi 16 anni) a diventare uno degli alfieri dell'industria animata giapponese e uno dei principali (se non "il principale" artefice) della diffusione di anime e manga in Occidente?
Domande legittime, che sembrano elevare Otomo nell'empireo degli autori magnificamente contraddittori, anche se poi, a scorrere la sua biografia, emergono degli elementi che aiutano a mettere ordine, come la sua formazione da architetto, che può spiegare la propensione al realismo e la capacità di sintetizzare i drammi dell'umanità attraverso la creazione di metropoli sconfinate, nonché la sua maniacale attenzione per il contesto nel quale le sue storie si ambientano. E poi la sua passione cinefila, che fin da ragazzo lo porta a percorrere molte miglia per godere su grande schermo delle ultime opere dei maggiori maestri mondiali, utile a giustificare la sua grande propensione a storie di forte impatto visivo e visionario.

In ogni caso, grattata la superficie, fra il 1988 di Akira e il 2004 di Steamboy il percorso artistico di Otomo dimostra di possedere degli elementi di continuità molto forte, che una lettura meno ancorata alla superficie è in grado di rivelare: per gli appassionati della prima ora Akira ha rappresentato la vicenda dei record, essendo stato il primo manga a godere di una distribuzione ufficiale in Occidente e il primo lungometraggio animato non americano a potersi permettere un'uscita in sala: un film che ha ridimensionato fortemente i pregiudizi legati agli anime, favorendo la nascita dell'idea di un cartoon d'autore che nulla aveva da invidiare ai lungometraggi dal vero. In effetti, archiviata per un attimo la cura maniacale dei dettagli e la splendida qualità di animazioni e colori, anche rivisto oggi Akira affascina per come riesce ad evitare molte caratteristiche del cartoon giapponese "medio" pur essendo inevitabilmente figlio della cultura orientale. E' il realismo caro all'autore a fare la differenza, rendendo credibile una storia che, partendo dall'esplorazione del rapporto fra l'uomo e la tecnologia, tratteggia una storia dalle tinte fosche, scevra da ogni deformazione cartoonesca o super-deformed, vicina più a certa fantascienza americana contemporanea (Blade Runner soprattutto), ma investendo temi come quello dell'Olocausto nucleare, della mutazione genetica e dei poteri ESP cari a tanti anime di un decennio precedente (basti pensare ai Newtype di Gundam). E allo stesso tempo il suo discorso si propaga secondo direttrici a metà strada fra Cronenberg e Tsukamoto, mostrando le devastazioni della carne provocate dall'uso indiscriminato di teorie scientifiche applicate per elevare l'uomo a una condizione superiore (come prevede il fantomatico "Progetto Akira"). In questo modo l'universo dell'autore si ammanta di una caratura carnografica, corposa, che si riscontra anche nei suoi racconti a fumetti contemporanei e le sue metropoli si riempiono di creature fuori dal tempo e dallo spazio, umani invecchiati pur possedendo una corporatura da bimbi, capaci di mutare la propria carne in direzioni mostruose. I poteri ESP del protagonista Tetsuo passano così inevitabilmente per una trasformazione del suo corpo in una sorta di blob che finisce per svilupparsi come un cancro nella città stessa, divenendone l'incarnazione della cattiva coscienza.

L'impressione è tale che, pur essendo consci di assistere a un cartoon, si ha l'impressione di trovarsi dinanzi a un film "live action" e si soprassiede volentieri dinanzi a certe incompiutezze della trama, dovute al fatto che al momento della realizzazione, Otomo non aveva ancora completato il fumetto originario (ci sarebbe riuscito soltanto due anni dopo l'uscita del film nelle sale).
La stessa impressione di realismo colpisce lo spettatore di Steamboy, film che può anche vantare numeri da record (dieci anni di lavorazione e un budget di 22 milioni di dollari che ne fanno l'anime più costoso della storia), ma che sembra mosso da una inedita consapevolezza circa l'impatto ormai detenuto dagli anime nell'immaginario globale. Per questo il film assume una compiutezza maggiore rispetto ad Akira e ammicca a un tipo di spettacolo più occidentale (verrebbe da definirlo spielberghiano), anche se i temi cari all'autore ci sono tutti. Innanzitutto il rapporto fra l'uomo e la tecnologia, che in Akira si estrinsecava in una visione apocalittica, segnando l'inizio e la fine del racconto. Stavolta invece, come a voler tornare alle radici di questo rapporto, il contesto è rappresentato dalla culla della Rivoluzione Industriale, una Inghilterra rivisitata secondo un gusto steampunk (da cui il titolo), dove l'inventore della macchina a vapore Stephenson può assumere i connotati di agente governativo, ma soprattutto dove si combatte una battaglia dal sapore risolutivo fra due differenti concezioni della scienza, incarnate da due generazioni di inventori.

Sono Edward Steam e suo padre, rispettivamente fautori di una scienza come potere in grado di regalare il dominio e come invece dono da elargire all'umanità tutta per il raggiungimento della felicità. Per superare questa dicotomia, Otomo non guarda alle classi dirigenti che formano il potere costituito, nei cui confronti è da sempre molto critico (anche in Akira i dirigenti di Neo Tokyo erano incapaci di impedire il ripetersi della catastrofe); viceversa il suo sguardo si focalizza sulle nuove generazioni e per questo l'eroe diventa il piccolo Ray Steam, ultimogenito della dinastia, che riesce a compiere la salvifica sintesi: egli infatti possiede la capacità inventiva del padre e la moralità del nonno e riesce così a porsi come l'ago della bilancia capace di salvare il mondo. Una prospettiva che non deve stupire, dal momento che anche in Akira tutta la vicenda è vissuta e determinata da ragazzi: l'esplorazione dei rapporti affettivi che legano i giovani fra loro e con gli adulti è infatti il tema probabilmente fondativo di Otomo. Perché sono le nuove generazioni a dover sopportare il peso degli errori dei padri e ad assumersi l'onere di raddrizzare i torti, mettendo quasi sempre in gioco i sentimenti personali, sia l'amicizia che legava Tetsuo a Kaneda prima del precipitare degli eventi oppure l'affetto di Ray per il padre e il nonno.
Il che inevitabilmente stabilisce anche la caratura politica del discorso di Otomo, il quale, viaggiando nel tempo, altro non fa che evidenziare le contraddizioni e i limiti del momento storico attuale, condannando la pulsione bellica degli uomini e sperando in un mondo migliore.

I DVD
Non considerando opere supervisionate o sceneggiate da Otomo, come Spriggan (sul quale probabilmente torneremo in seguito) e Metropolis (disponibile in una eccellente edizione doppio disco della Columbia), la nostra attenzione si pone necessariamente sui due lungometraggi sin qui analizzati. Akira, dopo una prima, pessima, versione Multivision (monca del prologo con l'Olocausto nucleare) è stato rieditato dalla Explosion Video in una edizione digitale doppio disco di eccellente qualità, ma ormai fuori catalogo. Qualche mese fa, comunque, la Millennium Storm ha rieditato questo titolo aggiornandolo in una Ultimate Edition da tre dischi(i primi 2 con il film in versione normale e DTS, il terzo con gli extra), racchiusa in una confezione elegante e arricchita da un booklet informativo. Sfortunatamente bisogna considerare come i sottotitoli in italiano siano ricavati dall'impreciso doppiaggio nostrano, ma per il resto la qualità video è di prim'ordine e gli extra, fra i quali svetta l'intervista a Otomo, sono copiosi e tutti sottotitolati.
L'uscita in DVD di Steamboy è invece prevista in questi giorni e le edizioni disponibili saranno due: quella standard a doppio disco e una limited edition (500 copie numerate, che pare siano già esaurite) comprensiva di un libro di 164 pagine con i disegni originali dei personaggi, delle macchine e degli estratti dello storyboard, 10 cartoline da collezione raffiguranti scene tratte dal film (con 3 disegni originali di Katsuhiro Otomo) e un comic book di 27 pagine. Distribuisce la Sony Pictures Home Entertainment.
Cerca nel sito

- woody allen
- film tratti da libri
- leonardo di caprio
- michael fassbender
- Johnny Depp
- Cannes 65
- Jafar Panahi
- marion cotillard
- cinema giapponese
- joaquin phoenix
- horror
- serie tv
- cinema indipendente
- DVD
- ben affleck
- oscar
- george clooney
- nanni moretti
- Martin Scorsese
- hbo
- james franco
- clint eastwood
- torino film festival 28
- cannes 2011
- Festival di Roma
- cinema italiano
- cinema orientale
- cannes 64
- brad pitt
- steven spielberg
- cinema americano
- Isabelle Huppert
- venezia 68
- documentario
- Corso Salani
- jessica chastain
- trailer
- david fincher
- torino 29
- Kate Winslet
- 3D
- matt damon
- animazione
- Sean Penn
- cinema francese
- venezia 67
- cinema UK
- cinema spagnolo
- robert de niro
- david cronenberg
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)