"Femme fatale", di Brian De Palma

Gioco inesauribile che parte dal cinema per tornare al cinema, dopo un lungo percorso che lo porta a perdersi in un racconto stratificato, che procede come un videogioco, con mille aperture possibili e mille strade da percorrere. Per De Palma il cinema è un viaggio dentro lo sguardo, che si interroga teoricamente sulle origini delle immagini

Femme fatale di Brian De Palma è, ancora una volta, un viaggio dentro lo sguardo, emozionante, seducente e lucidamente teorico, che si spinge nella profondità delle immagini per interrogarsi sulla loro origine. E non e un caso se il sogno, quindi l'immaginazione e il pensiero rappresentano il veicolo attraverso il quale tutto accade e tutto si produce, la scintilla che crea il mondo vero e falso di questo film.
Tra Frantic e Mission: Impossibile, prendendo dal primo la spericolatezza del movimento, l'imprevedibilità della fuga che si fa ricerca, e dal secondo il gioco di scomposizione del reale, che si frantuma come in uno spettacolo caleidoscopico tutto giocato sulla profondità, reale e supposta, del quadro che si trasforma costantemente sotto i nostri occhi. Gioco inesauribile che parte dal cinema per tornare al cinema, dopo un lungo percorso che lo ha portato a perdersi in un racconto stratificato che procede come un videogioco, con mille aperture possibili e mille strade da percorrere. Nel palazzo del cinema di Cannes, dove è ambientata la lunga, dilatata scena d'apertura, si attende la proiezione di un film che verrà, però, sospesa dal black-out improvviso, estremo stratagemma per una banda di rapinatori che sta mettendo a segno il suo colpo. Piani sequenza a profusione, com'è, d'altronde, nello stile di De Palma, dove il montaggio si è fatto taglio virtuale della visione, sezionamento indotto non più dal gesto meccanico del cinema che si fa, ma dallo sguardo dello spettatore, che si inserisce come elemento attivo di un divenire che si lascia abbracciare dal caso.

Né più né meno di quanto accade alla protagonista, femme fatal in fuga da se stessa, che, proprio nella tensione onirica, trova il suo percorso, o meglio, le viene suggerito da un fotografo, lo spettatore che si è inserito nel racconto e si è imposto come tramite ideale di un'ipotesi, l'osservatore esterno/interno, che resta sempre in bilico tra campo e fuori campo, tra dentro e fuori.

Titolo originale: Femme fatale
Regia: Brian De Palma
Fotografia: Thierry Arbogast
Montaggio: Bill Pankow
Musica: Ryuichi Sakamoto
Scenografia: Anne Pritchard
Costumi: Olivier Bériot
Interpreti: Rebecca Romijn-Stamos (Laure Ash), Antonio Banderas (Nicolas Bardo), Peter Coyote (Bruce Hewitt Watts), Edouard Montoute (Racine), Rie Rasmussen (Veronica), Thierry Frémont (Serra), Eriq Ebouaney
Produzione: Tarak Ben Ammar, Marina Gefter per Epsilon TV Production/Quinta Communications/Quinta Movies
Distribuzione: Medusa
Durata: 110'
Origine: Usa/Francia/Germania, 2002

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten  
Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence