"Il pranzo della domenica", di Carlo Vanzina

Ancora una volta un cinema corale quello dei Vanzina, "gruppi di famiglia in un interno" (come "Il cielo in una stanza" e "Quello che le ragazze non dicono"), che ritrae tensioni collettive, nevrosi personali con uno sguardo sempre vicino ai suoi personaggi, con un atteggiamento totalmente contrario a "Ricordati di me".

C'è una forte dignità nell'affrontare le forme di una commedia sentimentale e amara da parte di Carlo ed Enrico Vanzina. Una dignità che non ripercorre quel cinema dei padri della "commedia all'italiana" come modello assoluto (Virzì, Muccino e l'ultimo Mazzacurati) ma, al limite, si ri/confronta affettuosamente e privatamente con uno degli inimitali esempi posteriori (il rapporto tra il recente La mandrakata e Febbre da cavallo di Steno). Con Il pranzo della domenica il cinema dei Vanzina penetra ancora negli interni domestici per rappresentare volti diversi di una stessa famiglia, unite dalla figura di Franca (Giovanna Ralli, già corpo post-commedia all'italiana in C'eravamo tanto amati di Scola), una signora-bene della borghesia romana, e delle sue tre figlie, Barbara (Barbara De Rossi), Sofia (Elena Sofia Ricci) e Susanna (Galatea Ranzi). Barbara, spesso depressa, è sposata con Maurizio (Maurizio Mattioli), un uomo dall'animo gentile titolare di un vivaio, tifoso romanista e uomo di destra.  Sofia invece è madre di tre figli ed è sposata con Nicola (Rocco Papaleo), un giornalista comunista che si fa cacciare dal lavoro per il suo estremismo ideologico. Susanna è a sua volta madre di una figlia sposata con Massimo (Massimo Ghini), un avvocato di successo (che si è fatto le ossa nella professione con il padre della donna) che ha delle frequenti avventure extraconiugali. A tenerli riuniti à Franca, che si trova ricoverata in ospedale dopo un incidente domestico in uno dei suoi pranzi domenicali dove tiene tutti riuniti. Ancora una volta un cinema corale quello dei Vanzina, "gruppi di famiglia in un interno" (come Il cielo in una stanza e Quello che le ragazze non dicono), che ritrae tensioni collettive, nevrosi personali con uno sguardo sempre vicino ai suoi personaggi, con un atteggiamento totalmente contrario a Ricordati di me. Come il film di Muccino, anche Il pranzo della domenica ritrae certi ambienti delle famiglie romane, ma il film non si frantuma in molteplici ritratti generazionali ma resta confinato dentro i propri territori affettivi come gli sguardi di Maurizio sulla moglie Barbara, le immagini di Nicola che si trova in cucina a far da mangiare ai figli mentre la moglie si è presa una pausa di riflessione per andare a trovare un'amica. Il pranzo della domenica rivela i suoi personaggi e le loro debolezze, ma lo fa con estrema complicità alternando le loro ansie personali a momenti più comici (il discorso scritto da Nicola per l'esponente politico di destra, i duetti tra Franca e la suora nella stanza d'ospedale). Un'opera che è solo tangente a quelle "analisi di costume" che piacciono a cineasti più amati dalla critica, eppure un'opera al tempo stesso anche "troppo" umana.

 

Regia: Carlo Vanzina
Sceneggiatura: Enrico Vanzina, Carlo Vanzina
Fotografia: Claudio Zamarion
Montaggio: Luca Montanari
Musica: Alberto Caruso
Scenografia: tonino Zera
Costumi: Daniela Ciancio
Interpreti: Massimo Ghini (Massimo), Elena Sofia Ricci (Sofia), Barbara De Rossi (Barbara), Ricco Papaleo (Nicola), Maurizio Mattioli (Maurizio), Galatea Ranzi (Susanna), Giovanna Ralli (Franca)
Produzione: International Video 80/Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribuzione
Durata: 100'
Origine: Italia, 2003

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