#Berlinale68 – I programmi dei classici, di Forum e Forum Expanded

La sezione Berlinale Classics del 68° Festival Internazionale di Berlino presenterà in prima mondiali le versioni restaurate digitalmente di sette film.

Il classico pluripremiato di Wim Wenders Der Himmel über Berlin (Il cielo sopra Berlino, Repubblica federale di Germania / Francia 1987) torna sullo schermo in una nuova versione 4K DCP ripristinata digitalmente. Due angeli custodi sorvegliano Berlino, finché uno di loro si innamora di un’umana. Scegliendo di diventare umano, rinunciando alla sua immortalità, gli viene rivelato un mondo completamente nuovo. Il film è stato girato sia in bianco e nero che a colore. All’epoca, ciò richiedeva diversi passaggi aggiuntivi in laboratorio. Questa versione, restaurata dalla Wim Wenders Foundation, si basa sui negativi originali; ad occuparsi dell’uscita in sala in Germania sarà STUDIOCANAL.

Az in XX. századom (Il mio XX secolo, Hungary / Federal Republic of Germany 1989), il primo lungometraggio del vincitore dell’Orso d’oro 2017, Ildikó Enyedi, è una complessa fiaba poetica e un omaggio ai film muti. Girato in bianco e nero, il film segue la vita molto diversa di gemelli omozigoti nella vecchia Europa agli inizi del 20 ° secolo. Utilizzando il negativo della fotocamera originale e la colonna sonora magnetica, il film è stato restaurato digitalmente in 4K dall’Hungarian National Film Fund in collaborazione con Filmlab Ungheria. Il direttore della fotografia Tibor Máthé (HSC – Hungarian Society of Cinematographers) ha supervisionato la valutazione digitale.

Il thriller di Sidney Lumet Fail Safe (A prova di errore, USA 1964) è una critica della dottrina militare della Guerra Fredda. Quando un attentatore americano minaccia di distruggere Mosca, il presidente degli Sati Uniti chiama il premier sovietico sulla linea rossa, una linea diretta della Casa Bianca con il Cremlino, per cercare di impedire un attacco nucleare di rappresaglia. Il film è stato restaurato in 4K sotto l’egida di Sony Pictures Entertainment e il suo responsabile del restauro, Grover Crisp. Il negativo della fotocamera danneggiato è stato integrato con l’uso di un duplicato del negativo. La conformità dei vari materiali di partenza ha rappresentato una sfida speciale per il team di restauro.

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Letyat zhuravli (Quando volano le cicogne)

Letyat Zhuravli (Quando volano le cicogne, URSS 1957) di Mikhail Kalatozov è stata la prima grande produzione internazionale del cinema sovietico dopo la seconda guerra mondiale. Realizzato durante il periodo di liberalizzazione che seguì la morte di Joseph Stalin, queste inusuali immagini espressioniste del film in bianco e nero raccontano la tragica storia di due amanti dopo l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica. Il film ha portato fama internazionale a Mikhail Kalatozov e alla sua attrice protagonista, Tatiana Samoilova. Letyat Zhuravli è stato restaurato da Mosfilm sotto la guida del direttore generale Karen Shakhnazarov. Il restauro ditigale 2K, sulla base del negativo originale, è stato supervisionato dal capo del restauro Igor Bogdasarov.

Il regista Assi Dayan elogiato dalla giuria internazionale della Berlinale nel 1993 per il coraggio e l’onestà di HaChayim Al-Pi Agfa (Life According to Agfa, Israel 1992). Il film ruota intorno ad un bar di Tel Aviv, dove si incontrano un mondo di bohémien, uomini d’affari, drogati, turisti, papponi e soldati. Gli eventi di una sola notte, catturati nelle foto in bianco e nero, sono un microcosmo di una società che si considera liberale e tollerante, ma in cui azioni apparentemente banali possono diventare esplosive. Il restauro 4K è stato prodotto dalla Jerusalem Cinematheque – Israel Film Archive, dove è stato scansionato il negativo. È stato supervisionato dal direttore della fotografia Yoav Kosh e sostenuto dall’Israel Film Fund.

With Tokyo Boshoku (Crepuscolo di Tokyo, Giappone 1957), la Berlinale Classics offrirà una rara opportunità di vedere un lavoro in gran parte sconosciuto e raramente mostrato di Yasujiro Ozu. Il tema della fine di una famiglia che vive insieme è quello che l’insegnante di regia giapponese Yasujiro Ozu spesso rielabora, stavolta con un tocco drammatico. Nell’inverno di Tokyo, il silenzio di una famiglia porta alla sua spaccatura. Tokyo Boshoku, considerato il film migliore di Ozu del dopoguerra, è stato restaurato digitalmente in 4K sulla base di un duplicato del 35mm originale fornito dalla società di produzione giapponese Shochiku, gestito da Shochiku MediaWorX Inc. La color correction è stata guidata dall’ex assistente cameraman di Ozu Takashi Kawamata e il direttore della fotografia Masashi Chikamori.

La sezione Berlinale Classics aprirà i battenti il 16 febbraio 2018, alle 17:00, nella Friedrichstadt-Palast con la prima del restauro digitale della Deutsche Kinemathek del film muto del 1923 Das alte Gesetz (The Ancient Law) diretto da E.A. Dupont. ZDF  ARTE ha commissionato al compositore francese Philippe Schoeller di creare una nuova soundtrack per questa versione, che sarà presentata dall’Orchester Jakobsplatz München diretta da Daniel Grossmann.

 

Definiti anche i programmi di Forum e Forum Expanded, che si apre all’Akademie der Künste su Hanseatenweg il 14 febbraio con il titolo “A Mechanism Capable of Changing Itself“. Il programma contiene un totale di 34 film insieme a 15 installazioni provenienti da 27 paesi.
Il programma include ancora una volta una serie di opere che utilizzano tecniche documentarie per esaminare ed esplorare le potenzialità del cinema e della musica di interrogare, illustrare, analizzare e realizzare cambiamenti in modo tale da essere capaci di intervenire in eventi sociali e politici sulla scena globale. Così facendo, ampliando il concetto stesso del documentario.

Films
 
‘abl ma ‘ansa by Mariam Mekiwi (Egypt / Germany, 27´)
6144 X 1024 by Margaret Honda (USA, 360´)
A Movie by Bruce Conner (USA, 12´)
Aala Kad Al Shawk – Le Voyage Immobile by Ghassan Salhab and Mohamed Soueid (Lebanon / France, 23´)
Another Movie by Morgan Fisher (USA, 22´)
Araf by Didem Pekün (Turkey / Greece / Bosnia and Herzegovina, 47´)
Ard al mahshar by Milad Amin (Lebanon / Syria, 19´)
Bayna Hayakel Studio Baalbeck by SISKA (Lebanon / Germany, 48´)
Celluloid Corridors: Sermon by Mohamed A. Gawad, Dalia Neis and Andreas Reihse (Germany, 11´)
Celluloid Corridors: Timehelix by Mohamed A. Gawad, Dalia Neis and Andreas Reihse (Germany, 9´)
Cinema Olanda Film by Wendelien van Oldenborgh (Netherlands, 17´)
Contra-Internet: Jubilee 2033 by Zach Blas (USA / United Kingdom, 29´)
The Disappeared by Adam Kaplan and Gilad Baram (Germany / Israel, 46´)
DUG by Jan Peter Hammer (Germany / Norway, 27´)
Escape From Rented Island: The Lost Paradise of Jack Smith by Jerry Tartaglia (USA, 88´)
Eu sou o Rio by Gabraz Sanna and Anne Santos (Brazil, 78´)
Evidence of the Evidence by Alexander Johnston (USA, 22´)
Evidentiary Bodies by Barbara Hammer (USA, 10´)
The Invisible Hands by Marina Gioti and Georges Salameh (Greece / Egypt, 97´)
It by Anouk De Clercq and Tom Callemin (Belgium, 13´)
Manila Scream Expanded by Roxlee (Philippines, 66´)
Onward Lossless Follows by Michael Robinson (USA, 17´)
Optimism by Deborah Stratman (USA / Canada, 15´)
The Rare Event by Ben Rivers and Ben Russell (Switzerland / France / United Kingdom, 48´)
RIOT: 3 Movements by Rania Stephan (Lebanon / United Arab Emirates, 17´)
Die Schläferin by Alex Gerbaulet (Germany, 16´)
Shelley Duval is Olive Oyl by Ken Jacobs (USA, 21´)
Song for Europe by John Smith (United Kingdom, 4´)
Today Is 11th June 1993 by Clarissa Thieme (Germany / Bosnia and Herzegovina, 15´)
TWO BASILICAS by Heinz Emigholz (Denmark / Germany, 36´)
An Untimely Film For Every One and No One by Ayreen Anastas and Rene Gabri (USA / Palestine / Armenia, 90´)
wa akhiran musiba by Maya Shurbaji (Syria,15´)
Watching the Detectives by Chris Kennedy (Canada, 36´)
We Live in Silence: Chapters 1-7 by Kudzanai Chiurai (Zimbabwe, 36´)
 
Mostra collettiva all’Akademie der Künste am Hanseatenweg
Article 9303 by Ash Moniz (Egypt, 7´)
Bläue by Kerstin Schroedinger (Germany / United Kingdom, 48´)
Café Togo by Musquiqui Chihying and Gregor Kasper (Germany / Taiwan, 27´)
Cold Body Shining by Marta Hryniuk (Poland, 33´)
Come Back Alive Baby by Song Sanghee (Republic of Korea, 17´)
Extended Sea by Nesrine Khodr (Lebanon / United Arab Emirates, 705´)
High Dam by Ala Younis (Jordan, 7´)
L. Cohen by James Benning (USA, 45´)
Namibia Today by Laura Horelli (Germany / Finland, 21´)
Pink Slime Caesar Shift by Jen Liu (USA, 24´)
Strange Meetings by Jane Jin Kaisen (Republic of Korea, 11´)
The Third Part of the Third Measure by The Otolith Group (United Kingdom / United Arab Emirates / USA, 50´)
Ultima Ratio Δ Mountain of the Sun by Bahar Noorizadeh (Lebanon / Canada, 13´)

Esposizione al Marshall McLuhan Salon dell’ambasciata canadese di Berlino

Forum – 48esima edizione:

14 Apples by Midi Z, Taiwan / Myanmar

Afrique, la pensée en mouvement Part I by Jean-Pierre Bekolo, Senegal

Aggregat (Aggregate) by Marie Wilke, Germany

Amiko by Yoko Yamanaka, Japan

Apatride (Stateless) by Narjiss Nejjar, Morocco

Aufbruch (Departure) by Ludwig Wüst, Austria

La cama (The Bed) by Mónica Lairana, Argentina / Germany / Netherlands / Brazil

La casa lobo (The Wolf House) by Joaquín Cociña, Cristóbal León, Chile

Casanovagen (Casanova Gene) by Luise Donschen, Germany

Classical Period by Ted Fendt, USA

Con el viento (Facing the Wind) by Meritxell Colell Aparicio, Spain / France / Argentina

Los débiles (The Weak Ones) by Raúl Rico, Eduardo Giralt Brun, Mexico

Den’ Pobedy (Victory Day) by Sergei Loznitsa, Germany

Die Tomorrow by Nawapol Thamrongrattanarit, Thailand

Djamilia (Jamila) by Aminatou Echard, France

Drvo (The Tree) by André Gil Mata, Portugal / Bosnia and Herzegovina

L’empire de la perfection (In the Realm of Perfection) by Julien Faraut, France

An Elephant Sitting Still by Hu Bo, People’s Republic of China

Fotbal Infinit (Infinite Football) by Corneliu Porumboiu, Romania

Grass by Hong Sangsoo, Republic of Korea

The Green Fog by Guy Maddin, Evan Johnson, Galen Johnson, USA / Canada

+ Accidence by Guy Maddin, Evan Johnson, Galen Johnson, Canada

Interchange by Brian M. Cassidy, Melanie Shatzky, Canada

Jahilya by Hicham Lasri, Morocco

Kaotični život Nade Kadić (The Chaotic Life of Nada Kadić) by Marta Hernaiz, Mexico / Bosnia and Herzegovina

Last Child by Shin Dong-seok, Republic of Korea

Madeline’s Madeline by Josephine Decker, USA

Maki’la by Machérie Ekwa Bahango, Democratic Republic of the Congo / France

Mariphasa by Sandro Aguilar, Portugal

Minatomachi (Inland Sea) by Kazuhiro Soda, Japan/USA

Notes On an Appearance by Ricky D’Ambrose, USA

Old Love by Park Kiyong, Republic of Korea

Our House by Yui Kiyohara, Japan

Our Madness by João Viana, Mozambique / Guinea-Bissau / Qatar / Portugal / France

Premières armes (First Stripes) by Jean-François Caissy, Canada

Premières solitudes (Young Solitude) by Claire Simon, France

SPK Komplex (SPK Complex) by Gerd Kroske, Germany

Syn (The Son) by Alexander Abaturov, France / Russian Federation

Teatro de guerra (Theatre of War) by Lola Arias, Argentinia / Spain

Tuzdan Kaide (The Pillar of Salt) by Burak Çevik, Turkey

Unas preguntas (One or Two Questions) by Kristina Konrad, Germany / Uruguay

Waldheims Walzer (The Waldheim Waltz) by Ruth Beckermann, Austria

Wieża. Jasny dzień. (Tower. A Bright Day.) by Jagoda Szelc, Poland

Wild Relatives by Jumana Manna, Germany / Lebanon / Norway

Yours in Sisterhood by Irene Lusztig, USA