CHI VUO’ FA’ L’AMERIKANO? Un secolo di Stati Uniti attraverso il Cinema Italiano

Spettacolo e conferenza 23 ottobre ore 17.30-19.30
Centro Studi Americani, Via Caetani 32, Roma
Ingresso libero

Gangster e latin-lover. Da sempre Hollywood dipinge così gli italiani in ossequio alle 4 M di mamma, mandolino, mafia e macaroni. Ma come abbiamo raccontato noi italiani gli yankee?

Ufficiali dell’esercito guerrafondai e tutti d’un pezzo, bionde bellissime e ovviamente oche, mafiosi italo-americani tonti e dal volto orripilante, figli dei fiori perennemente su di giri, sadici agenti CIA con l’occhio ceruleo, emigrati di ritorno cafoni e arricchiti malati di nostalgia patriottica, soldati negri sempre ubriachi, avidi e grassi uomini d’affari con sigaro e cappellone texano, cowboy imperialisti e indiani un po’ troppo comunisti, miliardarie pluri-divorziate in cerca di latin lover.

A stereotipo si risponde con stereotipo ed è così che grosso modo i cineasti italiani hanno rappresentato gli americani dall’epoca del cinema muto fino ad oggi.

Ma c’è qualcuno tra questi produttori, sceneggiatori e registi italiani che è riuscito ad andare oltre, confezionando film in cui il popolo americano è stato vivisezionato senza pregiudizi e filtri ideologici?

Di questo si parlerà nella conferenza-spettacolo dal titolo “Chi vuò fa’ l’Amerikano?”, che si terrà lunedì 23 ottobre al Centro Studi Americani di Roma, nell’ambito di “Diplomacy”, il Festival della Diplomazia ideato da Giorgio Bartolomucci in programma nella Capitale dal 19 al 27 ottobre.

Dai napoletani Totò e Eduardo all’Americano a Roma Alberto Sordi, dal divo fellinesque Marcello Mastroianni ai colonnelli della commedia all’italiana Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi, dalla ragazza con la pistola Monica Vitti al Fantozzi a stelle e strisce di Paolo Villaggio. Sono loro i protagonisti di questo viaggio affascinante, spesso scandaloso ma sempre divertente, tra storia, musica, comicità, letteratura, antropologia, sociologia ed emigrazione, che passerà al microscopio tutte le contraddizioni e le ambiguità dell’Homo Italicus a contatto con l’American Way of Life. Attraverso una selezione delle sequenze più significative tratte da centinaia di film e documentari di registi celebrati e meno conosciuti si indagherà anche sul perché si sono sviluppate in Italia delle correnti filo-americane e anti-americane di centro, destra e sinistra con l’aiuto di documenti declassificati provenienti dagli archivi americani.

L’evento è curato da Luca Martera, documentarista e storico dei mass-media tra Italia e Stati Uniti, collaboratore della Cineteca Nazionale di Roma e di diversi personaggi della tv e del cinema, tra cui Antonio Ricci, Giovanni Minoli, Roberto Faenza e Franco Maresco.

Al termine della conferenza-show seguirà una conversazione tra il curatore e il critico cinematografico Simone Emiliani, autore di saggi sul cinema americano, direttore artistico di Valdarno Cinema e supervisore editoriale della rivista di cinema Sentieri Selvaggi.

L’ingresso è gratuito e per partecipare bisogna inviare un’email a event@centrostudiamericani.org indicando nell’oggetto:
RSVP “Conferenza Americani nel Cinema Italiano”.