Novecento, di Bernardo Bertolucci

Verdi è morto!” si sente gridare al crepuscolo nella prima scena di Novecento, che subito contuestualizza il film al 1901. Sin dall’inizio il fluviale film di Bernardo Bertolucci si presenta quindi come omaggio al melodramma italiano e come testo storico-ideologico su cui costruire il respiro epico e quello intimista di un cinema che omaggia Visconti e Godard, passando per Griffith ed Ėjzenštejn.

Attraverso l’affresco storico di mezzo secolo d’Italia, il regista italiano racconta la lotta di classe tra contadini e padrone, individuando nei due personaggi protagonisti – Alfredo, il figlio del padrone, e Olmo, figlio dei contadini – i poli simbolici su cui costruire la tensione emotiva dell’opera. Dai primi anni del XX secolo alla Prima Guerra mondiale e ancora alla cupezza grigia e violenta del Fascismo, fino alla Liberazione del 25 aprile, Bertolucci realizza un’opera ambiziosa e discontinua che trova nelle location dell’Emilia (terra d’origine dell’autore) il piccola grande mondo “perduto” su cui far muovere un’idea di cinema poetica ed eccessiva, omaggio alla terra e al socialismo contadino.
A distanza di anni Novecento mantiene intatta la sua magniloquenza visiva e la potenza di un racconto epico e allo stesso tempo estremamente intimo e personale.

Realizzato nel 1974-75 in Italia, con un cast internazionale ricchissimo e forse mai più replicato in una produzione cinematografica nazionale (De Niro, Lancaster, Depardieu, Sanda, Hayden), il progetto di Novecento si situa nell’ambito della filmografia bertolucciana a ridosso del successo internazionale di Ultimo tango a Parigi, ovvero in una fase della carriera artistica in cui il regista italiano ottiene carta bianca e la massima indipendenza economica e produttiva possibile. Il risultato è un film ancora oggi centrale nella storia del cinema italiano, diviso in due atti per un totale di cinque ore e mezza, dal notevole successo commerciale in Italia ma accompagnato da grandi polemiche postproduttive nella versione americana, ridotta a quattro ore.

 

Regia: Bernardo Bertolucci

Interpreti: Burt Lancaster, Donald Sutherland, Robert De Niro, Gérard Depardieu, Dominique Sanda, Alida Valli, Sterling Hayden, Stefania Sandrelli, Laura Betti

Distribuzione: Il Cinema Ritrovato/Cineteca di Bologna

Durata: 310′

Origine: Italia 1976