16° Festival del Cinema Europeo di Lecce – Wax – We are the X di Lorenzo Corvino

In una calda giornata di una primavera che fino a pochi giorni fa si sarebbe detta ancora lontana, si è aperta la 16a edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce che anche quest’anno vanta un variegato programma ricco di film, cortometraggi, ospiti di rilievo e presenze esordienti. Tra queste, ha dominato incontrastato la prima giornata il leccese Lorenzo Corvino, il cui Wax – We are the X è stato scelto come film di apertura.

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Il film, come lo stesso festival, è strettamente legato alla salentina terra di origine che l’ha prodotto (è stato realizzato esclusivamente grazie a fondi privati, soprattutto della banca popolare pugliese) ma nello stesso tempo “vola via” (proprio come il festival che si definisce europeo), inseguendo il sogno della maturità, del viaggio e della libertà: è infatti ambientato on the road in Costa Azzurra, tra la Francia e Montecarlo.

Wax - We are the X

Wax – We are the X

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L’opera prima, che in qualche modo incarna una sperimentazione tecnica che unisce il montaggio alla storia, parte da un’intervista in cui un uomo (Rutger Hauer) consegna a una troupe di giornalisti una penna usb contenente tutti i video superstiti di un gruppo di tre ragazzi dati per morti. E allora ecco concatenarsi le vicende attraverso i video che le hanno immortalate: da quelli dell’iphone a quelli delle camere di sicurezza. Wax racconta, infatti, di due ragazzi (Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini) inviati a Montecarlo per girare uno spot (uno dei due vuole realizzare un blog sull’esperienza e quindi riprende costantemente tutto quel che accade) affiancati da di una giovane donna francese (Gwendolyn Gourvenec), che deve occuparsi del casting. Frenato nella prima parte e confuso da queste immagini reali, dai loro rapidissimi movimenti e del lento procedere degli eventi sulla scia di una Nouvelle Vogue tutta tecnologica, il film riesce a sollevarsi nella seconda parte, permettendo alla fiction di entrare nel montaggio, quindi di dare un senso a ciò che accade e di risaltare, ad esempio, le musiche originali.

Gwendolyn Gourvenec - Wax we are the X

Gwendolyn Gourvenec – Wax we are the X

Emozionato protagonista della serata è stato proprio il regista che, intervistato da Pierpaolo La Rosa di Radio Montecarlo, ha spiegato il multiplo significato del titolo a partire dal correlativo oggettivo della parola wax che in inglese significa cera, come la candela presente nel film che innesta nella protagonista il ricordo della sua vecchia amica la cui ricerca permette al trio di salvarsi, un po’ come a dire che il passato può redimere il futuro; in più, come da titolo Wax è anche acronimo di We are the X, con un chiaro riferimento a quella che è stata definita la X generation e che attualmente è popolata da milioni di persona tra i 30 e i 40 anni condannati a un precariato costante, non solo di carattere lavorativo ma soprattutto esistenziale, a causa dell’assenza di una concreta possibilità di realizzazione.

Spunti cinematografici visivi (L’arrivo del treno dei Lumiere) sono accompagnati da spunti tematici come la presenza di un ménage à trois tra i protagonisti che rievoca Jules et Jim, The Dreamers e Y tu mama también: il regista ha tuttavia voluto sottolineare come in questi grandi film il ménage sia colpevolizzato, in quanto di tipo sessuale e causa di distruzione. Nel suo caso invece non è mai morboso ma è generatore di forza: quando i protagonisti litigano falliscono, è quando si uniscono che vincono.

Il film è aperto e chiuso dal cameo di Rutger Hauer (ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare..), intercettato dal regista proprio in Puglia grazie alle riprese de Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi.

Lorenzo Corvino ha chiuso la serata con il latino gutta cavat lapidem (la goccia perfora la pietra) e dunque con un messaggio assolutamente ottimista, con la volontà di non storicizzare se stessi ma di dimostrare sempre il coraggio di voler andare avanti.

Che la festa abbia inizio.