Babbo Natale non viene dal Nord. Incontro con Maurizio Casagrande e il cast

Oggi al Cinema Barberini di Roma si è svolto l’incontro del film Babbo Natale non viene dal Nord, che uscirà nei cinema il 26 novembre. Sono presenti molti del cast artistico che ha preso parte al film. Sul palco ci sono il distributore Corrado Azzolini, il regista e attore Maurizio Casagrande, il co-protagonista Giampaolo Morelli, la cantante Annalisa Scarrone e il produttore Giulio Violati.

Il primo a prendere la parola è Corrado Azzolini, della Draka Distribution, che parla brevemente della riuscita della pellicola: «[…] abbiamo avuto di vedere questo film pochi mesi fa con Maurizio, e ce ne siamo subito innamorati. È un film bello, carino, elegante… e credo che il messaggio più importante di questo film è l’entusiasmo, che tutti da parte del regista, degli attori, dei bambini, dei piccoli protagonisti, e anche noi come distribuzione abbiamo messo, nei confronti di questo splendido lavoro. Quindi con questo entusiasmo, speriamo di fare un’uscita molto bella».

Interviene successivamente Maurizio Casagrande che, con simpaticissima ironia («Sono scappati tutti») inizia a parlare del film: «Questo è un film low budget, che si è tradotto poi nel tempo in Love budget, perché è stato un film fatto con il cuore da parte di tutti. Abbiamo messo tutti molto di più di quello che è il professionale, cioè abbiamo dato moltissimo al film. Ovviamente io in prima persona, essendo, diciamo, il capitano della nave». Casagrande continua la sua espansiva presentazione cominciando a scherzare e a duettare con Morelli: «A mio avviso, al di là delle pecche eventuali che ognuno di voi potrà trovare nel film… tipo ad esempio Giampaolo Morelli che potrebbe essere stata una scelta infelice, ma non che… potrebbe essere stata… ». Maurizio Casagrande, tornado un poco serio, rimarca la qualità che differenzia la sua pellicola dalle altre commedie: « In un momento in cui la comicità, molto spesso, fa rima con volgarità… con grevità, e con certi meccanismi qualche volta eccessivamente “forti”, per suscitare la risata, questo film cerca, sperando di riuscirci, di suscitare il divertimento e il piacere del pubblico, però con la delicatezza».

annalisa scarrone e maria grazia cucinotta sul set di babbo natale non viene dal nordParla poi produttore Giulio Violati: «Io devo solo ringraziare, perché questo è un film che è riuscito grazie a una coralità d’intenti e a gente molto professionale, molto brava ovviamente, ma molto volenterosa […] quindi grazie a tutti veramente, spero che il film vi sia piaciuto… io il film l’ho visto 13-14 volte e continuo a ridere. Grazie».

Arriva anche il turno di Annalisa, al suo debutto come attrice: «Io per prima cosa devo ringraziare Maurizio che mi ha coinvolta in questo viaggio, in quest’avventura che per me è completamente nuova […] ho avuto l’opportunità di far vedere, diciamo, un lato di me che, altrimenti, solitamente non si vede […] cioè questo lato un po’ auto-ironico».

Ultimo a prendere la parola, prima delle domande da parte della stampa, è Giampaolo Morelli, che continua a giocare di complicità con Casagrande: «Anche io sono solitamente molto serio, e Maurizio ha fatto uscire [interviene Casagrande, rivolto ai giornalisti: «Avete visto quando dorme – in riferimento a una scena del film – quanto è serio?»]». Morelli continua raccontando la sua gioia nell’aver partecipato a questo progetto: «Io ringrazio Maurizio per avermi proposto questo film. Quando mi è arrivato il copione, ho letto questa storia di getto, scorrevolissima, con un grande calore. C’era poesia dentro… mi piaceva il personaggio, per me molto particolare e poi tutto questo calore che ho letto l’ho ritrovato, tradotto in immagini, egregiamente da Maurizio, che sul set è stato un compagno straordinario».

«Per me è un ruolo insolito – aggiunge Morellie quello che mi piaceva era proprio l’aspetto molto umano […] di questo prete, perché era anche lui, a sua volta, uno scugnizzo […] e quindi è anche un prete dai modi molto sbrigativi».

nino frassica in babbo natale non viene dal nordCasagrande si sofferma anche sulla scelta di Annalisa: «Assomiglia mostruosamente a mia sorella quando eravamo piccolini. […] Quindi già vederla per me è stata una cosa di famiglia. […] poi c’era bisogno, nel film, di (facendo conto con le dita): 1) Una ragazza giovane […]; 2) Una brava cantante […]; 3) E mi serviva che fosse simpatica […]».

Ci si chiede se per la cantante se questo film può essere l’inizio di una nuova carriera. Lei risponde in modo abbastanza sicuro: «Io non la vedo… per me questa è stata un’esperienza che mi ha arricchito, che mi ha dato molto […] La ragione per cui l’ho accolta è che è molto legata, in realtà, alla musica… è molto legata a me come persona. India (il nome del personaggio) altro non è che uno spaccato di me stessa qualche anno fa, quando avevo una ventina d’anni».

Maurizio Casagrande prende nuovamente la parola, menzionando con ironia il resto del cast presente in sala. Ci sono: Angelo Orlando, Chicco Paglionico, Eva Grimaldi, Milena Miconi, Teresa De Giacomo e, anche, il co-sceneggiatore Francesco Velonà. Tra loro è Eva Grimaldi che ringrazia la produzione e la città di Salerno: «Questo film mi ha dato la possibilità di conoscere Salerno, le luci di Salerno […] perché quando si parla di Sud si parla solo di mafia, di corruzione e tutto, quindi ringrazio Maurizio e la produzione, di avermi fatto conoscere le luci di Salerno».

A proposito dei richiami cinefili partenopei (ad esempio Vittorio De Sica e L’oro di Napoli) che sono presenti possono essere presenti, il regista risponde, con trasporto, recitando la battuta in questione: «Tu me lo devi dire che sei fortunato! … quella battuta per me… io ce l’ho nella mente da sempre».

Poi Casagrande parla del rapporto attore/spalla. «Io sono legato alla comicità di… ovviamente senza mettermi allo stesso livello … di Totò e Peppino… di quella comicità fatta dagli attori […] ecco, a me piace la comicità fatta di rapporti. Per cui, dato che il teatro di tradizione napoletano è fatto di questo tipo di comicità, di comico e spalla, che caso mai si passano la palla, perché molto spesso si confonde il ruolo, e quindi diviene ancora più divertente, perché quello che stava subendo diventa attaccante è un gioco che a me piace molto, e che io lo conosco abbastanza bene, perché ci sguazzo dentro da 32-33 anni e quindi lo uso per cercare di divertire la gente».