BERLINALE 62 – "La più grande sfida è raccontare il lato umano delle guerre". Incontro con Zhang Yimou e Christian Bale


A Berlino per presentare l'ultimo film, The flowers of war, tratto da un romanzo di Geling Yan, il regista, insieme a Christian Bale e ad alcuni degli altri interpreti, ha risposto alle domande dei giornalisti. Il film, ambientato nel 1937, racconta uno degli episodi più atroci dell'invasione giapponese della Cina; il massacro di Nanking

 La prima domanda è per il regista: come le è venuta l'idea di girare il film?

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Zhang Yimou: Si tratta di uno degli episodi più terribili della nostra storia. Ma aldilà di questo, avevo letto il libro che mi era piaciuto molto, penso che sia davvero un libro fantastico, ed è stato ricco di spunti per me. Devo ringraziare gli sceneggiatori che hanno fatto un lavoro meraviglioso.

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Christian Bale, qual è stata la sua esperienza nel film?

C. B. : Lavorare in questo film e con Zhang Yimou è stato fantastico. Sono lusingato di essere stato scelto da lui. Per me è stato un grande onore e ho imparato tantissimo.

Per il regista; perché si concentra tanto su storie di donne, sui loro punti di vista?

Z.Y. : Veramente non saprei, non saprei spiegare perché. Per quanto riguarda il punto di vista invece, in realtà non credo di aver usato quello di una donna, e non ho mai nemmeno pensato di farlo, per il semplice motivo che sono un uomo.

Christian Bale, lei ha interpretato più volte la figura dell'eroe. Che rapporti ci sono con i suoi ruoli precedenti e la figura di John, il protagonista di questo film?

C.B. : Veramente io non faccio mai paragoni tra i ruoli. Lascio a voi questo lavoro! 

Zhang Yimou, perché ha voluto fare questo film?

Z.Y. : Come dicevo, ho letto il libro che mi è piaciuto molto e mi ha catturato. La storia è una storia vera, ed è concentrata su un gruppo speciale di persone, che fanno qualcosa di non ordinario, escono dagli schemi delle loro vite in un momento tragico per loro e per il mondo che le circonda. Non è una storia comune, e per questo ho voluto raccontarla. E poi è una storia sulla bellezza, la bellezza delle donne che all'inizio sembra solo esteriore, ma che in realtà è la bellezza del loro cuore.

E lei, Mr.Bale, perché ha scelto di affrontare questo ruolo?

C.B. : Perché è una storia affascinante e terribile allo stesso tempo, e lavorare su una storia vera mi ha fatto scoprire quanto possa essere forte il legame con la Storia; la finzione può diventare realtà, o almeno raccontarla come se lo fosse. Mi interessava lavorare su questo. Per me lavorare in una produzione cinese è stato importante, non l'avevo mai fatto, ho imparato molto. Poi a me piace lavorare su progetti che non prevedevo di fare, e come attore mi considero molto fortunato perché ho la possibilità di scegliere. 

Per Mr. Yimou: perché va alla Berlinale così spesso? E perché il film è fuori concorso?

Z.Y. : Berlino per me ormai è come un vecchio amico. Ogni volta che vengo mi piace di più, mi sento sempre di più a casa mia. Il film è fuori concorso per una ragione molto semplice: è già uscito sia in America che in Cina, quindi non poteva concorrere. Queste sono le regole. 

Mr. Yimou, quali sono state le difficoltà nel girare il film? E, dato che tratta temi così difficili, ci sono stati problemi in Cina?

Z. Y. : Ogni volta che giri ti rimproveri qualcosa che avresti potuto fare meglio, questo è un film molto complesso, per le lingue, per la storia, per questo è stato molto importante per me girarlo. Il fatto che poi si parli sia in inglese che in cinese e un po' anche in giapponese, rende tutto ancora più complicato da una parte, ma arricchisce molto il lavoro. L'episodio trattato è, come dicevo prima, uno dei più atroci della nostra storia. Nessuno vuole ricordare fatti del genere. Noi speriamo di aver lavorato per rendere la storia il più comprensibile possibile. In Cina il film è andato bene, quindi siamo soddisfatti. Vorrei ringraziere, a questo proposito, gli attori giapponesi, che sono stati tutti di una professionalità e di una bravura uniche. Anche per questo mi piacerebbe che qualche distributore giapponese si interessasse al film.

Christian Bale interviene:
La comunicazione va sempre aldilà della lingua. Anche con registi che parlano la tua stessa lingua. La cosa fantastica del lavoro di attore è che lavori con tanti registi diversi, ognuno con il loro stile. Ho trovato incredibile e affascinante lavorare con Yimou e con tutto il cast di The flowers of war. Ci siamo divertiti molto, a volte ci siamo capiti al volo, altre è stato più complesso, altre ancora, come capita, non ci siamo capiti. E in ogni caso abbiamo vissuto dei momenti fantastici.

Una domanda per Ni Ni: lei è molto giovane, com'è stato lavorare con Christian Bale? E con Yimou?  E quali sono i suoi progetti?

Ni Ni: All'inizio, quando ho saputo che avrei recitato con Bale, ero nervosissima. Ma mi è bastato incontrarlo una volta per capure che è una persona semplice, che ti mette subito a tuo agio, e non una star. Lavorare con lui e con Yimou ha insegnato molto a tutte noi. Abbiamo fatto molto training, ci siamo preparate per mesi, abbiamo fatto lezioni d'inglese, abbiamo dovuto imparare a camminare e parlare come delle prostitute deli anni '30. Ma il punto centrale è che ci siamo fidate ciecamente del regista.

Mr. Bale, quando era molto giovane lei ha lavorato con Spielberg, e in L'impero del sole ha affrontato la storia cinese. Ci sono legami tra The flowers of war e L'impero del sole?

C.B. : Lavorare con Spielberg è stata un'esperienza unica, lo sarebbe per ogni bambino. Non ho fatto connessioni o paragoni tra i due film. Il punto stavolta è che non avevo mai fatto un film con un regista cinese e questa è stata l'occasione di farlo. Lavorare con uno storyteller fantastico come Yimou è un'occasione unica. E lavorare con tutte le attrici, e con le bambine protagoniste, mi ha insegnato tantissimo. 

Yimou, perché ha scelto Bale?

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Z.Y. :
Cercavo qualcuno che sapesse recitare e non una star. Ecco perché l'ho scelto. Il mio inglese non è un granché, quindi mi serviva qualcuno che capisse aldilà della lingua e che sapesse comunicare.

Mr. Yimou, che cosa ha significato per lei fare qusto film?

Z.Y. : Lavorare su drammi del genere significa che devi sempre mostrare cose che non vorresti, cose terrbili. La sfida è, ed è stata, mostrare anche l'altro lato, il lato umano che viene fuori anche durante la guerra. Le prostitute e la loro bontà sono la dimostrazione che questo può succedere.