Blog DIGIMON(DI) – Schermi che ci guardano… Il nuovo Amazon Fire Phone

Niente di rivoluzionario, forse, come la presentazione dell’Iphone del 9 gennaio 2007, ma sicuramente l’uscita del nuovo smartphone di Amazon segnerà una svolta nella comunicazione, certo in una direzione che sembrava già segnata dalla prima introduzione di una videocamera in un telefono cellulare. Tre riflessioni brevi:

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1 – Lo spot, ovvero: non mostro più il prodotto, ma i suoi utilizzatori finali. Ecco che quello che conta – il muovo smartphone da lanciare – non si deve per forza vedere, è più avvincente osservare le reazioni e le esclamazioni di uomini e donne mentre lo utilizzano. Uomini e donne mutanti, ormai progressivamente con il collo inclinato di circa il 30% in avanti, mutazione genetico/antropologica forse non definitiva (i Google Glass ci riporteranno con la schiena dritta?), ripresi nell’atto di usare l’Amazon Phone Fire.

amazon-phone2

2 – Le quattro videocamere che ci osservano. Ne parlavamo già tempo fa, ma la “macchina che vede” Viriliana sembra ormai una realtà definitiva. Fire Phone non si limita alla videocamera per fare riprese e foto, e neppure alla macchine per i “selfie”. 4 microcamere sono dislocate ai quattro angoli del dispositivo, per osservarci in continuazione e regolare automaticamente – in relazione all’angolazione del nostro sguardo – la migliore immagine tridimensionale possibile (la prospettiva dinamica). Ma non basta, muovendo la testa le pagine scorrono sotto di noi, la nostra testa diventa un mouse che traccia i percorsi sul piccolo schermo. Comodo e pratico, segnano l’accettazione di essere guardati, sempre, da una videocamera. Quattro occhi ci spiano quotidianamente, il Grande Fratello è nelle nostre mani…

Fire Phone Firefly

3 – Firefly, ovvero: vedo dunque compro. Questa funzione permette, attraverso la videocamera frontale, di “riconoscere gli oggetti” che inquadriamo, e ritrovarli immediatamente nello store di Amazon per l’acquisto. Fantastico. Pensate di essere in una libreria, inquadrate il volume e, clic, il vostro libro preferito è già in spedizione (magari con un drone?) dal centro Amazon più vicino. Si arriverà al punto che una volta a casa lo troverete sulla porta. Ecco la metafora finale della tecnologia della merce: tutto quello che posso inquadrare, lo posso comprare su Amazon. Certo non ancora proprio tutto, al momento il sistema sembra riconoscere “solo” oltre 100 mila diverse tipologie di oggetto, ma è facilmente prevedibile che presto tutto ciò che inquadreremo con il nostro “dispositivo per gli acquisti”, potrà dietro pagamento diventare nostro. Sembra un po’ il Carnevale del Capitalismo: la semplificazione estrema del consumo di prodotti, la celebrazione dell’universo/merce come materia viva della tecnologia digitale. Inquadro, clic, compro. Vedere è comprare. Vedere è possedere. Lo sguardo diviene definitivamente merce.

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