Blood Conscious, di Timothy Covell

Blood Conscious, debutto di Timothy Covell, è un horror di sicuro impatto, girato con mano sicura e coscienza politico-sociale. Ancora un film dalla 41a edizione del Fantafestival appena conclusa

Kevin (Oghenero Gbaje) insieme alla sorella Brittney (DeShawn White) e al fidanzato di lei, Tony (Lenny Thomas), parte per un weekend al cottage di famiglia.  Ma quella che doveva essere un’occasione felice (Brittney e Tony sono in procinto di sposarsi) si trasforma in un incubo: tutti gli abitanti dei cottage, compresi i genitori di Kevin e Brittney, sono stati massacrati da un uomo conosciuto come L’Estraneo, che giustifica il suo gesto affermando che gli uccisi erano posseduti da forze demoniache.

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Proiettato in Italia durante la 41esima edizione del Fantafestival, Blood Conscious, debutto di Timothy Covell, è un non-slasher diretto con mano sicura, per quanto non sfugga alla propria natura derivativa. Se infatti risulta più che apprezzabile e nobile l’intento di fare del film una critica all’endemico razzismo che affligge gli Stati Uniti, non si può certo negare come ciò si sia visto, e forse meglio, in film come Get Out, e che la struttura horror del film sia (dichiaratamente) ispirata a classici come La Casa Venerdì 13. 
Anche alcune scelte stilistiche come il formato 4:3, seppur funzionali alla ricerca di un senso di oppressione e claustrofobia, non possono certo dirsi davvero inusuali.

Ciò non toglie che il film abbia dalla sua diverse trovate positive, a cominciare dallo sviluppare la trama dopo il massacro, alla parsimonia (relativa ovviamente, siamo pur sempre in un horror) nel mostrare direttamente la violenza, fino allo scegliere di far crescere la tensione intorno ai dubbi che lungo il corso della storia divorano le menti dei protagonisti, sempre impossibilitati a sapere con certezza se chi hanno di fronte nasconda in sé qualche entità demoniaca. Covell quindi, con intelligenza e modernità, non propone una netta distinzione fra buoni e cattivi, come avviene nella maggior parte degli slasher, ma tiene ogni suo personaggio in una zona grigia nei confronti dell’archetipo dell’Ombra.

Tutto ciò, insieme a una più che azzeccata e mai invadente colonna sonora e ad un cast che si dimostra più che all’altezza, rende il film teso e stimolante.

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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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