Bones and all, i molteplici significati del nuovo film di Guadagnino

Disponibile sul grande schermo solo da pochi giorni ed è già sulla bocca di tutti. Il nuovo film di Luca Guadagnino, adattamento del romanzo di Camille De Angelis, ci propone una stravagante storia d’amore e di crescita caratterizzata da tinte piuttosto dark e scene splatter senza pietà.

Si tratta, tuttavia, di una pellicola molto meno banale di quanto possa sembrare, prestandosi a differenti chiavi di lettura e interpretazioni molto interessanti. Sarà anche per questo che gli utenti di piattaforme online come Rabona stanno già scommettendo sulla probabile candidatura dell’opera alle premiazioni degli Oscar.

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Il tema della diversità
Il film ci presenta immediatamente il personaggio di Maren, interpretata da Taylor Russell, una ragazza che vive con il padre e che non ha mai conosciuto l’identità della propria madre. Nei primi minuti della pellicola Maren appare timida, piuttosto chiusa, ma bastano pochi istanti per venire a conoscenza della sua diversità: il personaggio si ciba, infatti, di carne umana in maniera incontrollata.

Non può farne a meno e ogni qualvolta aggredisce o si ciba di qualcuno è costretta, insieme al padre, a cambiare stato e a far perdere le proprie tracce. Dopo l’ennesima aggressione, il padre di Maren, estenuato, decide di abbandonarla lasciandole qualche soldo e il suo certificato di nascita. L’obiettivo di Maren diventa, improvvisamente, quello di andare alla ricerca della madre, affetta dallo stesso disturbo.

Durante il viaggio si imbatte in altri cannibali, tra cui Lee (Timothée Chalamet), un ragazzo squattrinato che vive alla giornata cercando di soddisfare i propri bisogni senza alcuno scrupolo. È chiaro che al centro dell’intera pellicola sia presente il tema della diversità, e si tratta di una diversità tanto orripilante che non può essere manifestata a tutti ma che, nonostante ciò, non può essere nemmeno trascurata.

Fino all’osso
La sofferenza dei protagonisti è evidente. Da un lato sanno di essere bestiali, ma dall’altro non possono che rassegnarsi a quella che è la loro natura. Maren, in particolare, cerca di reprimere quanto più possibile la propria necessità di sfamarsi, mentre Lee, quasi come fosse un giustiziere, si limita a scegliere prede in base alla loro condotta morale.

Ed è qui che lo spettatore più attento può cogliere parallelismi interessanti, senza nemmeno andare troppo al di là della storia così come rappresentata. Il cannibalismo dei personaggi può essere inteso come una qualunque prevaricazione dell’ uomo sull’altro, la mania del possesso, l’istinto di sopravvivenza che talvolta ci rende bestiali.

È facile, ragionando in questi termini, osservare che anche la reale società è fatta di cannibali e di cannibalizzati. In Bones and all, tuttavia, questo processo viene associato anche alla storia d’amore dei due protagonisti. L’atto di nutrirsi diventa, in questo senso, l’accettazione totale del prossimo. Il cannibalizzato si mette completamente a nudo e lascia che il prossimo ne scruti le fragilità, le debolezze e le virtù. In breve, cibarsi fino all’osso assume il significato di scoprire l’anima di un altro essere umano e diventarne un tutt’uno.

I significati profondi

Bones and all cela al proprio interno una grande quantità di significati tenuti volontariamente velati dal regista. Si tratta, infatti, di una commedia ricca e piuttosto coinvolgente, per quanto presenti scene decisamente forti. La visione del film è stra-consigliata, non solo agli amanti delle commedie romantiche, ma anche agli appassionati di fantascienza e thriller psicologici.

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