Box Office USA 30/8/2010

The Last Exorcism di Daniel StammIl mercato americano è ancora il terreno dove tutto è possibile. Non bastassero gli esempi del passato, l’affermazione si rinnova continuamente davanti ad uno o due miracoli commerciali che puntualmente si ripetono ogni anno. Il week-end che segna il passaggio verso il letargo autunnale è stato condizionato dal successo di The Last Exorcism, l’horror a bassissimo budget distribuito dalla Lion’s Gate. Dopo i numeri dell’esordio, si può già prevedere che incasserà meno di Paranormal Activity, il caso cinematografico dello scorso autunno, e che non riuscirà a varcare la soglia dei cento milioni di dollari. Tuttavia, il film del documentarista Daniel Stamm ne ricalca le direttive generali di messa in scena: un cast di attori semisconosciuti e l’uso della telecamera a mano, come se il prodotto finale fosse un montaggio di found footage. Soprattutto, ha le stesse limitazioni di budget, ristretto ad una spesa di quasi due milioni. A distanza di dieci anni da The Blair Witch Project, l’horror sembra aver trovato un nuovo modo di far presa sul pubblico, con un rischio d’investimento ridotto al minimo: The Last Exorcism ha già incassato dieci volte quello che è costato, con un rapporto di ricavi che è impossibile da raggiungere per titoli più ambiziosi, come le decine di remake che sono state prodotte negli ultimi anni. L’ultima sfida al male del reverendo Cotton Marcus ha conquistato la vetta dopo un acceso testa a testa con Takers, la banda di raffinati rapinatori sfidata dal detective Matt Dillon e diretta dall’esordiente John Luessenhop. Il thriller non ha brillato, ma ha rapidamente recuperato i costi e ha raggiunto senza sofferenza il suo obbiettivo minimo. Dopo due settimane di gloria, è finito così il regno di The Expendables, i mercenari guidati da Sylvester Stallone: Sly ha sonoramente battuto Julia Roberts e il suo Eat Pray Love, che pure godeva del traino del best-seller di Elizabeth Gilbert, e adesso punta a superare i cento milioni, una cifra che per il nuovamente divo rappresenterebbe un sorprendente trionfo. Non fossero bastati i settecentocinquanta milioni di dollari incassati solo negli Stati Uniti, il fine settimana ha visto Avatar riaffacciarsi nelle sale con una special edition: finora, nove minuti in più di montaggio hanno significato quattro milioni in più nelle casse della Fox e di James Cameron, nello stesso momento in cui anche Toy Story 3 è entrato a far parte del ristretto club dei film capaci di incassare più di un miliardo di dollari, che adesso conta solo sei iscritti…
 

 

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