#Cannes2019 – La jeune Ahmed. Incontro con Jean-Pierre e Luc Dardenne

I fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne sono ormai di casa al festival di Cannes, come testimoniano il numero delle loro partecipazioni e le i premi vinti. Il loro ultimo lavoro, Le jeune Ahmed, non sembra tuttavia aver messo d’accordo la critica. All’incontro con la stampa hanno parlato dei motivi delle loro scelte. Il protagonista è un giovane ragazzo che entra in contatto con gli ideali del fondamentalismo islamico. “Non ci interessava copiare la realtà. Nell’affrontare questo tema, abbiamo voluto dargli un’altra prospettiva. Ecco perché abbiamo scelto un personaggio che è ancora ragazzo, goffo, con le mani paffute, le cose gli sfuggono, e scopre anche l’amore. Non potevamo avere un personaggio diverso da lui come protagonista. Egli è giovane e volevamo dare l’idea che lui avesse la possibilità di cambiare”.

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Il tema è scottante e più che mai attuale, che si inserisce in un contesto complesso e non facile da affrontare. Ma i fratelli Dardenne hanno dichiarato che “Il film non è un’aula di tribunale. Il film non è un atto di accusa. La nostra missione fin dall’inizio è stata vedere come questo giovane Ahmed potrebbe essere riportato alla vita. È un film di pace, ma ciò non significa una stupida ingenuità. La vita è sempre la più forte. Ha sempre sconfitto tutti i totalitarismi”. Hanno quindi deciso di mettere in secondo piano il contesto sociale ed economico così da distaccarsi da quello che sarebbe potuto essere un film banale.

Durante la conferenza stampa non sono mancati i riferimenti culturali a cui i Dardenne hanno dichiarato di ispirarsi: “Ciò che ci interessava di questo personaggio non era il contesto sociale o economico. La vera questione è perché questo ragazzo sta facendo queste cose, perché crede in questo tipo di idee. Lo scrittore tedesco Gunter Grass descrive nel suo ultimo romanzo un personaggio che ammette di aver aderito ad un ideale per motivi opportunistici. Ma era anche ossessionato dall’idea di difendere la madrepatria a tutti i costi. Ed è proprio ciò che fanno le ideologie. Attraggono le persone e ne possiedono la mente”.