"Cars 2", di John Lasseter e Brad Lewis

E' inutile nasconderlo: Cars 2 è una fonte di delusione per tutti quelli che hanno amato la densità emotiva e cinematografica degli ultimi film della Pixar. E' come se John Lasseter e la sua compagnia si fossero voluti concedere una pausa ludica: un desiderio che può considerarsi legittimo, dopo il tour de force iniziato con WALL-E e finito con Toy Story 3. Del resto, era stato annunciato dall'ultimo saluto di Andy ai suoi giocattoli preferiti: la loro separazione era anche la struggente confessione di come ormai fosse necessario fare qualcosa di diverso. Sin dal primo capitolo, Saetta McQueen è sempre stato un divertente diversivo: uno strumento con cui sperimentare mentre si pensa ad altro. E' un personaggio talmente superficiale che in Cars 2 gli viene persino chiesto di smettere di essere un protagonista: la Pixar vi si affida solo come un veicolo che giustifichi lo straordinario e pirotecnico diivertissement visivo delle sue corse. In modo progressivo ed inesorabile, la sceneggiatura gli toglie spazio ed elegge i suoi eredi: è evidente come il goffo ed ingenuo Cricchetto sia decisamente più adatto all'insieme di valori propugnato dallo studio. Il malandato carroattrezzi vuole essere amato e dispone di tutte le qualità che servono per non esserlo: è impacciato, è invadente e i suoi eccessi affettivi indispongono tutte le persone a cui sono rivolti. E' difficile trovare una creatura più pixariana di lui. Tuttavia, il suo riscatto e la sua necessità di cementare l'amicizia con Saetta McQueen non sono mai del tutto approfonditi: restano nell'aria come una specie di atmosfera e segnano le relazioni tra i personaggi senza mai essere incisivi. Alla fine, anche Cricchetto è solo uno strumento con il quale mandare avanti la storia. Stavolta, la Pixar affida il suo punto di vista a quello di Finn McMissile, la superspia con la voce di Michael Caine. La scelta del protagonista è un altro chiaro segnale di quella che è la loro volontà: immedesimarsi in un eroe del genere assomiglia molto al modo in cui George Lucas e Steven Spielberg decisero di approcciarsi ad Indiana Jones. Tutti i nerd vorrebbero essere sicuri di se, eroici e determinati come un agente segreto, allo stesso modo in cui i due registi desideravano essere l'eroe picaresco ed avventuroso della loro infanzia. Finn McMissile è stato creato apposta per questo scopo: è come se fosse Buzz Lightyear senza le sue cicliche crisi di identità e la sua infallibitilità è volontariamenre segnata dalla piattezza. Se Saetta McQueen può resistere al suo innegabile fascino e alla sua eleganza perchè è già amato e famoso, Cricchetto è inevitabilmente sedotto dal suo carisma. La sua apparente mancanza di appeal non cede mai al rancore, ma è sempre animata da buoni propositi. Il suo esempio si contrappone a quella dei cattivi: la fuori serie italiana che è l'antagonista italiano di Saetta McQueen è marginale rispetto alla meschinità accumulata dall'organizzazione di macchine brutte e derise capeggiata dalla Trabant del Professor Z. La Pixar ripropone l'antica dicotomia dell'alternativa all'essere esclusi: covare l'invidia e cercare di deturpare la bellezza e l'affetto oppure mantenersi sé stessi e cercare di essere buoni in modo disinteressato. Sono ammiccamenti di senso che percorrono Cars 2 senza mai essere preponderanti: questa volta, John Lasseter vuole perdersi nel piacere di fare uno spy-movie. Per fortuna, sa ammiccare al pubblico al punto da convincerlo ad indulgere ad un sogno coltivato da chissà quanto tempo: sa divertire quanto basta per farsi perdonare un egosimo amabilmente infantile.

Titolo originale: id.

Regia: John Lasseter e Brad Lewis

 

Interpreti: Owen Wilson, Larry the Cable Guy, Michael Caine, Eddie Izzard, John Turturro, Emily Mortimer

Distribuzione: Walt Disney Pictures
Durata: 120'
Origine: USA, 2011