Dal Sudafrica al Marocco, uno sguardo nuovo, inatteso e sorprendente, da "Drum" di Zola Maseko (Evento speciale della "Semaine de la Critique") a "Marock" di Laïla M
L'opera della cineasta, sorella dell'attore Ralph che nel 1999 aveva già realizzato un informe e poco ispirato "Onegin", è di esibita e fastidiosa freddezza, senza ness
Un fuori/dentro folle e stupefacente. Tra gli ultimi colpi del Festival, l'ultima magia di Suzuki (ottantaduenne, al quarantesimo film) che non conosce l'età della chiusura, ma la vital
Come Michael Cimino, Tommy Lee Jones getta terra addosso ai suoi corpi, lasciando che siano le pietre angolari del loro essere al mondo. In questo film bellissimo Lee Jones non ha bisogno di costruire
La giuria presieduta da Emir Kusturica e composta dai registi Agnès Varda, Benoît Jacquot, Fatih Akin, John Woo, dagli attori Javier Bardem, Nandita Das, Salma Hayek, e dalla scrittrice T
Per Amos Gitai esplorare e scoprire sono due istanze in continuo movimento. In questo film, le donne "comandano" la storia. Un'americana (Natalie Portman), un'israeliana (Hanna Laslo
Film sul tempo e sull'amore ma soprattutto film sul cinema, ambientato in tre epoche diverse in cui c'è tutto il cinema di Hou Hsiao-hsien, davvero immenso, estasiante capace di recuper
Due traiettorie diverse e opposte, che, nella narrazione del film, si intrecciano e, in parte, si contaminano, grazie allo sguardo di Albou che si fa complice e che gioca con dolcezza intorno alle dif
L'archetipo dell'amore tra un uomo e una donna che si divorano con lo sguardo e si (con)fondono negli amplessi: fratello e sorella, l'unione perfetta. Al suo terzo lungometraggio, la giova
Hong Sangsoo lascia che il nostro sguardo scivoli (in)discreto nell'intimità dei suoi corpi, dopo averne accarezzato/toccato la pelle, per farcene avvertire il loro continuo essere esposti
Il regista taiwanese, dopo aver vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 1993 per "Il maestro burattinaio" ed essere stato in concorso nel 1996 e nel 1998 con "Goodbye Sou
Mentre regna l'incertezza per l'assegnazione della Palma d'Oro, con le previsioni più diverse, sono stati presentati il cino-coreano "Grain of Ear" (Semaine), con delle ri
Il regista tedesco è in concorso con una storia sulla paternità, interpretato dall'attore e commediografo Sam Shepard (qui anche sceneggiatore, come per "Paris Texas") e Je
Conflitto infinito, cinema non definitivo, incompiuto perché non si può porre fine alle immagini, alle storie, agli inganni della storia e della memoria. A un passo dal capolavoro, zona
Nel film di Wenders c'è un movimento dall'interno all'esterno, un voler star fuori, tra cielo e terra; il tentativo di riprodurre il desiderio inesauribile di aprirsi alla vita, sen
Il regista americano ritorna al Festival di Cannes dopo "Dead man", film presentato in concorso nel 1995; ma già nel 1983 Jarmusch aveva partecipato al Festival nella sezione "Quinzaine de
Un grande documentario, assolutamente non riconciliato, che spalanca le porte della percezione politica. Avi Mograbi preferisce scorporare la finzione laddove la realtà allucinante, registrata
Come il fumetto, così il film: profondo dark con macchie di rosso sangue... L'estetica digitale produce un prototipo bello e impossibile, che traduce in cinema la celebre graphic novel e tr
Sorpresa alla Quinzaine. Un film veramente bello che arriva dalla Georgia. Secondo lungometraggio del regista già apprezzato nel 1992 con "They". Ispirazione "nouvelliana" p
Wang Xiaoshuai tieni i corpi lontani e distanti tra loro, chiusi nella solitudine del proprio intimo dolore, accarezzandoli con lente, quasi impercettibili, carrellate che scoprono lo spazio e donano
Le ipotesi visive di quest'opera sono solo puro pretesto narrativo per una commedia vuota che cerca di essere provocatoria ma non ci riesce mai e nella quale anche Auteil e la Azema si perdono. Al
Il film riprende la struttura dell'horror, facendolo però esplodere all'improvviso e negando tutto quell'accumulo di dettagli precedenti che, rivisti a posteriori, appaiono abbastan
Road-movie, giallo e commedia che s'incrociano con il mito di Don Giovanni. Quello di Jarmusch è sempre un cinema depurato ma stavolta non dispersivo, che apre vibranti flash sul passato. U
La ricerca ossessiva di «Alice» del portoghese Marco Martins presentato alla Quinzaine e lo sperimentalismo estremo di "Eli Eli Lema Sabachtani?" del giapponese Aoyana proiettato
Tra i più graditi ritorni, quello del regista lituano: uno che preferirebbe lasciar perdere con il cinema. Era sparito nel 2000, dopo "Freedom". Vorrebbe definitivamente smettere anch
Nel loro film i fratelli Dardenne interrompono, quasi violentemente, la linearità degli sguardi, frantumando ogni chiusura, ogni sicurezza, per filmare l'intima, dolente intenzione di uscir
Il ritorno del regista canadese a Cannes non poteva passare inosservato e naturalmente è tra i candidati alla Palma d'Oro. Vincitore del Gran Premio della Giuria con "Crash" nel 1
Sequel di "Dogville". Non c'è più Nicole Kidman, ma Bryce Dallas Howard nella parte dell'idealista Grace. Bisogno assoluto di do(g)mare il cinema, nel tetro di traietto
A prima vista può apparire come un'opera periferica nel cinema del regista canadese, ma a livello di ritmo e tensione è un thriller che funziona alla grande. Inoltre i segni del cine
James Marsh cerca di esprimere l'impossibilità di vivere il tempo della propria redenzione, facendosi carico dell'ineluttabilità della colpa, di cui si è portatori; ma il
Il cineasta francese sembra aver scelto di filmare la morte come se si trattasse di un qualsiasi soggetto e non una vicenda sentita. E ciò si avverte non solo nell'indifferenza di sguardo m
È un cinema che lascia atterriti e immobili quello di Giordana, per come calpesta i sentimenti, quelli veri, che ha la pretesa di essere anche visionario e che cerca subito una facile immedesim
Opera abissale, funerea e passionale dove i colori dominanti sono il rosso e il nero e in cui il cinema di Lucas si reinvesta straordinariamente ancora una volta andando oltre i limiti del genere fant
LaTriade di Hong Kong come potere parallelo in un film che aspira al grande affresco e si compone nel dissidio tra due aspiranti al trono della mafia cinese
Presentata una delle possibili sorprese del festival: l'opera seconda del giovane regista messicano, che ritorna a Cannes dopo l'acclamato "Japon" del 2002. Cinema rituale che prova