Cattivissimo me 3. Incontro con i doppiatori Max Giusti, Arisa e Paolo Ruffini

Il personaggio di Gru mi è carissimo. Non amo le animazioni, ma la Illumination è riuscita a renderle non banali.” Il comico e presentatore Max Giusti, ospite alla Casa del Cinema insieme ad Arisa e Paolo Ruffini, ha parlato dell’evoluzione del suo personaggio e delle differenze adottate per interpretare il gemello. Sì, perché in questo terzo capitolo, quarto se consideriamo il successo Minions del 2015, ottimo incasso per la giovanissima Illumination, accanto al “cattivissimo” Gru compare il gemello nascosto Dru, identico a lui fatta eccezione per la chioma bionda.

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Quando sette anni fa mi offrirono il ruolo non mi ispirai a nessuno, anche perché ascoltai la voce originale di Steve Carell e quell’accento marcatamente dell’Est non era riproponibile in Italia. Gru si è evoluto, anche per il cambio di direzione del doppiaggio. Un po’ come me: quando lavorai al primo film ero appena arrivato al successo…diventavo papà. Il mondo dei bambini ti purifica, ti fa ritornare ad una dimensione più terrena. Ho lavorato per circa tre settimane, un tempo insolito per un cartoon. La vera sfida è stata Dru; respiravo solo con il diaframma, portando la voce in maschera, ma non dovevo sforzare troppo altrimenti avrei raggiunto delle tonalità inadatte.” L’incontro romano avviene in coda alla proiezione di due clip della versione italiana del film, dunque il confronto con i tre (ri)doppiatori e la stampa si basa purtroppo sugli elementi raccolti dalla visione di questi unici spezzoni in versione doppiata.

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La cantante Arisa veste i panni della spia Lucy, nonché moglie di Gru: “Già dal secondo film mi sono ispirata all’originale il più possibile. Lucy è un grandissimo esempio di donna, combattuta tra famiglia e carriera; riesce però a conciliare il tutto con maestria e leggiadria. Vocalmente, il doppiaggio mi ha fatto conoscere dei colori della voce che non pensavo di avere“. L’attore e comico Paolo Ruffini interpreta invece il villain Balthazar Bratt, ex bambino prodigio protagonista di uno show anni ’80: “Bratt era senza dubbio impegnativo, anche perché doppiare il cattivo di un cartone vuol dire insinuarti nei sogni dei bambini. Però lui ha molte più sfaccettature psicologiche di altri antagonisti. Più che un villain è un infelice. In effetti l’obiettivo di ogni personaggio del film è la felicità (vedi Agnes e la ricerca dell’unicorno) e in quest’ottica Bratt è un frustrato, un infelice per l’appunto. Cattivissimo Me 3 abbina la nostalgia al grande senso di libertà tipico degli anni ’80. Anche l’idea della lotta, della guerra, è un’idea intensa, colorata, vista attraverso il filtro del dance contest.”