Ciao, professore. Addio a Umberto Eco

E’ venuto a mancare ieri notte nella sua casa-biblioteca di Milano il noto filosofo e semiologo Umberto Eco. Aveva 84 anni. Il mondo del cinema lo ricorda soprattutto grazie all’adattamento del suo best seller Il nome della Rosa per la regia di Jean Jacques Annaud e interpretato da Sean Connery e Christian Slater, ma la mobilità del suo lavoro critico ha toccato trasversalmente tutte le discipline umanistiche, riuscendo sempre a rendere leggera la sua straordinaria competenza. Grazie a lui la semiotica è divenuta un argomento di conversazione e i tascabili materiale accademico. Sempre attento a ibridare l’alto con il basso e viceversa, i suoi studi sulla cultura di massa hanno rivoluzionato il modo con cui ora ci approcciamo ai mass media. Con Fenomenologia di Mike Bongiorno inaugurò un nuovo modo di parlare della cultura popolare, percorso poi proseguito da Diario Minimo, Apocalittici e Integrati e La Struttura Assente. I linguisti lo ricorderanno per Il trattato generale di semiotica, i letterati per il Gruppo63, i lettori dell’Espresso per Le bustine di Minerva, i lettori del Manifesto come Dedalus, i complottisti per Il pendolo di Focault. Per tutti gli altri resterà quella voce, elegante e divertita, che come pochi ha saputo capire il mondo in cui viveva e che, passo passo, a cercato di spiegarcelo.