#CinemaRitrovato2018 – Gli innamorati del cinema

Quando si parla di storia del cinema e di restauri il primo nome a venire in mente è quello di Martin Scorsese, che cominciò a preoccuparsi della preservazione dei film in pellicola già durante gli anni 80 con la sua Film Foundation. E il regista di Mean Streets, da tempo collaboratore della Cineteca di Bologna, è il grande protagonista della nuova edizione de Il Cinema Ritrovato che apre oggi la sua 32sima edizione. Nella appassionata cornice di Piazza Maggiore il regista italoamericano due giorni fa ha presentato insieme  a Gian Luca Farinelli e Cecilia Cenciarelli il suo capolavoro del 1980 Toro scatenato, in quella che è stata una “lussuosa” anticipazione del festival. Oggi parteciperà a una conversazione pubblica insieme a Jonas Carpignano, Matteo Garrone, Valeria Golino e Alice Rohrwacher e subito dopo presenterà al pubblico la versione restaurata di Enamorada, classico messicano del 1946 di Emilio Fernàndez. Ispirato a La bisbetica domata di William Shakespeare, è uno dei primi film ad aver reso riconoscibile il cinema messicano, anche grazie alla precedente esperienza hollywoodiana di Fernàndez.

Ma Enamorada è solo il primo tassello di una sconfinata sbornia cinefila che anche quest’anno Bologna riserverà a pubblico e addetti ai lavori. Da qui fino all’1 luglio gli appassionati di Buster Keaton potranno gustarsi le riedizioni di The Navigator (Il navigatore, 1924) e Go West (Io e la vacca, 1925) e quelli del technicolor classici hitchcockiani come Marnie e Gli uccelli (ma anche Meet me in St. Louis, Deliverance, Carosello napoletano di Ettore Giannini solo per citarne alcuni). Poi ci sono gli omaggi italiani a Luciano Emmer e al Mastroianni “ritrovato” dal 1954 al 1974 (da La fortuna di essere donna di Blasetti a Leo The Last di John Boorman). E poi ancora spazio al cinema sonoro sovietico degli anni 30, alla rinascita del cinema cinese (1941-1951), e all’opera di due filmaker femminili tutte da scoprire: la montatrice e regista della nouvelle vague Cecile Decugis e la fotografa e documentarista della Repubblica di Weimar Ella Bergmann-Michel

 

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