Diabolik – Chi sei?, dei Manetti Bros.

La trilogia si chiude con un capitolo esistenziale che ripercorre l’origin story del Re del terrore. Conferma alcuni limiti del passato ma inserisce nuovi volti davvero azzeccati.

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Diabolik e Ginko si trovano finalmente faccia a faccia, rinchiusi in una cella e senza via di uscita, certi di andare incontro a una morte inevitabile. Diabolik – Chi sei? è la domanda che l’Ispettore pone al Re del terrore, il fantasma che ha inseguito per lungo tempo senza mai riuscirne a scoprire la vera identità. Il terzo capitolo della saga diretta dai fratelli Manetti è quello più esistenziale, come la chiusura di un cerchio in cui gli autori hanno deciso di unire i puntini sparsi finora e andare alla radice della figura mitica di Diabolik dopo aver approfondito negli scorsi episodi altri personaggi importanti come Eva Kant e l’Ispettore Ginko. L’approccio dei fratelli Manetti alla materia delle sorelle Giussani resta il medesimo dei primi due film, ovvero un’attenzione filologica maniacale con l’intento di restituire un’atmosfera simile a quella del fumetto. Va da sé che anche in questo caso si possono riconoscere gli stessi limiti di Diabolik e Diabolik. Ginko all’attacco!, come la recitazione ingessata stile fotoromanzo, i dialoghi meccanici e i vari look dei personaggi abbastanza posticci.

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Sarà che arrivati ormai al terzo capitolo certe imperfezioni sono diventate caratteristiche ben riconoscibili di questo universo messo in scena dai registi Antonio e Marco Manetti, nonostante sia probabilmente ben poco cinematografico e più fumettistico. Le dinamiche prettamente investigative del secondo film lasciano spazio ad un primo atto criminale in pieno stile poliziesco anni ’70, con tanto di rapina a mano armata con volto coperto e fuga in auto per le strade di Clerville. Il milieu criminale della città diventa protagonista di una lunga sequenza di montaggio in cui si susseguono volti di brutti ceffi all’interno di bische e locali della zona, scena che ricorda in qualche modo le ricerche dell’Ispettore Coliandro per le vie di Bologna. Tutto ciò fa da cornice a quello che è il vero cuore di questo terzo film, cioè l’origin story di Diabolik, il momento in cui il protagonista svela a Ginko e al pubblico la storia della sua vita. Un inserto narrativo in bianco e nero colorato dal solo rosso sangue in stile Sin City che si astrae completamente dal resto del film creando un’inedita coppia protagonista-antagonista, interpretata con successo da Lorenzo Zurzolo e Paolo Calabresi. Da dove viene il nome Diabolik? Come è iniziata la sua fortuna? Come è riuscito a diventare un esperto trasformista? Questo terzo capitolo, tratto dall’albo omonimo numero 107, risponde a ognuna di queste curiosità.

Paradossalmente i nuovi volti scelti dai Manetti funzionano molto meglio di quelli più popolari presenti già dai film precedenti, parliamo soprattutto della coppia protagonista di Margini, Francesco Turbanti e Emanuele Linfatti, oltre al centratissimo Mario Sgueglia e Massimiliano Rossi. La scelta di concentrarsi sul passato di Diabolik e su un nuovo gruppo di criminali ha senz’altro funzionato, come d’altronde quella di ribaltare il classico ruolo maschile e femminile mettendo nelle mani di Eva e Altea la vita dei loro rispettivi uomini. I Manetti Bros chiudono così la trilogia con un capitolo abbastanza convincente, e la presenza di un giovane erede molto adatto a una possibile saga futura.

 

Regia: Antonio Manetti, Marco Manetti (Manett Bros.)
Interpreti: Giacomo Gianniotti, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Pier Giorgio Bellocchio, Chiara Martegiani, Massimiliano Rossi, Mario Sgueglia, Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti, Michele Ragno, Amanda Campana, Andrea Arru, Max Gazzè, Carolina Crescentini, Paolo Calabresi, Lorenzo Zurzolo, Barbara Bouchet
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 124′
Origine: Italia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
4 (1 voto)
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