Sette documentari sul jazz per placare la nostra voglia di live

Il primo film ad inaugurare la stagione del cinema sonoro fu The Jazz Singer di Alan Crosland, con un Al Jonson che affrontava un duplice ruolo di rottura: nella trama era il protagonista di una ribellione alle tradizioni di famiglia, nel contesto storico del momento invece era l’emblema della definitiva cesura col cinema muto. Al Jonson ne Il cantante di jazz era insomma il volto di un linguaggio tutto nuovo, che alla bidimensionalità dell’immagine aggiungeva anche il parlato (possibilmente in sincrono).

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Fu amore a prima vista, quello tra il jazz e la sala cinematografica. Per fare qualche nome, basti pensare a Cassavetes, alla Novelle Vague o persino ad alcune pellicole della commedia all’italiana (I soliti ignoti è pur sempre una rilettura ridanciana dei ben più seriosi noir francesi e delle storie gangster hollywoodiane).

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Ed ora che The Eddy di Damien Chazelle ha riacceso la fiamma della passione tra i due amanti, e che un asso della nuova generazione come Kamasi Washington è approdato su Netflix con la soundtrack di Becoming, il documentario su Michelle Obama, ecco una serie di documentari – tutti reperibili in rete –  per riscoprire (e riascoltare) un po’ di buona musica!

What’s Happened Miss Simone? (Netflix)

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Liz Garbus riporta in vita registrazioni inedite, filmati di repertorio e performance live per raccontare il mito della cantante ed attivista Nina Simone. L’impegno civile, gli amori turbolenti, la depressione di un’artista passata alla storia per la sua voce graffiata ed un incontenibile talento.

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Miles Davis: Birth of the cool (Netflix)

Il titolo del lungometraggio riprende un album iconico per la carriera di Miles Davis, nonché l’inizio del così detto cool jazz. In Miles Davis: Birth of the Cool ritornano tutti i principali momenti del trombettista dell’Illinois, raccontati rigorosamente in ordine cronologico.

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A Brother with Perfect Timing (Vimeo)

Il protagonista del documentario è il pianista sudafricano Abdullah Ibrahim, uno che in carriera riuscì a spaziare dal folk al gospel, fino al rāga indica senza mai colpo ferire. Un globetrotter per natura, il cui groove riecheggia in questo interessante lavoro firmato BBC.

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Piani paralleli (Amazon)

Una Suite per quartetto jazz e orchestra d’archi del compositore Giovanni Mazzarino. Ad accompagnarlo in questa avventura nomi illustri del panorama contemporaneo come Steve Swallow, Fabrizio Bosso e Adam Nussbaum.

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I Called Him Morgan (Netflix)

Altro prezioso lavoro d’archivio che fu presentato nel 2016 a Venezia 73. Kasper Collin ripercorre le tappe di una vita esagerata, quella del trombettista Lee Morgan. Voce fuori campo dell’intera operazione è proprio chi pose fine alla carriera del jazzista, uccidendolo alla fine di un concerto.
Dopo aver scontato la sua pena, la moglie Helen racconta quelle vite burrascose e lo straordinario talento di suo marito.

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Enzo Avitabile Music Life (RaiPlay)

Nel 2012, a sei anni di distanza dall’imperdibile Neil Young Heart of Gold (disponibile tra l’altro su Prime Video) e dopo aver dedicato un lungometraggio a Kenny Chesney, Jonathan Demme tornava a filmare qualcosa di (altrettanto) travolgente. L’incontro tra il regista di The Silence of The Lambs e lo sciamanico autore partenopeo Enzo Avitabile è un ricongiungimento tra culture apparentemente lontane. L’inquadratura di Demme è una partitura a sé stante, un accompagnamento ritmico che spiazza tanto quanto gli assoli di jazz nel quartiere Marianella a Napoli.

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Umbria Jazz – Musica dal Vivo (RaiPlay)

Visto che la stagione estiva di concerti è sospesa in tutto il mondo, non potevamo chiudere questa breve rassegna senza consigliarvi il pacchetto di registrazioni effettuato nelle edizioni passate dell’Umbria Jazz. Performance illustri come quelle di Bobby McFerrin, Michel Petrucciani e Gil Evans, per ora, saranno comunque una degna consolazione.

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