DVD – "Il dottor Zivago", di David Lean

Il dottor Zivago, di David Lean - DVDTitolo originale: Doctor Zhivago
Anno: 1965
Durata: 195’
Genere: Drammatico
Cast: Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinnes, Rod Steiger, Tom Courtenay, Siobhan McKenna, Ralph Richardson, Rita Tushingham, Klaus Kinski
Regia: David Lean
Formato video: 2,40:1
Audio: inglese 5.1; francese 5.1; italiano 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti; francese; inglese per non udenti
Extra: commento al film di Omar Sharif, Rod Steiger e Sandra Lean; documentario Une commemoration
 

 

IL FILM
Se guardando oggi Il dottor Zivago, a quarantacinque anni di distanza dalla sua uscita in sala, si intende continuare a leggerlo come una struggente storia d’amore senza tempo, quasi per caso immersa in uno scenario storico di transizione come quello che segnò il passaggio dalla Russia zarista alla Russia comunista, si faccia pure, ma a rischio di semplificare eccessivamente e di ridurre la portata di questo film che trae forza soprattutto dalla capacità di David Lean di mettere in scena un dramma politico filtrato attraverso l’ottica del singolo.
Cos’altro può rappresentare, altrimenti, nella prima parte del film, l’ottima scelta di regia di far – letteralmente – specchiare lo spettatore nello sguardo del giovane Jurij Zivago al momento della carica degli ussari contro i manifestanti allineati nelle strade di Mosca? Che senso avrebbe tenere fuoricampo la spettacolarità di questa scena di massa per focalizzare sullo sguardo inerme e commosso di Omar Sharif? Quel momento segna evidentemente l’inizio del dramma: il volto è la superficie fisica su cui l’immagine il dottor zivago omar sharifdi quel dramma si fissa, un’immagine che segna indelebilmente lo sguardo del protagonista e che vi lascia una traccia profonda come la cicatrice che – in seguito a quello stesso evento – segnerà per l’intero film il volto di Pasha/Strelnikov (Tom Courtenay).
Lara e Jurij non saranno più padroni del loro destino perché la loro sorte sarà, da questo momento in poi, indissolubilmente legata agli sconvolgimenti politico-sociali che avranno luogo; scelta, questa, perfettamente in linea con l’idea del film di ritrarre l’avvento del comunismo in Russia come un perverso meccanismo orientato al crollo dell’individualità: una spietata macchina burocratica che, da grottesca (l’incontro di Jurij con il comitato condominiale al momento del suo ritorno a casa dopo la guerra), diventa repentinamente tragica (la fame, la difficoltà di trovare la legna per il fuoco, la restrizione degli spazi). E come ci si può esimere, nel caso di un film realizzato nel 1965 – in piena guerra fredda – dal leggere in questi elementi la traccia piuttosto evidente di un substrato ideologico?
Con questa riflessione non si vuole, tuttavia, sminuire la portata romantica del film che, attraverso la storia d’amore di Jurij e Lara, vuole riportare in vita il mito dell’ “amor cortese”: l’amore impossibile, extramatrimoniale – adultero per definizione – della poesia trobadorica; una forma d’amore estremo per la sua tragicità che consente però al protagonista di non soccombere e di liberare lo spirito fortemente individualista che lo contraddistingue attraverso le poesie scritte per Lara. Il gesto poetico si sostituisce, infatti, al gesto eroico come testimonianza del temperamento eversivo del protagonista (“Un tempo ammiravo la tua poesia. Ora non potrei farlo, la troverei individualistica” dirà Strelnikov a Zivago nel corso del loro colloquio sul treno). Eppure, a ben pensarci, i versi d’amore di Zivago resteranno costantemente “fuoricampo” nel corso del film, estranei allo spettatore e quindi misteriosi, salvo essere musicalmente evocati – se vogliamo – dalla ridondanza del celeberrimo “Tema di Lara” di Maurice Jarre.
Solo tenendo insieme i due piani presi qui in considerazione – individuale/collettivo, ma anche etico/politico – è possibile operare una lettura quanto più possibile esaustiva di quest’opera colossale, perchè è il film stesso a mantenerli in costante rapporto e a farli confluire l'uno nell'altro. Ciò non toglie, tuttavia, il fatto che la visione che se ne trae è così unilaterale e ricca di preconcetti da non cogliere – o non voler cogliere – fino in fondo la complessità del momento storico di riferimento.
 
il dottor zivagoIL DVD
Questa edizione francese del Dottor Zivago in doppio dvd, distribuita dalla Warner Home Video in occasione del quarantesimo anniversario dell’uscita in sala del film, offre allo spettatore un prodotto di qualità che non presenta difetti da segnalare tanto nella traccia video quanto in quella audio (inglese 5.1; italiano 5.1; francese 5.1). Abbastanza ampia anche la scelta dei sottotitoli in lingua francese, italiana e inglese con l’opzione per non udenti.
Il menù principale, oltre alle consueta selezione rapida delle scene, consente anche l’accesso ad una interessante sezione extra che comprende il commento audio al film di Omar Sharif, Rod Steiger e Sandra Lean e il documentario Une commémoration che tenta di gettare uno sguardo nuovo su questo film e ripercorre rapidamente la carriera del regista e degli attori principali attraverso numerose interviste a registi, produttori e sceneggiatori, molti dei quali nel 1965 assistettero alle prime proiezioni del Dottor Zivago da semplici – e spesso giovanissimi – spettatori.