È morta Valentina Cortese

Si è spenta oggi a Milano a 96 anni Valentina Cortese. Aveva quasi la grandiosità di una diva del muto. Soprattutto a teatro. Proprio per il modo in cui riusciva a impadronirsi della scena. Probabilmente in uno dei suoi personaggi più belli, l’attrice Séverine di Effetto notte (1973) di François Truffaut, si era nascosto il vero volto dell’attrice. Per quel film avrebbe meritato l’Oscar. Lo aveva ammesso anche Ingrid Bergman ritirando la statuetta per Assassinio sull’Orient Express (1974) di Sidney Lumet come miglior attrice non protagonista.

La sua attività cinematografica ha attraversato oltre 50 anni, da L’orizzonte dipinto (1940) di Guido Salvini a Storia di una capinera (1993) di Franco Zeffirelli che l’aveva già diretta in Fratello sole, sorella luna (1972). Una carriera ricchissima che l’ha vista collaborare con alcuni dei più importanti registi italiani come Michelangelo Antonioni (Le amiche, 1955), Federico Fellini (Giulietta degli spiriti, 1965), Mario Bava (La ragazza che sapeva troppo, 1963), Alessandro Blasetti (La cena delle beffe, 1942; Nessuno torna indietro, 1945), Luigi Zampa (Un americano in vacanza, 1946), Riccardo Freda (I miserabili, 1948), Carlo Vanzina (Via Montenapoleone, 1987), Marcello Pagliero (Roma città libera, 1946), Vittorio Gassman (Kean – Genio e sregolatezza, 1957), Mario Monicelli (Toh, è morta la nonna, 1969), Gianni Franciolini (Giorni felici, 1942), Goffredo Alessandrini (L’ebreo errante, 1948), Carmine Gallone (Primo amore, 1941), Vittorio Cottafavi (Avanzi di galera, 1954), Renato Rascel (La passeggiata, 1953), Vittorio Caprioli (Scusi, facciamo l’amore?, 1968), Mauro Bolognini (Imputazione di omicidio per uno studente, 1972), Fernando Di Leo (La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori, 1975; Gli amici di Nick Hezard, 1976).

Alla fine degli anni ’40 ha iniziato la sua carriera statunitense sotto contratto per la Fox e interpretando, tra gli altri, I corsari della strada (1949) di Jules Dassin e La contessa scalza (1954) di Joseph L. Mankiewicz. Oltre a Truffaut, ha lavorato anche con altri importanti registi internazionali come Robert Aldrich (Quando muore una stella, 1968), Joseph Losey (L’assassinio di Trotsky, 1972) e Terry Gilliam (Le avventure del Barone di Münchausen, 1989). Ha dovuto invece rinunciare al ruolo di protagonista di Luci della ribalta (1952) di Charlie Chaplin, poi andato a Claire Bloom, perché incinta del figlio Jackie, nato dal matrimonio con l’attore Richard Basehart. Nel corso della sua vita ha avuto molte relazioni importanti, tra cui quella con il regista teatrale Giorgio Strehler. Molti aspetti mondani della sua esistenza sono stati narrati nel suo romanzo autobiografico Quanti sono i domani passati, pubblicato nel 2012 da Mondadori che ha ispirato anche il documentario Diva! (2017) diretto da Francesco Patierno dove otto attrici (Anna Foglietta, Isabella Ferrari, Barbora Bobulova, Carolina Crescentini, Anita Caprioli, Silvia d’Amico, Carlotta Natoli e Greta Scarano) ripercorrono la sua esistenza interpretando le sue stesse parole del libro.

 

LA NOSTRA TOP 5

 

EFFETTO NOTTE (1973)

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LA CENA DELLE BEFFE (1942)

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LA CONTESSA SCALZA (1954)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE AMICHE (1955)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIULIETTA DEGLI SPIRITI (1965)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA NOTTE DEGLI OSCAR DEL 1975

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