E' morto Arsenio Lupin

geoprges descrieresDal 1954 – il primo spettacolo a teatro – al 1996. Quasi mezzo secolo di palcoscenico, di televisione, di cinema. Eppure, lo ricorderemo per quel ruolo. Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. Monocolo, bastone, cappello a cilindro: un mantello gettato elegantemente dietro le spalle, con nonchalance tutta francese. E ovviamente, era un seduttore. Le donne cadevano ai suoi piedi, insieme a tutti i loro gioielli. E lui, genio del travestimento, si fingeva di volta in volta artista, pittore, milionario. Sfuggiva alla polizia con l’eleganza di un ballerino. E tra un furto e l’altro, rubava il cuore di molte belle ragazze.

 

Si chiamava Georges Descrières, ed è morto sabato a Cannes, a 83 anni. Aveva scelto la Costa azzurra per svernare, per godersi gli ultimi raggi di sole, e di tepore. Era un attore della Comédie Française. Ma per tutti, anche per i francesi, era Arsenio Lupin.

 

Aveva battuto la concorrenza di Jean-Paul Belmondo e di Jean Rochefort per interpretare quel personaggio. Ed era destinato a stamparsi nell’immaginario collettivo. La serie televisiva andò in onda nel 1971 e, in una seconda serie, nel 1974 in Italia. Sulla Rai, ovviamente. Anche perché gli altri canali non c’erano. Era una coproduzione tra otto paesi, e quindi ogni tanto spuntava qualche attore italiano: nei panni di una giovanissima ladra, ricordiamo Raffaella Carrà. E poi c’era lui. Capace di travestirsi mille volte, di cambiare voce, gesti, atteggiamento: Descrières era un virtuoso. E se il personaggio ebbe un immenso successo, si deve in gran parte a lui. La sigla, chi ha qualche anno oltre i quaranta se la ricorda bene: l’aveva composta Jean-Pierre Bourtayre, la interpretava Jacques Dutronc. Ha accompagnato la nostra infanzia, come la promessa di un appuntamento felice.

 

georges descrierèsIl personaggio letterario era nato dalla fantasia di Maurice Leblanc. Lo scrittore aveva immaginato un uomo intelligente, colto, audace, ironico. Abile nelle arti marziali, ma con doti di prestigiatore. E ovviamente, tutto questo mix – focalizzato nel crimine – creava un virtuoso del furto. La risposta francese, in versione ladro, al genio di Sherlock Holmes. E infatti, Lupin si trovò a fronteggiare un investigatore inglese che portava il nome di Herlock Sholmes. Una parodia feroce, e felice. Leblanc e sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, si conoscevano. E la leggenda vuole che il francese avesse parlato al collega scozzese della sua creatura letteraria. Insomma, c’è da chiedersi chi abbia influenzato chi.

 

Certo, Descrières non è stato solo Arsenio Lupin. Negli anni Sessanta, era uno degli attori più in vista della Comédie française, la società creata da Molière. Interpretava Marivaux, Beckett, Sacha Guitry. E alla Comédie française Desscrières dedicò tutta la sua vita professionale, uscendone solo nel 1985. Era un’attrice di teatro anche sua moglie, Geneviève Brunet, dalla quale ebbe due figlie, Sylvia e Sophie. Si era risposato, e si stava godendo il tramonto della vita nel sud della Francia, dove aveva assunto la direzione del Consérvatoire des arts di Grasse.