Face/Off – Due facce di un assassino, di John Woo

Uno davanti all’altro. Con le pistole incrociate. I propri occhi non solo dentro un corpo deformato. Ma che è proprio quello del peggior nemico. John Travolta/Nicolas Cage sottoposti ad una sfida estrema. Due ruoli in un solo film. Dove sembra esserci davanti uno specchio invisibile. Dove in ogni azione c’è un confronto continuo con il proprio opposto. Che segnano spesso il cinema di John Woo. Dal killer solitario e l’ispettore alle sue calcagna in The Killer al sergente e l’agente in incognito in Hard Boiled fino al maggiore e il capitano di Nome in codice: Broken Arrow che in qualche modo rappresenta quasi il prologo di Face/Off. E non solo per la presenza di John Travolta in entrambi i film. Ma sembra che lo strepitoso inizio di quel film, abbia già anticipato il movimento di questo. Travolta e Christian Slater sono sul ring. Uno travolge l’altro. Ma i movimenti sono lenti, sottolineati dalla musica di Hans Zimmer. C’è proprio una dimensione coreografica dell’azione che non solo ritorna ma segna profondamente Face/Off. Come una danza persistente a più velocità. Basta vedere anche il potentissimo incipit. Sean Archer con il figlio sulla giostra in un ralenti e il cecchino Troy che gli sta per sparare. Con la colonna sonora di John Powell che segnerà anche i passaggi fontamentali. Di un action con l’anima del mélo. Con quella malinconia che sembra arrivare da uno dei modelli di riferimenti del cinema di John Woo, Jean-Pierre Melville.

john travolta face/offSean Archer è un agente dell’FBI che da la caccia al pericolosissimo terrorista che vuol far saltare in aria Los Angeles e che anni prima gli ha ucciso accidentalmente il figlio più piccolo. In seguito a un incidente, il criminale entra in coma. Sean, spinto dai suoi colleghi, si convince a sottoporsi a un intervento chirurgico per prendere le sue sembianze, entrare in contatto in carcere col fratello e cercare di neutralizzare la bomba. Castor però improvvisamente guarisce e torna in scena. Appropriandosi del volto dell’agente…

Un action, però, con pochissime scene di vera azione. Tutte però concentratissime e girate in modo magistrale. Dall’inseguimento dell’aeroplano con l’elicottero, all’evasione dal carcere, dalla sparatoria in casa di Hassler (interpretato da Nick Cassavetes) e in chiesa, fino alla pirotecnica sfida finale in motoscafo, già presente in The Killer e che ritorna anche nell’ultimo Manhunt. Ma la tensione è tenuta altissima proprio in ogni piccolo dettaglio. Come nella scena dell’operazione ma anche soprattutto in quella del primo ritorno a casa di Castor con il volto di Sean. Si trova in macchina, guarda per la prima volta la moglie (Joan Allen) che lo osserva quasi stupita. Va avanti con l’auto, poi si accorge di aver sbagliato e torna indietro.

nicolas cage joan allen face/offFace/Off richiama dichiaratamente alcuni modelli. L’agente che si infiltra nel mondo del fuorilegge appare  una dichiarata citazione di La furia umana (1949) di Raoul Walsh. L’intervento chirurgico arriva da Occhi senza volto (1960) di Georges Franju e soprattutto Operazione diabolica (1966) di John Frankenheimer con il protagonista che assume l’identità di un altro. Non ha un momento di tregua ma, all’interno delle scene d’azione, trova momenti di straordinaria intimità, come il bambino ‘protetto’ dalla musica in cuffia di Over the Rainbow durante la sparatoria. O il finale. Il ritorno a casa di John Travolta. Il gioco di luci reale e/o illusorio. Anche lì una danza. L’illuminazione. Il corpo. Il cinema che fabbrica attese e sogni e poi li demolisce. Sta accadendo davvero o è una visione?

Titolo originale: Face/Off

Regia: John Woo

Interpreti: John Travolta, Nicolas Cage, Joan Allen, Gina Gershon, Dominique Swain, Alessandro Nivola, Nick Cassavetes

Durata: 137′

Origine: Usa 1997

Genere: azione