Far East Film Festival 2019

Per la 21ma edizione del Far East Film Festival che avrà luogo dal 26 aprile al 4 maggio 2019 presso il Teatro Nuovo di Udine sono previste molte iniziative fra proiezioni, eventi e incontri con gli ospiti. A firmare la locandina è il grafico Roberto Rosolin che interpreta la vocazione pop del festival e la sua dimensione di sfida e di sogno. 76 titoli in programma (51 in concorso) provenienti da 12 paesi, una retrospettiva, una monografia, un omaggio al nuovo cinema indipendente coreano, 2 “strane coppie”, un restauro in anteprima mondiale e più di 100 eventi tematici organizzati nel cuore di Udine.

Il film d’apertura sarà l’attesissimo Birthday diretto dalla regista coreana Lee Jong-un, che racconta la tragedia del traghetto Sewol che nel 2014 è affondato causando la morte di più di trecento passeggeri, la maggior parte dei quali adolescenti in gita scolastica. Proprio il FEFF del 2014 era dedicato alla memoria delle vittime di quella tragedia. Cinque anni dopo si torna quindi a ricordare l’evento con questo film attesissimo in patria. Birthday è prodotto da Lee Chang-dong, regista di capolavori come Burning e Poetry. Proprio in quest’ultimo Lee Jong-un è stata l’aiuto regista. La protagonista del film è una delle più acclamate attrici sudcoreane del momento, Jeon Do-yeon, nota in occidente soprattutto per aver vinto il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 2007 per il film Secret Sunshine di Lee Chang-dong.

Una delle star più attese di questa edizione è senza dubbio l’attore Anthony Wong. Già ospite nella prima edizione del FEFF nel 1999 per presentare Beast Cops di Gordon Chan e Dante Lam, Wong ritirerà il premio Gelso d’Oro alla carriera affiancando così altri giganti del cinema orientale come Jackie Chan, Joe Hisaishi, Feng Xiaogang e Brigitte Lin. Il giusto tributo per uno dei più grandi attori del cinema hongkonghese che ha recitato in film di grande rilevanza come The Mission di Jonnie To, Hard Boiled di John Woo e la trilogia di Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak. Per l’occasione il FEFF proietterà il suo film d’esordio My Name Ain’t Suzie diretto da Angie Chan, risposta hongkonghese al celebre Il mondo di Suzie Wong di Richard Quine (anch’esso sarà proiettato). Verrà inoltre proiettato il suo ultimo film Still Human di Oliver Chan che fa parte della selezione ufficiale, già pluricandidato agli imminenti Hong Kong Film Awards.

Altra attesissima star che incontrerà il pubblico al FEFF sarà l’attrice cinese Yao Chen, nota anche per essere un’importante attivista a tal punto da figurare nella lista sia di Forbes sia del Times come una delle personalità più influenti a livello mondiale. La sua carriera artistica è iniziata sul piccolo schermo nella serie televisiva My Own Swordsman e successivamente nella serie Lurk. È poi passata al grande schermo interpretando film molto apprezzati in patria tra cui Sophie’s Revenge, Color Me Love, Caught in the web, Firestorm e Monster Hunt. Yao Chen, che si è sempre battuta per i diritti dei rifugiati in Cina e non solo tanto da guadagnarsi spesso l’appellativo di Angelina Jolie d’oriente, presenterà il film Lost, Found diretto dal regista cinese Lue Yue. Una vivida riflessione sui diritti civili e sulla condizione femminile nella Cina contemporanea.

Per l’iniziativa Odd Couples (Strane coppie) verranno proiettate due coppie di film, uno hongkonghese e uno statunitense, legati fra loro. La prima, già accennata, è la coppia Il mondo di Suzie Wong di Richard Quine e My Name Ain’t Suzie di Angie Chan. L’altra coppia è invece formata da City on Fire di Ringo Lam e Le iene di Quentin Tarantino, famoso tra le altre cose per aver preso ispirazione dal film di Lam nella celebre scena dello stallo alla messicana. Rimanendo nel cinema hongkonghese uno dei titoli più attesi è Three Husbands diretto da Fruit Chan, che conclude così la sua Trilogia della prostituzione iniziata con Durian Durian e proseguita con Hollywood Hong Kong. Per l’occasione l’attrice protagonista Chloe Maayan, nota per film come Summer Palace e Lost in Beijing, incontrerà il pubblico del FEFF.

Altro segmento speciale è 100 Years of Korean Cinema: I Choose Evil – Lawbreakers Under the Military Dictatorship. Una retrospettiva di 8 film e una monografia messi a punto dal FEFF con il sostegno del KOFIC (Korean Film Council) e la collaborazione del KOFA (Korean Film Archive), ragionando sui concetti di libertà e di censura, per festeggiare il centenario del cinema coreano. Fra le altre iniziative vi è il premio Gelso Bianco per la miglior opera prima della selezione. Tra i film proiettati troviamo inoltre Every Day a Good Day di Tatsushi Omori, che si può considerare come ultimo saluto alla straordinaria Kirin Kiki, attrice feticcio di Hirokazu Kore’eda.

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