Festival dalle idee – ’900: il grande secolo delle innovazioni

Parte con una prima edizione pregna di nomi importanti e con un programma corposissimo il Festival delle idee che si terrà dal 24 Ottobre al 27 all’M9 – Museo del ’900, inaugurato nel 2018 a Mestre proprio con l’idea di istituire un polo multimediale in grado di tessere le fila dell’eredità novecentesca. Ideato da Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee, fondato da Tommaso Santini, realizzato con il sostegno della Regione del Veneto, la collaborazione di Fondazione di Venezia, la co-organizzazione di M9 e il patrocinio del Comune di Venezia, la manifestazione intende raccontare attraverso talk, incontri e interviste a grandi personalità, il rapporto tra innovazione e memoria, tradizione e cambiamento.

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Le voci e i talenti saranno quelli di figure rilevanti del mondo dell’Arte e della Cultura, della Scienza e dello Sport, del Cinema e della Televisione, della Letteratura, del Teatro e dell’Imprenditoria. Un festival che intende fare del dialogo smart e dell’interazione col pubblico la propria cifra d’essere dato che l’ingresso è gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti. E le risposte della popolazione sono state importanti da subito: oltre 4 mila prenotazioni da subito che hanno indotto l’organizzazione ad allestire alcuni maxischermi per seguire le tavole rotonde più importanti.

I 27 eventi distribuiti nell’arco di 4 giornate cercheranno quindi di delineare, soprattutto per un pubblico giovane, le conseguenze di un secolo capace di generare da una parte eventi terribili come l’olocausto, le due guerre mondiali, la guerra fredda, le armi nucleari, il crollo del Muro di Berlino, dall’altro conquiste sociali e umane impensabili fino solo al secolo prima. Il Festival delle idee vuole replicare la natura ibrida del Novecento cercando di toccare tangenzialmente sia il lato macro che micro di questa eredità.

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Da una parte infatti avremo, ad esempio, Piergiorgio Odifreddi che giorno 24 Ottobre coglierà l’anima algebrica e razionale del XX secolo, spiegando le idee, i risultati, i problemi ancora irrisolti della matematica del ’900 o Philippe Daverio che il 25 Ottobre si farà narratore della bellezza raccontando le avanguardie del ’900 tra arte e costume; dall’altra, nell’ormai irrefutabile patina pop, Morgan il 26 Ottobre racconterà in musica, grandi cantautori e band, da Tenco, a Gaber, dai Beatles a De Andrè mentre Pupi Avati ripercorrerà il 24 Ottobre le tappe della sua carriera e le trasformazioni della Settima Arte.

Soltanto due le opere audiovisive che saranno proiettate ma entrambe affascinanti. Miriam Leone è la protagonista del corto A Cup Of Coffee With Marilyn, basato su una vicenda autobiografica contenuta nel primo libro di Oriana Fallaci I Sette Peccati di Hollywood del 1958.  Scritto e diretto da Alessandra Gonnella, il corto narra le vicende di una giovanissima Oriana Fallaci, inviata negli Stati Uniti dal giornale l’Europeo per un’inchiesta nello star system hollywoodiano, durante la sua disperata ricerca di intervistare Marilyn Monroe. Nonostante i ripetuti tentativi, Oriana non riuscirà mai ad incontrare Marilyn, e con un vero colpo di genio decise di non occultare la vergogna di quel fallimento, descrivendola con tutti i particolari e le umiliazioni del caso. Infinito Hack di Fabio Massimo Iaquone è invece una intensa opera sperimentale dove il racconto sempre entusiasmante e appassionato di Margherita Hack, è intervallato dall’elemento coreografico e da immagini cosmiche e stellari che, secondo lo stile inconfondibile del regista, contribuisce a creare una sinfonia psichedelica che ci restituisce, ad alcuni anni dalla sua scomparsa, vivido il ricordo di una figura in dimenticabile della cultura, oltre che della scienza, italiana.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

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