FESTIVAL DI ROMA 2012 – CinemaXXI – Sguardi e visioni portoghesi

Guimarães Transversal - CinemaXXI Festival di Roma 2012

Guimarães Transversal - CinemaXXI Festival di Roma 2012

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Maestri riconosciuti del cinema portoghese (Manoel de Oliveira, João Botelho, Pedro Costa) e autori meno noti (Margarida Gil, Marcos Barbosa, Paulo Abreu, Gabriel Abrantes,Tiago Pereira, João Nicolau). Il vento del Portogallo spira al VII Festival di Roma nella sezione CinemaXXI, complici gli eventi del programma Cinema e Audiovisual, organizzati quest'anno dalla città di Guimarães, capitale europea della cultura 2012. Ospiti, registi di altri paesi, chiamati a gettare uno sguardo "straniero" sulla base di una suggestione comune.
 

O Tasqueiro, di Aki Kaurismäki - Centro HistóricoIl titolo di apertura della sezione, presentato in prima mondiale, è il progetto collettivo Centro Histórico, che vede riuniti Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel de Oliveira in un film a quattro voci: una passeggiata nella moderna Guimarães (città importante per la fondazione del Portogallo) alla ricerca di storie uniche, che oscillano tra fiction e realtà.

In O Tasqueiro (Tavern Man) il cineasta finlandese di La Havre ci presenta con il suo consueto stile magico/realistico la giornata di un barista solitario, mentre in Lamento da Vida Jovem (Sweet Exorcist) il regista senza compromessi Pedro Costa innesta le atmosfere della Fontainhas di Juventude em Marcha filmando il capoverdiano Ventura nello spazio surrealista di un ascensore.
In Vidros Partidos il grande regista de Lo spirito dell'alveare, Victor Erice, ci porta sulle tracce di uno dei più grandi distretti tessili d'Europa, di Rio Vizela, fondato nella metà del XIX secolo, chiuso nel 2002 e oggi chiamato The factory of the broken windows, un luogo abbandonato come sono gli ex dipendenti della fabbrica.
Infine in O Conquistador, Conquistado il grande vecchio Manoel de Oliveira, ultracentenario e più lucido che mai, reduce da O Gebo e a Sombra, racconta con ironia un "evento storico", una conquista moderna: quella dei turisti che si impadroniscono del centro storico della città.
 

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O Fantasma do Novais, di Margarida GilSempre tra i lungometraggi fuori concorso della sezione CinemaXXI, c'è O fantasma do Novais (trailer) di Margarida Gil, ex moglie di João César Monteiro, con il quale ha collaborato in diverse occasioni. Il film ripercorre e reinventa la vita del critico cinematografico, scrittore, traduttore e e grande figura di intellettuale portoghese, Joaquim Novais Teixeira, nato a Guimarães nel 1899, ma vissuto per la maggior parte della sua vita in esilio, tra Brasile, Spagna e Francia.

Non è un film e nemmeno un documentario come si intende convenzionalmente, e si riallaccia alla contemporaneità attraverso l'espediente della ricerca di una studentessa, Ana (Cleia AlmeidaMistérios de Lisboa di Raúl Ruiz,  Noite Escura e Sangue do Meu Sangue di João Canijo) che sommersa dalla mole di interviste e di materiali in suo possesso, chiede aiuto a Sofia (Maria Raquel Correia) e Jacinto (Miguel Nunes – già in Cisne di Teresa Villaverde, E O Tempo passa di Alberto Seixas Santos e Manhã de Santo António di  João Pedro Rodrigues) per finire il suo ritratto di Teixeira.

Nella sezione Mediometraggi e Cortometraggi Fuori Concorso, i sei corti di Histórias de Guimarães e Guimarães Transversal, finanziati sempre all'interno del progetto Guimarães 2012.

Histórias de Guimarães - O dom das lágrimas, di João NicolauHistórias de Guimarães presenta Vamos tocar todos juntos para ouvirmos melhor (teaser) mini-mockumentary di Tiago Pereira, giovane regista di Lisbona che fonde diversi linguaggi nel tentativo di decostruire un immaginario collettivo folkloristico associato al Portogallo, servendosi soprattutto della musica.

João Nicolau, del '75, già collaboratore di João César Monteiro (è attore in A Religiosa Portuguesa, montatore di Vai e Vem) Margarida Gil e Miguel Gomes, nonchè di Alessandro Comodin (ha montato L'estate di Giacomo) è già regista di un lungometraggio presentato a Venezia 67, A Espada e a Rosa. Qui, con la produzione di O Som e a Fúria, società che ha prodotto Gebo e Tabu, sceglie di  immergerci in un "viaggio iconografico in una fantasia lusitana" che inizia come una fiaba: un cacciatore incontra una principessa in lacrime… (questa la bella sinossi). Si chiama O dom das lágrimas (5 estratti video).

João Botelho, apprezzato regista di Conversa Acabada, in cui immagina un dialogo tra due grandi scrittori portoghesi, Fernando Pessoa e Mário de Sá-Carneiro – autore di opere molto diverse tra loro, tra cui Um Adeus Português, O fatalista, A corte do Norte, A Mulher que Acreditava Ser Presidente Dos EUA – ha diretto O Bravo som dos tambores segue una protagonista dal nome biblico (l'attrice e ballerina Sara Vaz) in un viaggio verso la festa di di San Nicola, patrono della città, alla scoperta dell'elogio del vino come rimedio (sacro o profano) per lenire i dolori della vita, cantato dal filosofo persiano Omar Kha'yyám.
 
Guimarães Transversal - Birds, di Gabriel Abrantes Guimarães Transversal si compone di altri tre film brevi: Birds, di Gabriel Abrantes (che ha già presentato a Venezia 68 il suo lungometraggio Palácios de Pena) un corto in 16mm, che si ispira alla commedia greca antica: tre ragazze haitiane camminano tra la rigogliosa vegetazione e le rovine coloniali di Jacmel, una città nel sudest di Haiti. Dopo aver ascoltato i perversi racconti popolari di un anziano, si incamminano verso la piazza del centro, dove sta per andare in scena Gli uccelli di Aristofane.

A Mesa Ferida, del drammaturgo Marcos Barbosa, si muove tra cinema e teatro raccontando il viaggio di un gruppo di attori messicani impegnati a portare in Portogallo uno spettacolo su Frida Khalo.

Der Schlingel di Paulo Abreu (al quale è dedicata la nostra cover) riscopre le tracce del cineasta amatoriale Conrad Meyersick, che negli anni '20 girò uno dei primi film realizzati a Guimarães, O Facínora, oggi perduto; aiutato dalla sonorizzazione di Legendary Tigerman, progetto di Paulo Furtado (comparso in un cameo he got a cameo in Nuit de Chien di Werner Schroeter) e Rita Redshoes, la cantante Rita Pereira. Un frate si trasforma in giustiziere a causa di un amore non corrisposto, e semina il terrore in una cittadina portoghese. Qui si possono assaggiare le atmosfere di questa ricostruzione estremamente affascinante:

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Dal Brasile vengono infine O batuque dos astros, di Júlio Bressane, visionario omaggio al massimo poeta portoghese Fernando Pessoa, e il film collettivo Mundo invisível. I registi coinvolti, provenienti da diversi paesi, hanno lavorato sulla rappresentazione dell'invisibilità nel mondo di oggi, in un progetto concepito all'interno della Mostra Internacional de Cinema São Paulo, con episodi tra i 3 e i 15 minuti. L'episodio che apre il film è Do Visível ao Invisível, di de Oliveira, già presentato fuori concorso a Venezia 65, ironico incontro tra due amici, uno portoghese, l'altro brasiliano, che pur essendo uno davanti all'altro non riescono a comunicare se non per telefono.

Seguono Tributo ao Público de Cinema del regista polacco Jerzy Stuhr, che riprende gli spettatori durante la proiezione di un suo film del 2003, Gato Colorido del canadese Guy Maddin, che gioca tra i silenzi e il movimento di un cimitero di San Paolo in contrasto con le immagini dei suoi vicini di casa, Fábula – Pasolini em Heliópolis, in cui il  regista italiano Gian Vittorio Baldi (produttore per Nelo Risi, Straub e Huillet, Jean-Luc Godard, Robert Bresson e Pier Paolo Pasolini) ricorda il progetto del 1968 per un film che avrebbe visto l'apostolo Paolo alle porte della città brasiliana.

Il film collettivo Mundo invisível - Festival di Roma 2012Tekoha, viaggio di un indio Guarani Kaiowá alla scoperta di un parco di São Paulo, è firmato da Marco Bechis, mentre in Ver ou não ver, di Wim Wenders, seguiamo la storia di tre ragazze cieche che riescono a frequentare la scuola grazie a un programma pioneristico sviluppato in un istituto della città.

L'attrice portoghese Maria de Medeiros – già regista di diversi film, tra cui Capitani d'Aprile – ci porta in un hotel di lusso, dove un cameriere, sempre dietro le quinte, vede più di quello che dovrebbe, in Aventuras do Homem Invisível; mentre in Céu Inferior il regista greco di recente scomparso, Theo Angelopoulos, scende negli inferi della città, racconta la metropolitana di San Paolo e i suoi abitanti reietti. Atom Egoyan collega la storia di un uomo della sua patria, l'Armenia, alla vicenda di un altro uomo morto in una piazza del Brasile, in Yerevan – O Visível; chiude il regista brasiliano Laís Bodanzky con O Ser Transparente, indagine sul sul lavoro dell'attore e regista teatrale nipponico Yoshi Oida e sul suo concetto di "attore invisibile".
 
Nella nostra gallery, tutte le immagini dei film di CinemaXXI al Festival di Roma 2012.

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