FESTIVAL DI ROMA 2012 – "The Motel Life", di Gabriel e Alan Polsky (Concorso)

The Motel LifeNel cuore di una gelida notte a Reno Frank (Emile Hirsch) viene svegliato dal fratello Jerry Lee (un intesissimo Stepehn Dorff). In stato confusionale il ragazzo convince Frank ad andar via in macchina e lasciare la città. Jerry Lee ha infatti involontariamente investito un ragazzino in bicicletta e lasciato il cadavere davanti a un ospedale. I due decidono così di partire senza una meta precisa, cercando una via d’uscita da una situazione che per Jerry Lee, che non intende costituirsi, sembra ormai senza via d’uscita. The Motel Life ruota tutto attorno a questo forte legame intrafamigliare tra due loser in cerca di riscatto ambientata nei primissimi anni ‘90. Cresciuti senza genitori Frank e Jerry hanno attraversato il paese sostenendosi l’un l’altro fino al tragico evento di una notte innevata. Menomato da un incidente a una gamba accaduto nel corso della sua infanzia Jerry diventa per Frank ragione di vita e unico vincolo rimasto nei confronti di una famiglia la cui dissoluzione diventa specchio di un’America disastrata e ineluttabilmente condannata alla sofferenza. The Motel Life, diretto da Alan e Gabriel Polsky e tratto dal bel libro di Willy Vlautin, si riallaccia in modo evidente a certa produzione indie del cinema americano contemporaneo, ma soprattutto alla grande tradizione settantesca con espliciti rimandi a Bogdanovich e soprattutto al John Huston di Città amara. Non a caso la presenza stessa in un breve ruolo di Kriss Kristofferson suona proprio come "apparizione" del passato, carica di simbologie che rimandano a un cinema di frontiera e antieroico che i Polsky di certo conoscono bene.

Dietro la vicenda dei fratelli Flannagan, i Polsky raccontano un’America proletaria, fatta di strade provinciali deserte, giovani alcolizzati, locali notturni. Qui il Sogno Americano trova il suo spazio solo nella folle opportunità di una puntata azzardata che per Frank si rivelerà vincente – scommettere sulla vittoria di Buster Douglas nello storico (e molto probabilmente “illegale”) incontro di pugilato contro Mike Tyson – o nei momenti di evasione tra i due fratelli, che occupano peraltro un ruolo centrale nel film, caratterizzati dai racconti inventati che Frank recita a Jerry Lee. Sono forse i momenti più sorprendenti e toccanti del film, per merito soprattutto delle illustrazioni animate realizzate da Mike Smith che fanno da contrappunto, nella loro violenta e orginale caratterizzazione cartoonesca, allo stile sobrio e intimista con cui i Polsky raccontano questi sfortunati figli d'America. Malinconico e dolce come una ballata dei The Band, The Motel Life è un road movie introiettato, in cui i paesaggi innevati del Nevada lasciano presto spazio a interni di ospedali e Motel abbandonati e dove gli spostamenti diventano soprattutto temporali e figurativi, grazie ai flashback di Frank che immergono il film in diversi piani temporali tra passato e presente. Elementi che contribuiscono a dare a quest'erranza caratteristiche intime molto profonde.

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