"Girerò Nymphomaniac vol. 3 con Woody e Von Trier!" John Turturro, Fading Gigolo a Roma

John Turturro è a Roma per presentare il suo Gigolò per caso, di cui è regista e sceneggiatore. Davanti alla mdp divide la scena con il vecchio compare Woody Allen: Turturro aveva raccontato la storia del film al suo barbiere, che casualmente taglia i capelli anche ad Allen, e così Woody l'ha ascoltata proprio dal comune barbiere, ed ha subito chiamato Turturro, per chiedere di partecipare al film.

Gigolò per caso recupera molti aspetti dal tuo precedente, Passione: Marco Pontecorvo alla fotografia e Simona Paggi al montaggio, M'Barka Ben Taleb che fa capolino…ecco, soprattutto una colonna sonora incredibilmente multietnica, che parla mille lingue e mille culture, come il film…

Turturro: per me la musica è un aspetto fondamentale del processo creativo. Quelle sono le canzoni che ascoltavo mentre scrivevo il film, o che facevo sentire sul set durante le riprese. Tu si 'na cosa grande poi è da Passione che insieme a Marco Pontecorvo volevamo usarla in una scena! Lo so che c'entra poco con il background culturale del film, e sembra strano ad esempio che non ci sia musica ebraica, anche se la vicenda è molto incentrata su di una comunità di ebrei ortodossi: però un giorno stavo ascoltando Dean Martin in metro e mi sono reso conto che avrebbe funzionato benissimo come suggestione totalmente libera, anche se non rimanda a nessuna delle influenze etniche presenti nella storia…e così con Simona abbiamo preferito Martin al klezmer! Ma d'altra parte questo è il suono di New York, il mio film parla la lingua che puoi ascoltare facendoti un giro in bici intorno al mio quartiere…una città che sta svanendo, come la libreria che chiude da cui prende inizio la storia…

E' una storia vera, quella libreria ormai chiusa?

Turturro: è ispirata alla storia della libreria di un mio amico. Anche il personaggio di Sofia Vergara è ispirato alla figura di una mia amica. Mi piace lavorare e pensare al set come ad un raduno di amici, una squadra, già mentre lavoro ad una sceneggiatura. Per esempio Simona Paggi e Marco Pontecorvo: perché non dovrei avere voglia di continuare a lavorare con loro? Trovare una sintonia è una così grande fortuna a Hollywood! E poi Gigolò per caso è in realtà proprio la storia di Marco, ovvero quella di un uomo abilissimo nel lavorare con le mani! Trovo molto attraenti queste persone, i fiorai, i cuochi, le figure con una grande manualità, più bravi con le mani che con le parole…il film è diventato così sofisticato grazie ai consigli di Woody, un altro vecchio amico con cui tornerei a lavorare subito, che era particolarmente esplicito nelle critiche quando una svolta della sceneggiatura, la quale all'inizio era ben meno elegante, non lo convinceva. Girare con lui è stato talmente facile che non abbiamo mai sentito il bisogno di riguardare i giornalieri…

Il cinema di oggi sembra interessarsi parecchio alle "devianze sessuali" femminili, pensiamo a Von Trier…

Turturro: mi spaventa pensare di avere qualcosa in comune con il suo cinema! Woody è molto più sexy di me, forse noi tre dovremmo girare insieme il terzo Nymphomaniac! Scherzi a parte, non ci sono così tanti ruoli strutturati per le donne, a Hollywood: di solito in un film c'è un personaggio femminile ogni venti uomini, perciò ho tenuto così tanto che Sharon Stone e Vanessa Paradis avessero dei ruoli ben scritti. E poi, sapete come si dice in questo business: esistono solo 15 storie da raccontare, dipende da quale punto di vista intendi affrontarle. Per me il sesso è stata soprattutto una metafora delle relazioni umane al giorno d'oggi, le solitudini, il desiderio di essere toccati, compresi…



Com'è andata sul set di Moretti? E che fine ha fatto il tuo adattamento cinematografico di Questi fantasmi, che hai già interpretato a teatro?

Turturro: quello è un progetto che al momento è in stand-by, ma prima o poi riuscirò a portarlo a compimento. Per quanto riguarda Nanni, sono molto felice d'aver recitato in italiano al fianco di Margherita Buy, e di aver partecipato all'esperienza di recitare sul set con uno dei registi più "tosti" con cui mi sia mai capitato di lavorare.