I 5 migliori film sul Poker

Rivincita di Natale, il set
Un divertissement. Cinque film che celebrano il gioco del Poker secondo un ordine casuale (ma non troppo). Cinque grandi sequenze tratte dal "nostro" Pupi Avati, il sottovalutato John Dahl de Il giocatore, e ancora Celentano, Guy Ritchie.  

Regalo di Natale (1986)

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Nonostante la dimensione tecnica del gioco non venga esaltata come in altre pellicole descritte in questo articolo, la scena realizzata da Pupi Avati e che vede protagonisti Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane ed Alessandro Haber dovrebbe essere un vero e proprio cult da mostrare a tutti gli appassionati di poker.

Intorno al più classico dei tavoli di poker natalizi, alcuni amici si sfidano mostrando tutti i lati peggiori dell’animo umano tra finta misericordia e la conferma di quello storicamente innegabile homo, homini lupus che tanto fa parte della natura.

Abatantuono e Delle Piane portano il pathos a raggiungere un livello quasi impensabile per una partita di poker: un livello tale da costringere a seguire lo svolgimento della partita in religioso silenzio per capire se le carte possano davvero distruggere la vita di una persona o meno.

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Rounder. Il Giocatore (1998)

La scena iniziale di Rounder, il film che probabilmente più di tutti ha contribuito all’esplosione della moda del Texas Hold’Em, è senza dubbio una delle sequenze di "gioco" più intense mai realizzate.

Con tempi tecnici perfetti e un livello di pathos che non era mai stato raggiunto prima nel corso di una scena di poker, la sequenza di sette minuti realizzata dal regista John Dahl si rivela assolutamente impeccabile sia dal punto di vista cinematografico che, pokeristicamente parlando, “tattico”.

Sicuramente aiutata dalla bravura dei suoi protagonisti – Matt Damon, John Malkovich e John Turturro – e dalla voice over tutta "soggettiva" del protagonista, la partita di poker clandestino che dà il via alla pellicola è allo stesso tempo avvincente, assolutamente reale e preziosa per il suo fornire una vera e propria lezione di regole e strategia di poker con l’aiuto della voce (e della sfortuna) del giovane Matt Damon.

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Lock & Stock (1998)

Considerato che il regista della pellicola è Guy Ritchie, una buona fetta del giudizio su questa scena di poker è evidentemente frutto di una valutazione soggettiva sull’opera di uno di quei registi talmente fuori dai “canoni” cinematografici che spesso non riescono a convincere fino in fondo.

Forse meno “toccante” di tutte le altre scene di poker descritte in questa particolare classifica, quella proposta da Ritchie in Lock and Stock è probabilmente l’unica che riesce a rendere al meglio la sensazione terribile che i players non possono evitare di provare dopo una brutta sconfitta.

La tecnica da videoclip tanto cara al regista, infatti, si presta perfettamente a rendere lo stato d’animo del giocatore quando, in uno stato di semi incoscienza, prova a tovare il modo di lasciare il club di poker in un modo che sembra essere un miscuglio tra un tentativo di conservare un briciolo di dignità ed il costante pensiero che accompagna ogni giocatore dopo una bad beat: “E adesso”?

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Asso (1986)

Se da una parte John Malkovich ha dimostrato in Rounder di avere fisicità e mimica facciale perfette per recitare con successo la parte del giocatore di poker professionista, la trovata di Castellano & Pipolo di proporre un ruolo simile al “nostro” Adriano Celentano si è dimostrata anch’essa assolutamente vincente.

La sfida presentata in Asso, una pellicola del 1986, che vede affrontarsi in un meraviglioso testa a testa Asso contro il marsigliese non è un esempio di grande tecnicità pokeristica ma risulta sicuramente divertente – sopratutto, come se ci fosse il caso di dirlo, per la naturalezza con la quale Celentano si lancia in un epico bluff da “tre miliardi e otto”.

Tra i meriti di Castellano e Pipolo, poi, anche l’esser riuscito a creare in maniera caricaturistica ma fedele l’ambiente delle bische clandestine degli anni Ottanta con tanto di fumo, scommesse e personaggi che non finirebbero per sfigurare neppure sul palcoscenico di un teatro.

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Rivincita di Natale (2003)

Il seguito di Regalo di Natale si conclude con un’altra partita di poker, un po’meno mozzafiato di quella realizzata anni prima ma comunque decisamente utile per comprendere la visione (pessimistica) del regista nei confronti dell’animo delle persone sedute al tavolo.

Giocata con gli stessi attori seduti intorno al tavolo, la partita è l’occasione perfetta che Delle Piane coglie per chiudere i conti con Abatantuono e ragalargli un’impressionante vittoria grazie ad un mazzo di carte non esattamente regolamentare.

Pur cinematograficamente ben realizzata, la scena non riesce però a raggiungere i livelli (altissimi) dell’originale.

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