Il centenario di Amos Vogel

Sul n. 10 di Sentieriselvaggi21st un omaggio al critico e programmatore, protagonista in questi giorni di retrospettive al Filmmaker Festival e al cinema Beltrade di Milano.

In occasione del centenario dalla nascita del critico e programmatore Amos Vogel, il Filmmaker Festival, alla sua 41esima edizione, gli ha dedicato la retrospettiva Amos Vogel: un secolo di sovversione, curata da Tommaso Isabella in collaborazione col Forum di Cultura Austriaca di Milano. Nei giorni scorsi il cinema Beltrade ha ospitato le proiezioni che compongono le prime due sezioni tematiche di cui l’evento si compone: la prima parte, dal titolo Un’educazione sovversiva, svoltasi lunedì 15 novembre, era incentrata sull’idea di sovversione e sulle radici dada e surrealiste che all’epoca animavano la produzione cinematografica d’avanguardia, coi lavori di nomi del cinema sperimentale come Dick Roberts, Jacques Vausseur, Theodor Erismann, Ivo Kohler, Pontus Hulten, Hans Nordentrom, Robert Breer, Sidney Peterson, Joseph Cornell, Larry Jordan e Maya Deren. Giovedì 18 ottobre è stata la volta del secondo capitolo I misteri dell’organismo con la proiezione di Glen Falls Sequence di Douglass Crockwell, Kirsa Nicholina di Gunvor Nelson, Studie II: Hallucinationer di Peter Weiss, Fireworks di Kenneth Anger, Le sang des bêtes di Georges Franju e Scenes From Under Childhood – Section I di Stan Brakhage. La retrospettiva si concluderà domenica 21 novembre con l’ultimo capitolo Il capriccio e l’estasi, con una doppia proiezione, La taranta di Gianfranco Mingozzi e Capricci di Carmelo Bene.

Amos Vogel, viennese di nascita ma naturalizzato statunitense, è stato una figura centrale per la cultura americana del secondo dopoguerra. Attraverso l’attività del cineclub Cinema 16, dal lui fondato nel 1947 e gestito fino al 1963, Vogel ha dato visibilità e distribuzione ai lavori di numerosi autori underground dell’epoca che non riuscivano a trovare collocazione nel circuito delle sale cinematografiche commerciali, contribuendo a creare e definire il paradigma del cinema d’avanguardia. Per tutta la vita Vogel ha sostenuto con determinazione un’idea di cinema libero e radicale, potenzialmente sovversivo, che ha mantenuto anche nel suo ruolo di selezionatore e divulgatore. Nel 1963 fonda il New York Film Festival, conservando il suo interesse per un tipo di cinema anticonformista che confluirà nel saggio del 1974 Il cinema come arte sovversiva, pietra miliare nella formazione del pensiero critico di intere generazioni di autori e studiosi.

Potrete leggere un estratto del suo saggio capolavoro sul numero 10 del magazine Sentieri Selvaggi 21st.

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