"Il film di Gibney non rappresenta la realtà dei fatti"

Hrafnsson, portavoce di Wikileaks al festival dei popoli"Noi di Wikileaks non abbiamo collaborato al film di Gibney…è composto da diversi interviste con persone con cui abbiamo avuto dei problemi e con cui non eravamo d’accordo…Alcune cose…trovo aberranti…innanzitutto pone Brand Manning in una luce molto negativa, perché si sofferma solo sul disagio psicologico senza prestare attenzione alle motivazioni politiche del suo gesto”. Queste le dichiarazioni di Hrafsson, portavoce di Wikileaks al 54° festival dei popoli, inaugurato con la prima italiana di We steal Secrets: The Story of Wikileaks di Alex Gibney.

 

E continua affermando che grazie a Wilileaks è cresciuta un'opinione pubblica che ha potuto formarsi su alcuni eventi totalmente taciuti che il sito ha dissepolto.

Alla fine del film si dice che Wikileaks è finito ed è stato distrutto da Julian Assange. Ma anche questo non è vero. Da quando questo film è terminato sono stati resi noti molti documenti (sulla Siria, per non parlare dell’assistenza che Wikileaks ha dato a Snowden e molti altri ancora). Wikileaks è vivo e Julian Assange è vivo quindi questo film è falso”!

 

Dopo tre anni di blocco, in seguito alla chiusura dei finanziamenti, il sito prova a rinascere e considerate le molte interpretazioni filmiche della vicenda in circolazione, Hrafnsson anticipa la possibilità di produrre un prodotto 'in proprio': “noi non abbiamo due o tre milioni di dollari… per fare un film. Stiamo comunque esplorando diverse possibilità. Abbiamo co-prodotto “MEDIASTAN” sulla rivelazione di cablotaggio in Unione Sovietica e abbiamo un altro progetto sul caso Snowden. Siamo più disponibili a collaborare con persone di cuore che con persone con un grande portafoglio”. (m.t.s)