InizioPartita. Angry Birds – Uno sguardo ragionato al film di Kaytis e Reilly

Girare un lungometraggio ispirato ad un videogioco non è certamente cosa nuova; in quest’ultimo periodo possiamo citare, come esempio lampante, l’uscita del film Warcraft – L’inizio ispirato a “Warcraft: Orcs & Humans” (…noto videogame facente parte dell’altrettanto nota saga videoludica di “World of Warcraft”), di cui vi abbiamo già ampiamente raccontato. Per le derivazioni su grande schermo tratte da concept videoludici, di solito si abbonda in effetti speciali e riprese dal taglio epico, cercando di entusiasmare anche lo spettatore casuale, non attratto dalle reminiscenze del gameplay quanto gli appassionati sfegatati di videogiochi. Tuttavia, ciò che caratterizza maggiormente una produzione cinematografica che si rifà al videogaming appare proprio essere, in ultima analisi, la matrice narrativa di chiara impostazione ludica, a discapito dei tentativi di regia per sganciarsene, attraverso un certosino lavoro di “miglioramento” della trama originale e di una più incisiva caratterizzazione dei personaggi principali proposti dalla storia originaria. Il compito del regista diventa a volte ancora più ingombrante, per non dire improbo, quando il plot videoludico è vago, per non dire assente. Allo stesso tempo, tuttavia, lo possiamo definire un compito “inutile”, perché, come spiegato precedentemente in altri termini, un videogioco tende a rimanere tale anche quando trasportato nella sua dimensione filmica.

E qui casca l’asino… o meglio “l’uccello arrabbiato”!

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Rovio Entertainment, sviluppatore del franchise videoludico “Angry Birds”, ha cercato di tener fede alle premesse ed allo spirito del suo titolo originale di più eclatante successo, nel tentativo di declinarne l’idea cardine in un film.
Ciò non si è rivelato difficile, avendo ben presente che una vera storia di background per l’arcinoto giochino per dispositivi mobili non esisteva. Ne consegue che chi si è occupato della pellicola ha avuto praticamente carta bianca; nonostante questo – …o forse proprio per questo – il film non si eleva sopra il videogioco, anche se, probabilmente, chi ci ha messo mano si era impegnato per ottenere tale esito.

Angry Birds, in quanto a logica di gameplay, appare sicuramente immediato e diretto: un casual-game insomma, cioè un titolo adatto ad essere utilizzato un po’ ovunque (dalla fermata dell’autobus, al tragitto in metropolitana, o ancora alla camera da letto prima di riposarci un poco). L’immediatezza è una direttrice di sviluppo molto diversa da quella dei giochi impegnativi alla “World of Warcraft”, alla “Tomb Raider” o altri ancora…
Il film di Angry Birds ha cercato di rispecchiare quella stessa immediatezza e leggerezza che possiede il gameplay della produzione originaria, e ci riesce alla perfezione.
Lo spettatore che decide di gustarsi il film di Angry Birds non si aspetta certo un blockbuster con una trama elaborata: eppure la direzione artistica della pellicola ha cercato di infilarcela dentro, e quindi c’è… anche se non del tutto riuscita. I personaggi paiono sufficientemente ben caratterizzati e diventano protagonisti “totali” dell’animazione, facendo rivivere nel film una estrapolazione “pompata” della pseudo-trama che, nel gioco, veniva solamente accennata nelle schermate introduttive. Il tutto riesce anche a far sorridere non solo per la comicità delle situazioni e delle battute proposte sul grande schermo, ma anche per le numerose citazioni alle peculiarità delle meccaniche del videogame.

Immancabili all’interno della pellicola sono le sequenze dedicate della distruzione della città dei maiali (i nemici giurati degli “uccelli arrabbiati”): chiaramente è qui che il giocatore ritrova la forte corrispondenza tra l’aspetto ludico e l’eschaton del film. Malgrado queste costituiscano solo una piccola parte della storia narrata dal lungometraggio, riescono divertenti e strappano diverse risate allo spettatore.

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Il tutto si amalgama in una leggerezza e godibilità senza grandi aspettative, tanto che il target della produzione è costituito molto più dai bambini che non agli adulti; questi ultimi l’hanno comunque apprezzata, probabilmente in virtù del favore che avevano riservato al gioco (…ovviamente molto piaciuto, visti i numeri dei download della Rovio).

Ad ogni modo, per effetto della trama “ampliata”, i giocatori dell’app hanno trovato nel film quello che il gameplay non aveva permesso loro di gustare. La regia, con alterna fortuna, ha cercato di instillare vita propria all’universo narrativo proposto dal gioco, regalandogli un fondamento ed una caratterizzazione tale che, riprendendo in mano il videogame, gli estimatori di Angry Birds che ne hanno visto la relativa pellicola al cinema si ritrovano sicuramente a sorridere, ripensando ai personaggi del film e alle situazioni da esso proposte. Il film ha, in definitiva, contaminato il gioco. Non esprimiamo altri giudizi, anche perché, pur essendo perfetto per dei bambini, il lungometraggio animato di Angry Birds contiene alcune chiavi di lettura anche per gli adulti, e, a chi non ha ancora avuto modo di visionarlo, s’intende consapevolmente lasciare tutto il gusto della scoperta.

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