La verità di Martone su Pasolini

Nel filmato consegnato alla Procura di Roma

Macchie d'olio e di grasso dell'auto sull'erba, recinzioni semidivelte con segni di colluttazione, una vecchia Bmw 2002 che ripercorre all'idroscalo di Ostia il tragitto dell'auto che uccise Pier Paolo Pasolini. Immagini mute girate da Sergio Citti alcuni giorni dopo la morte dello scrittore, per dimostrare che Pino Pelosi non era solo quando Pasolini fu ucciso. Ma nel documentario realizzato da Mario Martone poco tempo prima della morte di Citti, avvenuta nell'ottobre del 2005, e proiettato  alla Casa del Cinema a Roma, le immagini sono commentate dallo stesso Citti che rivela alcuni elementi nuovi e utili per le indagini sul delitto recentemente riaperte dalla Procura di Roma. Il filmato è agli atti del sostituto procuratore Francesco Minisci. ''Il filmato realizzato da Martone è un vero e proprio atto giudiziario'', ha detto l'avvocato della famiglia Pasolini, Guido Calvi, che ha presentato l'istanza penale per la riapertura dell'inchiesta sul delitto. La tesi di Citti è confermata dalla sentenza che il giudice Carlo Alfredo Moro, fratello del leader della Dc rapito e ucciso dalle Br, emise nei confronti di Pelosi: colpevole dell'omicidio in concorso con ignoti. Nel filmato Citti, molto malato e con grandi sforzi, risponde alle domande dello stesso avvocato Calvi e parla di un testimone, un pescatore, che avrebbe visto una seconda auto sulla scena del delitto. E la Bmw, che si vede nel filmato, ripercorre il tragitto che avrebbe dovuto seguire l'Alfa di Pasolini per allontanarsi dalla zona dell'omicidio e che però non coincide con la traiettoria che passava sopra il corpo dello scrittore. La scelta di travolgere Pasolini per ucciderlo, quindi, sarebbe stata deliberata. (f.m.)

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