"L'eletto", di Guillaume Nicloux

E' il dilemma del cinema francese contemporaneo, indeciso se fare realmente e del tutto il grande salto verso una regia globalizzata alla Kassovitz, svendere la sua anima al glamour e alle commedie più o meno stupide con la Bellucci, o tenersi strette almeno in parte le atmosfere rarefatte, i dialoghi rallentati, tutte queste prerogative 'd'autore'.

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"Sta lontana da lui, puttana!", avremmo voluto sentir sibilare dalle seducenti labbra di Monica Bellucci al cospetto dell'Orso, animale gigantesco e mostruoso in cui si è trasformata la perfidissima Catherine Deneuve per mangiarsi in un sol boccone Liu-San, il figlio adottivo di Monica in cui si è reincarnata la Sentinella, e che per questo deve venire sacrificato lì, di notte, nella foresta, durante il Concilio delle Pietre, per donare l'Immortalità a Catherine-Orso e agli altri suoi scagnozzi, ognuno in grado di trasformarsi nel proprio 'animale totemico', Aquila e Serpente con cui se l'è dovuta vedere la Bellucci-mammad'assalto nel corso del film. "Sta lontana da lui", avrebbe dovuto sibilare, con la fronte insanguinata e i vestiti strappati da tutti gli scontri precedenti, ma con lo sguardo fiero, deciso e combattivo, e nel pugno il Coltello Portafortuna del figlio, l'unica arma che può uccidere l'Orso. E invece no. E' evidente che Nicloux è convinto di girare la versione fantasy di Rosemary's Baby (sarà che c'è la Bellucci, ormai madrina di un certo tipo di 'cinema fantastico'…Il patto dei lupi, Matrix, Asterix & Obelix, I fratelli Grimm, The Passion…), mentre tutti gli spettatori credono che si tratti dell'ennesimo film francese protohollywoodiano, quello dei "proviamo a fare come Besson, chissà che…", quello dalle scene action sincopate e dal montaggio clipparo. Ci si aspetta che la Bellucci si trasformi in un Bruce Willis con le curve, ricordandosi di averci recitato insieme (L'ultima alba), visto che porta i capelli cortissimi 'alla maschietto' come si confà ad una donna d'azione al cinema. Volevamo sparatorie e inseguimenti con la mdp mossissima così da non capirci niente, musica a palla, zoom repentini, Monica supereroina che spara, scalcia, uccide, affronta i Mostri-Animali e pronuncia frasi ad effetto nel momento dell'esecuzione (al Serpente: "ingoia la tua mela, bastardo!" – così, per dire…). Tanto poi viene guarita da una tribù di nativi mongoli, e ovviamente il rituale di guarigione prevede che Monica sia distesa completamente nuda mentre lo Stregone pronuncia strane formule girandole intorno. Ma Nicloux è di un altro avviso, vuole e cerca il thriller d'atmosfera, sequenze tese e prolungate con spavento conclusivo, riprese eleganti e 'misteriose'…cos'è quel rumore nell'altra stanza? Un'Aquila che vola in casa. Davvero L'eletto rappresenta il dilemma del cinema francese contemporaneo, indeciso se fare realmente e del tutto il grande salto verso una regia globalizzata alla Matthieu Kassovitz, svendere la sua anima al glamour di copertina e alle commedie più o meno stupide sempre con Monica Bellucci (nuda), o tenersi strette almeno in parte le atmosfere rarefatte, i dialoghi rallentati, tutte queste prerogative 'd'autore' che rendono il film di Nicloux terribilmente soporifero – e ci si tiene svegli giusto per aspettare il momento, che in un film come questo del tipo "fuga con bambino inseguito da tutti" dovrebbe essere irrinunciabile, in cui Monica imbraccia il mitra e li fa fuori tutti. Ma niente da fare: quel momento non arriverà mai (si potrebbe dire che visto così il meccanismo di tensione del film funzioni…). Forse per non incappare nelle proteste delle Associazioni Animaliste.

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Titolo originale: Le concile de pierre/The Stone Council


Regia: Guillaume Nicloux


Interpreti: Monica Bellucci, Catherine Deneuve, Moritz Bleibtreu, Sami Bouajila


Distribuzione: 01 Distribution


Durata: 100'


Origine: Francia/Germania/Italia, 2006

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