"L'era glaciale 3: l'alba dei dinosauri", di Carlos Saldanha

L'era_glaciale_3È una crepa sulla superficie ghiacciata, un difetto, “un’imperfezione del sistema” a rimettere in moto l’allegra combriccola dell’era glaciale, che tre anni fa sembrava destinata a soccombere all’inevitabile “disgelo”. La solidità che il gruppo di personaggi leggendari si è conquistata nei precedenti due episodi, dà a Carlos Saldanha la possibilità di spingersi più in là. Introducendo un elemento di novità, un avvenimento insolito appunto, un “bug”, che mina la sicurezza e la compattezza del gruppo in quanto tale, costretto così a dividersi, seppure temporaneamente. Una novità però che non si gioca esclusivamente a livello narrativo (in questo caso con l’introduzione di un evento, l'attesa di un cucciolo da parte della coppia di mammuth e di più personaggio del tutto nuovi), ma che investe l’intera struttura filmica, ridisegnandone lo scenario. Non più il candore delle infinite distese di neve, ma al loro posto una giungla di colori e paesaggi che riportano in vita dinosauri dalle dimensioni abnormi e dall’aspetto bizzarro. Non più soltanto la perfezione di un'animazione digitale, ma anche la profondità delle immagini in 3D (visibili nelle sale attrezzate) che l'occhio percepisce, ovviamente in forma ridotta, anche in versione 2D, grazie alla precisione dei dettagli prospettici inseriti nei fondali. Una pellicola insomma, quella de L'era glaciale 3, che si gioca su più livelli (gli stessi protagonisti vivono parte dell’avventura sopra e parte sotto il ghiaccio), continuando allo stesso tempo a fare leva su imprescindibili punti di forza, quali la peculiarità di ciascun personaggio (la simpatia e la tenerezza  del bradipo Sid, la risolutezza di Diego, la follia contagiosa degli opossum Crash e Eddie) e soprattutto le interminabili gag dello scoiattolo Scrat alle prese con l’amata/odiata ghianda. In un’opera in cui è la il sistema binario a predominare (due i livelli paesaggistici, due gli opossum gemelli, due i genitori mammuth) non sorprende perciò la comparsa di Scattina, la scoiattolina dagli occhioni dolci, amante e allo stesso tempo antagonista dello sfortunato Scrat, i cui sketch solitari acquistano così vera e propria sostanza da sub-plot, liberandosi un po’ di quella componente non-sense a cui ci eravamo forse fin troppo abituati. Ciò non toglie che uno degli elementi vincenti de L’era glaciale sia ancora la voglia di divertire e di divertirsi per il semplice gusto di farlo (esemplare la scena in cui i personaggi, finiti in una pericolosissima cavità, interrompono la traversata per esercitarsi in striduli squittii, una volta scoperto che le loro voci sono cambiate a causa di una sostanza velenosa nell’aria). Tra un tirannosauro Rex e una donnola avventuriera, piante carnivore a cui sfuggire e pterodattili da cavalcare, si consumano i ’90 minuti della pellicola. Giusto in tempo per risalire in superficie.

Titolo originale: Ice age: Dawn of the Dinosaurs

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Regia: Carlos Saldanha
Voci (versione originale): Sean William Scott, John Leguizamo, Queen Latifah, Josh Peck, Denis Leary, Ray Romano, Chris Wedge, Joey King, Atticus Shaffer
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 94'
Origine: USA, 2009