LETTE E… RIVISTE – Oscar 2008: gli Academy Awards "senza parole"?

Sceneggiatori_in_scopero

Lo sciopero, iniziato 10 settimane fa dal sindacato degli sceneggiatori americani (WGA) contro l’associazione dei produttori cinematografici e televisivi (AMPTP), […] ha appena portato alla cancellazione dei Golden Globes Awards, previsti per il 13 gennaio. Il WGA aveva annunciato che gli sceneggiatori avrebbero picchettato i Globes se la NBC avesse mandato in onda la cerimonia. In segno di solidarietà, il sindacato degli attori (SAG) e gli agenti più importanti hanno dichiarato che gli attori non avrebbero superato il picchetto. Improvvisamente, la NBC si è ritrovata tra le mani un evento senza star e ha staccato la spina. […]   

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“Se le cose non si risolveranno entro un mese, saremo costretti a boicottare gli Oscar,“ Don Cheadle dichiara a EW. “Dobbiamo essere coerenti. […] Credo che tutti gli show dovrebbero essere boicottati per dare un segno forte”.  […]

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Dunque riflettiamo seriamente sulla questione: l’ABC e l’Academy potrebbero davvero decidere di non mandare in onda la notte degli Oscar per la prima volta nella storia? Per dirlo con una parola, sì. Lo faranno? Mmmm, probabilmente no. Ma gli Oscar avranno un aspetto del tutto diverso, se non ci sarà nessuno a scrivere le parole da pronunciare. […] Ecco cinque diverse possibilità di ciò che potrebbe accadere da adesso fino alla notte degli Oscar:

 

1. Lo sciopero termina improvvisamente

 

Se il WGA e la AMPTP tornassero in questo momento al tavolo delle trattative, Gli_Oscarun accordo potrebbe essere raggiunto prima del 24 febbraio e tutti coloro che sono dentro e fuori Hollywood potrebbero celebrare il business del cinema con gioia (e sollievo) nei loro cuori. Purtroppo, perfino le principesse disneyane non hanno di queste fortune.

 

2. Lo sciopero concede un lasciapassare agli Oscar

 

Nelle ultime due settimane, il WGA ha convinto compagnie più piccole e indipendenti come la Worldwide Pants di David Letterman e la United Artists di Tom Cruise a soddisfare le richieste che dal 7 dicembre la AMPTP si rifiuta di soddisfare  (offrendo diritti d’autore provenienti dalla rete più alti e permettendo agli sceneggiatori di film d’animazione e di reality di far parte del WGA). Tale accordo permette alle compagnie in questione di pagare gli sceneggiatori e di tornare a lavorare, mentre i loro concorrenti sono fermi in un limbo. Il WGA potrebbe stringere la mano all’Accademy sulla base dello stesso accordo, che permetterebbe al padrone di casa Jon Stewart di assumere sceneggiatori di comedy – e permettere agli attori di partecipare alla premiazione senza dover superare il picchetto. In altre parole, lo show potrebbe procedere più o meno come ha sempre fatto. […]

 

Jon_StewartOra come ora, lo scenario del lasciapassare sembra improbabile. Il WGA si è rifiutato di garantire un simile accordo alla Dick Clark Productions per i Globes, e gli sceneggiatori hanno già rifiutato di soddisfare la consueta richiesta annuale dell’Academy di consentire la messa in onda gratuita di clip di film durante lo show. Quest’anno, l’Academy dovrà pagare per mostrare le scene di film in nomination. Come se non bastasse, il WGA ha già dichiarato che non soddisferà alcuna richiesta dell’Academy per permettere agli sceneggiatori di abbozzare delle battute per Stewart. “La commissione ha già votato per non soddisfare una tale richiesta nel caso dovesse arrivare,” dichiara Verrone. “Vogliamo che le compagnie tornino al tavolo a negoziare un contratto.” […]

 

3. Gli Oscar vengono posticipati.

 

Se l’ABC e l’Academy fossero convinte che lo sciopero terminerà prima della fine di marzo, potrebbero posticipare lo show di un mese e aspettare che la bufera sia passata. Febbraio è il mese dello show solo da pochi anni. Questa sarebbe una soluzione elegante, se non fosse che poca gente è convinta che lo sciopero terminerà entro un mese. Gli Oscar si troverebbero probabilmente nella stessa situazione 30 giorni più tardi. Il WGA e la AMPTP non siedono neppure allo stesso tavolo delle trattative, figuriamoci poi se sono vicini all’accordo. […]

 

4. Gli Oscar perdono le star

 La_cerimonia_degli_Oscar

Se l’Academy e il WGA non saranno in grado di raggiungere un accordo, il WGA potrebbe picchettare la cerimonia. Ciò significherebbe quasi nessun attore presente. “Sono membro di sei sindacati e non supererò mai nessun picchetto,” ha dichiarato George Clooney mentre calpestava il red carpet del Critics Choice Awards del 7  gennaio. E non è l’unico. Hollywood è forse la città col più alto livello di sindacalizzazione del mondo […] “Gli sceneggiatori hanno tutto il mio appoggio” ha dichiarato Angelina Jolie a EW. “Se loro boicottano, anche io boicotto”.

 

Dunque quali conseguenze ha tutta questa solidarietà? Senza star e senza sceneggiatori, l’Academy potrebbe decidere di non mandare in onda lo show e di celebrare privatamente la consegna degli Oscar, o solo in presenza della stampa cartacea e di rete. Cates insiste che la trasmissione televisiva è l’unica opzione. In quel caso, la ABC potrebbe trasmettere lo show in una versione ridotta, mentre Stewart improvvisa davanti al Kodak Theatre (vuoto?). Cates sembra essere preparato ad uno scenario del genere. “Sono sicuro che se le negoziazioni del WGA per il contratto non avranno successo, questo si ripercuoterà sullo show, proprio come fece la guerra in Iraq”, dice. Il risultato potrebbe essere devastante per le “quotazioni” dello show, già in discesa nel corso degli ultimi dieci anni. E “l’effetto onda” a livello finanziariGeorge_Clooneyo potrebbe essere massiccio. La County Economic Development Corporation di Los Angeles stima che una “ritirata” degli Oscar simile a quella dei Globes  potrebbe costare all’economia locale di Hollywood 130 milioni di dollari.

 

[…]

 

5. Gli Oscar vengono segati

 

Caso peggiore: preoccupata che un numero di spettatori molto limitato abbia voglia di vedere Stewart dimenarsi di fronte ad una sala senza celebrità al Kodak, la ABC  potrebbe cancellare il programma e sostituirlo con una conferenza stampa simile a quella dei Globes. […] Ora come ora è improbabile che la ABC segua la strada della conferenza. Qualsiasi altra versione della celebrazione sarebbe preferibile: la gente non smetterà di voler vedere chi sono i vincitori di uno dei premi più desiderati del mondo. Perfino gli sceneggiatori in sciopero potrebbero ritrovarsi incollati al televisore. “Certo che li guarderò”, dice Vilanch con un sorriso. “Sono gli Oscar!”.

 

 

“Oscars: will the show go on?”, by Lynette Rice – da Entertainment Weekly, gennaio 2008

 

http://www.ew.com/ew/article/0,,20170269,00.html

Traduzione di Giovanna Canta

 

 

 

 

 

Uscito per la prima volta nel 1990, Entertainment Weekly è un settimanale americano pubblicato dalla Time Inc., che si interessa di cinema, televisione, musica, produzioni teatrali in scena a Broadway, libri e “cultura popolare”. Il magazine “generalista”, focalizzando la propria attenzione sui media d’intrattenimento e sulle recensioni, è destinato ad un pubblico vario, prevalentemente costituito da giovani e donne. Tra gli argomenti trattati da EW figurano il rating TV, gli incassi dei film al cinema e costi di produzione, oltre ad approfondimenti su programmazione, produttori, e produttori esecutivi.