"L'ultimo pastore", di Marco Bonfanti

Primo lungometraggio di Marco Bonfanti, il docu-fiction L’ultimo pastore, presentato al 30? Festival di Torino, ha ricevuto numerosi inviti a Festival Internazionali (25? Tokyo International Film Festival – 16? Full Frame Documentary Film Festival, North Carolina – 5? Chatham Farm Film Festival di New York – 4? Bari International Film Festival – 36? Portland International Film Festival). Da oggi, martedì 7 maggio, è in 17 sale di Roma e del Lazio.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------
---------------------------------------------------------------

Un’opera prima di spettacolare, vivissima autenticità, capace di restituire intero il sapore arcaico di cielo e terra, poesia in immagini che, attraverso un’efficace commistione di realismo e fiaba, trasforma un uomo fiero del proprio sogno “impossibile” in un personaggio dal valore eroico, simbolo di speranza e monito ad abbattere tutte le barriere fra terra ed asfalto che hanno allontanato la vita delle metropoli dalla natura. Protagonista del docu-fiction è Renato Zucchelli, ultimo pastore nomade della Lombardia che ha scelto il suo lavoro assecondando il sogno – quasi anacronistico per un uomo nato nella provincia milanese – di vivere circondato dalla natura, accanto agli animali. Il regista, per realizzare una scena del lungometraggio, porta un gregge di oltre settecento pecore in Piazza del Duomo a Milano il primo ottobre 2011.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------
----------------------------------------------------------------

L’ultimo pastore è un canto d’immagini e musica che accompagna per le strade di Milano l’incedere eroico di un gregge assieme al suo pastore, un canto di genuina e romantica dolcezza intonato alla bellezza primigenia di un mondo che sta per scomparire ed essere dimenticato. Il cuore della messa in scena diviene, in un crescendo emotivo – esaltato dalla bellissima colonna sonora di Danilo Caposeno – la purezza del luogo incontaminato: il luogo inteso sia come spazio fisico che ospita le ricchezze naturali della terra, sia come spazio spirituale abitato da un’anima innocente, che permette ai bambini di percepire il mondo attraverso l’istinto ed amare in modo empatico tutte le creature.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------

---------------------------------------------------------------
Il sogno di Renato è dunque – attraverso la riconciliazione della vita urbana con quella pastorale – il simbolo di una necessità atavica che le barriere del progresso tecnologico, pur annullandola, non hanno mai distrutto, una speranza che i cuccioli dell’uomo cercano e sognano ancora nelle città di cemento e che questa favola vera veicola in modo fortissimo.
Renato oltrepassa il cemento e l’asfalto per ricondurre il valore della terra fino agli occhi e alle mani dei bambini, diviene Pastore di nuvole (canzone scritta e interpretata da Luigi Grechi), Don Chisciotte del terzo millennio che, solo attraverso la semplicità, riesce a sovvertire l’ordine imposto dalle contingenze.


Regia: Marco Bonfanti
Interpreti: Renato Zucchelli, Piero Lombardi, Lucia Zucchelli, Patrizia Frisoli, Hedy Krissane, Barbara Sorrentini (voce)
Distribuzione: Luce Cinecittà
Durata: 76'
Origine: Italia, 2012

Un commento