Moor Mother in Italia per due date

Poetessa, musicista, attivista, Moor Mother, nome d’arte di Camae Ayewa, è ormai assurta a voce della controcultura afroamericana. A Torino e a Roma per presentare Black Encyclopedia of the Air

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Dopo l’uscita del suo ultimo album Black Encyclopedia of the Air, vertigine astratta influenzata dall’hip hop dei primi anni Novanta, torna in Italia Moor Mother, figura centrale della nuova scena black elettronica, per un doppio appuntamento sabato 7 maggio a Torino, all’interno del festival Jazz is dead, e domenica 8 al Klang di Roma. Poetessa, musicista, attivista, Moor Mother, nome d’arte di Camae Ayewa, negli ultimi anni è assurta a volto e voce della controcultura americana, capace di far convergere innovazioni musicali e rivendicazioni sociali attraverso testi sferzanti e sperimentazioni coi generi, dai primi periodi punk del progetto Mighty Paradocs alle sonorità spigolose dell’album Fetish Bones passando per il free jazz di Circuit City (2020) fino al jazz politico di Open the Gates, ultimo album del collettivo Irreversible Entanglements, uscito lo scorso novembre, in cui la voce e i versi di Ayewa si muovono tra cantato, rap e spoken word e in cui riecheggia la fortissima influenza di padri fondatori come Sun Ra e Max Roach.

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OPEN DAY SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI

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Nelle tredici tracce di Black Encyclopedia of the Air, che nascono dalla sua raccolta di poesia Jazz Codes, è condensata tutta l’energia avveniristica e il misticismo visionario dell’artista di Aberdeen, che unisce le contaminazioni jazz alla spinta progressista della black music americana, muovendosi tra slam poetry e street slang. Numerose le collaborazioni, tra cui quelle con Brother May e Saydah Ruz, il rapper Pink Siifu e l’artista performativa Elaine Mitchener. Tra citazioni agli scritti della poetessa queer Audre Lorde e omaggi a John Coltrane, Moor Mother inserisce nei suoi testi richiami alle lotte delle Black Panthers e al movimento di protesta Black Lives Matter. Black Encyclopedia of the Air è dunque un racconto lucido e consapevole dell’identità black contemporanea, capace di attraversare il Tempo e la Storia a partire dalle radici della tradizione nera fino alle innovazioni avanguardistiche dell’Afrofuturismo. Il risultato è un ibrido che incrocia noise e melodia, composizione e versi liberi in un manifesto di lotta, resistenza e autodeterminazione.

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Le Arene estive di Cinema a Roma

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