MOVIEGAMES – Coast to coast su una Ferrari con una bella ragazza al proprio fianco… "OutRun"

Dopo i vent'anni di storia videoludica visti il mese scorso a proposito di Castlevania eccoci ora a parlare di un videogioco altrettanto longevo: OutRun. A differenza di Castlevania è però possibile dire che la serie di OutRun è cambiata poco o niente, ovvero l'innovazione ha riguardato perlopiù elementi grafici, diremmo "cosmetici", piuttosto che di vero e proprio gameplay. Certo quando di fronte abbiamo non solo un gioco di guida, ma il prototipo del titolo di guida arcade, poco si può immaginare di cambiare senza snaturare l'essenza stessa del gioco.

Rispetto al coin-up uscito nel 1986 l'OutRun 2006 Coast 2 Coast (Sega/Leader) che abbiamo di fronte oggi, sui nostri Pc, sulle nostre Ps2/Psp o le nostre Xbox è un gioco sicuramente più vario e graficamente aggiornato in maniera enorme e del resto sarebbe impensabile altrimenti, tenendo conto delle aspettative dei videogiocatori odierni. Ma dove Sega non ha fatto concessioni alla contemporaneità è nella rinuncia a tutti gli orpelli – più o meno divertenti – dei giochi di guida arcade odierni. Niente personalizzazione delle auto, niente incidenti spettacolari o carrozzerie dinamiche che perdono pezzi in risposta a guidatori poco accurati. Come nel 1986 abbiamo alla nostra guida una potente macchina sportiva sulle freeways dense di traffico con al fianco una bella ragazza. Quello che dobbiamo fare è principalmente tagliare il traguardo dei checkpoint consecutivi prima dello scadere del tempo a nostra disposizione e secondariamente deliziare la ragazza al nostro fianco con manovre maranze e spericolate.

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La guida è, come detto sopra, la quintessenza dell'arcade: sbagli e incidenti si riducono unicamente ad un rallentamento e ad una perdita di secondi preziosi, mentre elemento centrale diventa la derapata in curva – oggetto anche di gare specifiche – che è uno strumento importantissimo per la gestione delle curve anche più strette. Non solo ma otteniamo punti mantenendo il più possibile l'auto in derapata, imparando nel contempo a controllare questa tecnica per le più difficili sessioni avanzate. Il resto è una meraviglia per gli occhi: gli Stati Uniti – coast to coast appunto – ma reinterpretati non con una grafica che punta al realismo quale quella di tutti gli altri giochi di guida attuali, quanto che mira ad una sorta di reinterpretazione videoludica dell'esistente. Con ciò non si vuole fare una critica, ma anzi sottolineare come ad un certo sterile realismo OutRun contrappone una ri-creazione della realtà estremamente conscia del medium in cui essa apparirà. Si tratta di un elemento difficile da spiegare tramite screenshot "fissi": occorre trovarsi di fronte al gioco per capire come in esso non si abbia mai la sensazione di trovarci in un mondo realmente tridimensionale, dove, se potessimo allontanarci dalle piste, potremmo travare altre strade, campi, case, mentre invece si ha propriamente la sensazione di trovarci di fronte a fondali che sfruttano certa loro voluta piattezza per arricchirre gli elementi visivi a disposizione rendendo così il viaggio non solo una corsa in un determinato ambiente piuttosto che in un altro, quanto una sorta di proiezione di scenografie tipiche americane reinterpretate videoludicamente.

Questo nuovo OutRun offre al videogiocatore sia la possibilità di intraprendere una gara coast to coast a tappe (scegliendo il classico percorso ad albero caratteristico della serie, passando per una località piuttosto che per un'altra, con ogni tappa caratterizzata o dal classico percorso a tempo o da sfide a punti), sia la possibilità di gareggiare con una conversione fedele dei coin-op OutRun 2 e 2SP, ognuna però con tracciati completamente nuovi.

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