MOVIEWEB – Cinema e realtà: tutta l'arte del documentario

Un tempo lo spazio dedicato al documentario era, almeno nel nostro paese, se non di nicchia quantomeno relegato a poche rassegne, angusti angoli della televisione pubblica e lampi improvvisi della pay-tv. La sua diffusione affidata a coraggiosi e appassionati registi  a exploit internazionali. Ma questo fiume di immagini ha continuato a percorrere i tanti rivoli del linguaggio cinematografico, entusiasmando e contaminando spesso altri medium, vincendo premi e Oscar e saldando quel legame speciale con la ricerca della realtà e della verità.  Da diversi anni, sarà per la rivoluzione tecnologica e produttiva del digitale, per l'attenta sensibilità di molti festival, in particolare il Torino Film Festival con la sezione Italiana.doc, ma il documentario ha ritrovato diffusione e spesso il posto che gli spetta. Al di là delle alpi la storia è sempre stata diversa. Esistono scuole di documentario nazionali ben radicate e molto attive che hanno saputo rigenerare il linguaggio non limitandosi alla registrazione della realtà, ma diventando punte del dibattito culturale (pensiamo alla via inglese e francese). L'animazione intellettuale per il documentario ha trovato linfa vitale anche sul web dove proliferano community e forum dedicati. Capturing Reality – The art of documentary (in inglese) non è una di questa, ma molto di più. Tutto ha inizio da un film, pluripremiato, dedicato dalla regista canadese Pepita Ferrari al documentario. Ossia mettere insieme le testimonianze di registi, autori, sceneggiatori per raccontare agli 'altri' cosa è un documentario e cosa ha significato per loro. Questo immenso lavoro di registrazione e montaggio ha trovato nella rete quella multidisciplinarietà e ovviamente diffusione necessaria, per far conoscere chi sono e come lavorano questi registi. Più di centosessanta clip video e quasi quaranta autori ancora in attività sono stati interpellati per dire la loro e raccontare la propria esperienza sul linguaggio e le sue implicazioni estetiche e etiche. Un caledoscopico puzzle di idee e vissuti, ognuna nella propria lingua di origine, una babele artistica con un'unica matrice, la passione per il racconto della realtà. Le "Topics" tematiche danno l'opportunità al navigatore di poter scegliere gli argomenti affrontati dagli autori. Werner Herzog, ad esempio, ci parla dei suoi inizi, di come riesce ad esprimere ciò che gli interessa nel momento in cui filma, e l'aspetto dell'editing non meno importante del resto. Il film della Ferrari ha un suo spazio ad hoc dove poter vedere il trailer. Interessante la parte dedicata all'educational guide, scaricabile, un verso corso per iniziare a capire come raccontare la realtà che vediamo, con tutte le implicazioni tecniche e teoriche che questo sforzo linguistico e creativo comporta. Il sito è ben curato, addirittura seducente all'apertura, e molto intuitivo. Apprezzabile la possibilità di ascoltare, se si vuole, le note della colonna sonora del film sfogliando le varie sezioni. In alto a sinistra nella homepage c'è un link da non perdere vi porterà nella National Film board of Canada, un bel pezzo della storia cinematografica e culturale del Canada. Ma questa è un'altra storia.

 

 

 

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