Pier Carpi al Cinema Trevi

Domenica 28 marzo

Cineteca Nazionale – Cinema Trevi
 
domenica 28 marzo 2010
 
Eccentrico italiano: il cinema esoterico di Pier Carpi
 
Il Cinema Trevi dedica la giornata di domenica 28 a Pier Carpi un artista eclettico, scrittore di successo (vinse anche un premio Bancarella) con propensioni all’esoterismo, sceneggiatore di fumetti e di film, regista cinematografico di opere invisibili. Dirige due film tratti dai suoi libri Povero Cristo e Un’ombra nell’ombra e per quanto riguarda Cagliostro fu «presentato sui flani come “un film di Pier Carpi”, è in realtà diretto da Daniele Pettinari, anche se Pier Carpi è soggettista, sceneggiatore […]. È comunque l’unico film diretto da Daniele Pettinari, al tempo marito di Enrica Bonaccorti, che compare qui come sceneggiatrice» (Giusti).
A proposito dell’uscita del suo Povero Cristo, Carpi dichiarò: «Per nuovo e originale non s’intenda intellettuale, sperimentale, avanguardistico. È mia opinione che dietro ogni avanguardia si nascondano sempre, più o meno camuffati, gli avanguardisti di ieri. Io porto avanti un discorso culturale, quindi popolare e necessariamente antintellettuale» .   
 
 
Nato il 16 gennaio 1940 a Scandiano (Reggio Emilia), a soli ventuno anni lavora a Milano come redattore al giornale satirico «Bertoldo», edito da Gino Sansoni, mantenendo con l’editore un rapporto di intensa e longeva collaborazione. Collabora con le sorelle Giussani per la creazione del fumetto ormai classico Diabolik (scrivendo alcune sceneggiature dei primi numeri e suo è il Romanzo di Diabolik nel 1969). Nel 1963 comincia a scrivere sceneggiature per il settimanale «Topolino»e i testi delle avventure italiane di Batman e Superman. Crea nuovi personaggi di fumetti come I Naufraghi, Lancillotto, Zakimort (una sorta di Diabolik al femminile), le testate avventurose in chiave beat Teddy Bob e Boy. Elabora una versione a fumetti di Pinocchio e con Alfredo Castelli, negli anni Settanta, fonda la rivista «Horror».
Nel campo del giornalismo collabora come inviato speciale a «Gente», «Panorama», «La Domenica del Corriere».
Nel teatro è drammaturgo di piéce quali il dramma religioso L’abbraccio (premiato al Festival dei Due Mondi di Spoleto), Il Papa in vacanza e Mandrake a Dallas. Come scrittore debutta con La morte facile (1964); seguono moltissimi libri, tra cui Storia della magia, Il mistero di Sherlock Holmes e Le società segrete (1968), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell’occulto (1973), Un ombra nell’ombra, Rasputin (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1976), Palazzo d’Estate (1978), La Banda Kennedy (1980), Il caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il venerabile (1993), Gesù contro Cristo (1997). Muore, all’età di 60 anni, il 24 giugno 2000.
 
ore 17.15             Povero Cristo (1975)
 
Regia: Pier Carpi; soggetto e sceneggiatura: P. Carpi; fotografia: Guglielmo Mancori; scenografia e costumi: Mario Giorsi; musica: Mario Migliardi; montaggio: Daniele Alabiso; interpreti: Mino Reitano, Rosemarie Dexter, Raoul Grassilli, Curd Jurgens, Edmund Purdom, Roberto Bivio; origine: Italia; produzione: Nord Film; durata: 98’
«Sono stati sufficienti tre soli elementi – il nome del regista, quello del protagonista e il plot evangelico – a investire di un culto sulla fiducia l’opera invisibile di Pier Carpi, tra i più fitti e invitanti Misteri d’Italia […]. Che fare, davanti a un oggetto da sempre così sfuggente, epitome d’un cinema che non sarà mai più? Vale di più abbandonarsi agli scenari ultraonirici, sapientemente concertati dal Carpi fumettista, e perdersi nei suoi deliri di messa in scena, oppure seguire l’itinerario cristologico attualizzato dalla metafora, e sposare la tesi del Centro Cattolico, secondo cui il film, “ottimo per dibattiti […] merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti” (?!). Di sicuro Povero Cristo ha una caratura e delle ambizioni così alte da risultare il film della vita non solo per Pier Carpi, di cui rimane comunque l’opera più personale e complessa, ma anche per il suo protagonista Mino Reitano, perfettamente in parte e mai più così ispirato: è lui Giorgio Cavero, quasi trentatreenne che sbarca in città dal suo paesino di provincia con il sogno di fare il detective, e finendo suo malgrado a indagare su sé stesso» (De Sanctis).
 
ore 19.00             Cagliostro (1975)
 
Regia: Daniele Pettinari; soggetto: Cagliostro il taumaturgo di Pier Carpi; sceneggiatura: P. Carpi, Enrica Bonaccorti, D. Pettinari; fotografia: Giuseppe Pinori; scenografia: Giorgio Desideri; musica: Manuel De Sica; montaggio: Adriano Tagliavia; interpreti: Bekim Fehmiu, Curd Jürgens, Evelyn Stewart [Ida Galli], Rosanna Schiaffino, Massimo Girotti, Robert Alda; origine: Italia; produzione: Rodolfo Putignani Produzioni Cinematografiche; durata: 108’
«Il film affronta la storia di uno dei personaggi più misteriosi e controversi della storia ed in particolare della storia della ricerca spirituale dell’uomo: il Conte di Cagliostro. La sceneggiatura è tratta dalla novella Cagliostro il Taumaturgo di Pier Carpi ed è quindi da considerarsi un’opera di fantasia, senza pretese di verità storica, ma l’eccezionalità della pellicola si incontra nella completezza e nella fedeltà dell’autore agli insegnamenti che stavano alla base dei poteri e dell’opera di Cagliostro. […] La sceneggiatura affronta […] le principali tradizioni ermetiche europee e ne sottolinea la fondamentale continuità. […] La tradizione ermetica ci parla di lui come di un vero Immortale, Maestro della Medicina e scopritore della Pietra Filosofale ovvero, un Iniziato che ha completato la sua Opera e trasceso le leggi fisiche. Se poi Giuseppe Balsamo sia stato solo un impostore, un sosia, o se Giuseppe, nel corso del suo processo di sviluppo interiore, sia diventato Cagliostro, questo non ci è dato al momento di sapere» (Fabrizio Micatovich). Il film si chiude con l’inquietante quesito: «Nell’anno del Signore 1795, Alessandro Conte di Cagliostro, fu dato per morto. Atto stilato dall’Arciprete di San Leo Don Luigi Marini. Ma il suo corpo non fu mai trovato. Perché, ancora oggi, alcuni documenti sull’allucinante processo e sulla misteriosa morte di Cagliostro vengono tenuti segreti…?».
 
ore 21.00             Un’ombra nell’ombra (1979)
 
Regia: Pier Carpi; soggetto e sceneggiatura P. Carpi, dal suo romanzo omonimo; collaborazione alla sceneggiatura: Audrey Stainton; fotografia: Guglielmo Mancori; scenografia: Pier Luigi Basile; musica: Stelvio Cipriani; montaggio: Manlio Camastro; interpreti: Anne Heywood, Valentina Cortese, Lara Wendel, John Philip Law, Marisa Mell, Irene Papas; origine: Italia; produzione: Tanit Cinematografica; durata: 106’
«Il film tratto dal romanzo omonimo di Pier Carpi (pubblicato nel 1974 dalla Editrice Nord), fu diretto dallo stesso scrittore nel 1977, ma vide la luce nelle sale italiane solamente nel 1979, dopo non pochi problemi produttivi. Il film può essere considerato un piccolo capolavoro del filone esoterico-demoniaco ; Carpi […] era un profondo conoscitore del mondo esoterico, scrisse molti testi sull’argomento, infatti chi meglio di lui poteva trasformare in immagini il suo racconto conservandone, sia la fedeltà che gli aspetti inquietanti di cui sono pregne entrambe le opere. Un’ombra nell’ombra è un film al femminile, Carpi descrive in modo magistrale sia le profonde e drammatiche inquietudini delle quattro protagoniste, che in gioventù si erano concesse al demonio (nel film viene, curiosamente, chiamato “Lui” ), sia la fredda natura diabolica di Daria, la figlia di una delle “streghe”, la quale consapevole dei suoi poteri superiori decide di servirsene per eliminare tutti coloro che usano intralciare la sua missione» (www.zonacult.com).
 
Cinema Trevi, vicolo del puttarello 25 – Roma – tel: 06.6781206
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