POLEMICHE – Tutto “Le Monde” è paese. Il caso Star Wars

Un gran bell’articolo di Le Monde racconta l’odissea con le richieste inaccettabili della Disney in occasione dell’anteprima di Star Wars. Quanto resta dell’autonomia della critica?

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L’anteprima di un film come un addestramento da guerra. Alcune di quelle delle majors statunitensi ci avevano già abituato un po’ nel corso degli anni: cellulari, tablet e ogni dispositivo sospetto messi in buste sigillate; presenza istantanea di un addetto della sicurezza a qualunque movimento sospetto durante il film, anche quello di cercare la penna nello zaino per prendere appunti; embarghi che devono essere rigidamente rispettati con tanto di firma.

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Con l’anteprima mondiale di martedì sera di Star Wars VII: il risveglio della forza la Disney ha alzato ulteriormente l’asticella verso un punto dove neanche il miglior saltatore in alto può arrivare. Oltre all’embargo con il divieto di non dire nulla (anche sui social) fino alle 9.01 della mattina dopo, si è chiesto di non rivelare dei particolari della trama come se ci venisse in mente di spoilerare il finale. Questo è parte del testo contenuto nel comunicato: “Per offrire al pubblico di tutto il mondo l’opportunità di vivere al meglio Star Wars: Il Risveglio della Forza e scoprire al cinema tutte le sorprese contenute nel film, vi chiediamo di continuare a supportarci in questa avventura nel vostro ruolo e di astenervi dal rivelare nelle vostre pubblicazioni, inclusi i commenti sui social network, eventuali spoiler e dettagli sulla storia”. Appunto, dettagli sulla storia. Ma proseguiamo.

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logo Le MondeLa cosa non è successa solo in Italia ma è stata una disposizione internazionale. Ma qualcuno, giustamente, non c’è stato. Come Le Monde, che nell’articolo Star Wars 7: pourquoi vous ne lirez la critique que mercredi sur LeMonde.fr del 15 dicembre ha sottolineato come le condizioni poste per vedere questa anteprima sono inaccettabili e che ormai sconfinano nel grottesco. Poi la tesi: c’è una volontà da parte del distributore di controllare il contenuto degli articoli. Inoltre viene rivelato che, oltre al comunicato stampa, è arrivata alla redazione anche una mail aggiuntiva in cui si chiedeva di tenere segreti “i legami che uniscono i personaggi”. Le Monde ricorda come fino ad oggi nessuna società di produzione aveva interferito sui testi degli articoli minacciando anche di andare per vie legali se le regole non fossero state rispettate. Il motivo di questo atteggiamento – continua il giornale francese – deriva probabilmente dal fatto che bisogna giustificare agli occhi degli azionisti della Disney l’ingente investimento di 4 miliardi di dollari, che è la somma con cui è stata acquistata la Lucasfilm.

Non ho ancora verificato le posizioni sulla questione in redazione, ma personalmente sto tutta la vita dalla parte di Le Monde. Già ormai ci siamo abituati a continui richiami, ad essere osservati continuamente durante la proiezione con agenti che passano anche davanti allo schermo distraendo comunque un minimo dalla visione. Penso che non ci vorrà tanto a passare a perquisizioni con controlli dettagliati sulla pupilla, alla presenza di un medico per vedere se abbiamo microtelecamere nascoste nella retina, sventramenti e successive ricuciture del corpo per verificare se nascondiamo qualcosa tra l’intestino tenue e quello crasso. Già i colpi di tosse, gli spostamenti delle gambe sono viste con un allerta degna di un’operazione antiterrorismo. Poi verremo controllati nel momento in cui scriviamo l’articolo con un’ombra della major che ci sposta le dita sulla tastiera per digitare le parole giuste.

star wars il risveglio della forza 2Bene, benvenuti nell’epoca del critico 2.0. Che oggi conta quanto il due di coppe quando a briscola comanda spade. E forse la paura della Disney non riguarda soltanto le recensioni delle testate (in particolare quelle web) ma i commenti istantanei su facebook e twitter. Quindi fino alle 9.01 bisognava tenere qualunque segreto sulla trama anche con la moglie, con il vicino, col barista (se si va a fare colazione alle 8) e anche col gatto. Le Monde osserva perfettamente che se non si può parlare di quello che succede e dei personaggi, non resta che soffermarsi sui paesaggi e del make-up.

Dal poco tempo passato tra l’anteprima e l’uscita in sala (con delle proiezioni speciali già da ieri mattina), cioè poco più del tempo di una notte, forse alla Disney delle critiche gliene importava davvero poco. Anzi, potevano essere addirittura deleterie. I giornali, con i loro servizi, dovevano seguire il lancio del film, quindi supportarne il marketing. L’obiettivo è stato raggiunto. Si è parlato così tanto del film che ogni analisi critica sul film è diventata al momento secondaria o superflua.

Se questo è l’andazzo, la prossima volta invitiamo direttamente la Disney a mandarci la recensione già scritta. La pubblichiamo così com’è, magari la ripuliamo da eventuali refusi. Ringraziandola di averci risparmiato la visione del film e il tempo e la fatica per scrivere la recensione.

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