Prey, di Dan Trachtenberg

Nuovo e riuscito capitolo del franchise di Predator ambientato tra i comanche del XVIII secolo, con una eroina femminile a sfidare l’alieno. Su Disney+

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Quando alla fine del primo Predator del grande John McTiernan, Arnold Schwarzenegger decide di affrontare il mostro senza armi, nel cuore della foresta, in preda agli elementi della natura, di fatto è un ritorno all’età della pietra. A una dimensione di caccia ancestrale e basica che sintetizza le motivazioni “sportive” dell’alieno e il suo look fatto di treccine tribali e utensili ipertecnologizzati programmati per uccidere. Perché non fare allora di questo scontro tra indigeni in mezzo alla natura il set di un intero sequel/prequel? Il recupero “primordiale” del modello Predator è la prima bella intuizione di questa nuova versione dell’alieno cacciatore ideato da Jim e John Thomas negli anni ’80. La seconda consiste nel riprendere l’idea del “viaggio nel tempo” che il franchise nel sottovalutato Predator 2 di Stephen Hopkins aveva lanciato, facendoci scoprire i cimeli di varie epoche storiche raccolti nell’astronave dell’alieno. Una soluzione che lasciava presagire tante battute di caccia da raccontare tra passato, presente e futuro. E quindi eccoci nel lontanissimo 1719, dove a minacciare gli Indiani d’America non sono nemmeno gli yankee, ma i sudici bracconieri francesi e, ovviamente, una creatura ignota che si mimetizza nel paesaggio e ha la famigerata visuale soggettiva a infrarossi.

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In Prey la prospettiva è quindi quella dei comanche invasi e, in particolare, della protagonista Naru (Amber Midthunder), giovane eroina tostissima che “vede” cose che gli altri della tribù non vedono, e che immancabilmente deve portare a termine il suo percorso di formazione e di leadership all’interno della comunità attraverso la prova di caccia più estrema e difficile. Il materiale sostanzialmente è tutto qui e il bravo Dan Trachtenberg (10 Cloverfield Lane) deve essere cresciuto guardando a ripetizione i primi due capitoli della serie. Beh, si vede. Ha il merito di non voler stravolgere il copione e i topoi che i fan conoscono alla perfezione, ma semmai di potenziarli al servizio di uno storytelling e di una messa in scena essenziali, classici verrebbe da dire. Senza intellettualismi Prey è un horror avventuroso con il grande merito di stare ampiamente sotto le due ore di durata – un miracolo per un film “di consumo” hollywoodiano in questi tempi – e di procedere dritto per il suo “scopo” come le frecce scagliate a tutta velocità da prede e predator(i).

 

Titolo originale: id.
Regia: Dan Trachtenerg
Interpreti: Amber Midthunder, Dakota Beavers, Dane DiLiegro, Bennett Taylor, Michelle Thrush
Distribuzione: Disney +
Durata: 100′
Origine: USA 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
Sending
Il voto dei lettori
2.67 (3 voti)
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