RENDEZ-VOUS "Resources humaines" di Laurent Cantet

A quattordici anni di distanza, le Risorse Umane di Laurent Cantet tornano sullo schermo come uno schiaffo in pieno viso. Nel mondo del lavoro contemporaneo, assieme agli operai, ai giovani laureati in cerca d’impiego, agli sfruttati, ai sindacalisti in lotta, agli imprenditori senza scrupoli, ai cassintegrati, si conia il termine esodati ma il purgatorio della manovalanza a basso costo rimane lo stesso. Molte risorse e niente umanità.

 

 

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Vincitore nel 2001 del premio César come migliore opera prima, “Resources humanes” è il lungometraggio primogenito della filmografia Cantet che il regista stesso ricorda con particolare affetto. Nello scenario della casa del Cinema di Roma, Laurent Cantet anticipa emozionato la proiezione che apre il focus a lui dedicato da RENDEZ-VOUS, raccontando al pubblico l’eccellenza artigianale degli attori non professionisti. Il cast del film, che consacrerà il giovane Jalil Lespert, è infatti composto da principianti del grande schermo, chiamati a mostrare il peso dell’umanità schiacciata dal maledetto Tallone di ferro. Franck è un giovane promettete, neolaureato in economia aziendale, tornato dalla caotica Parigi al suo paese d’origine, dove un padre operaio (Jaen-Claude Vallon) e una madre casalinga (Chantal Barréda una vita. Nell’alienazione del lavoro meccanico, il ritmo vitale della famiglia di Franck è scandito da un suono sempre uguale e il suo futuro brillante, caldeggiato dalle facili promesse del capo, rappresenta un diversivo colmo di speranza. La questione delle 35 ore settimanali mette subito alla prova le abilità di Franck : tra i due fuochi, la sindacalista agguerrita Sylvie (Véronique Pandelaère) e il padrone (Lucien Longueville) partecipano ad una danza macabra, circondati da spettatori più o meno partecipativi, gli operai, che vedono minacciati i propri posti di lavoro. La proposta di Franck sarà la realizzazione di un questionario da sottoporre ai lavoratori della fabbrica, colta al volo dall’intellighenzia per eludere le trattive col sindacato. Ogni proposito di mediazione da parte del giovane viene così surclassato in segreto, ma grazie ad una coincidenza Franck riuscirà a smascherare le intenzioni dei padroni, scoprendo una lista di dodici licenziamenti, tra cui compare il nome di suo padre.

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Laurent Cantet dimostra una spiccata sensibilità alla tematica del lavoro (non a caso sia Véronique Pandelaère che Jaen-Claude Vallon esercitano nella vita reale il mestiere della sindacalista e dell’operaio) che arricchisce con lucida umanità, oltrepassando il taglio documentaristico senza romanzare lo spaccato di realtà che intende presentare. La legge del più forte primeggia nei meccanismi della sopravvivenza lavorativa: la moltitudine operaia schiacciata dalla volontà della casta industriale, è la forza addomesticata e vulnerabile, che aspetta l’epifania necessaria alla resa dei conti. Paura e speranza si annientano vicendevolmente mentre l’istinto di protezione paterno subisce un doppio smacco, quando Franck urla dolorante la sua vergogna di un genitore schiavo, consapevole e remissivo. L’opera filmica di Cantet va colta come un dono: una pausa di riflessione che attraversa la nostra esistenza in silenzio, trova uno spazio, un supporto lirico che combatte il cinismo irreversibile resistendo ai suoi giochi di potere. Le morti bianche, gli omicidi di Stato, la disperazione delle famiglie, sono le ombre di mille volti privati della loro dignità. Moltiplicati per gli anni della nostra storia, un tragico bilancio sollecita le coscienze sovversive che auspicano il cambiamento. La garanzia di un’esistenza autentica suona come la terra promessa, cosa lasceremo in eredità alle generazioni future? Lungimiranza e senso di responsabilità restano in attesa di udienza.

 

Titolo originale: Resources humaines

Paese: Francia, Gran Bretagna

Anno: 1999

Durata: 100'

Regia: Laurent Cantet

Cast: Jalil Lespert, Jean-Claude Vallon, Chantal Barré, Véronique Pandelaère, Lucien Loungueville

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