ROMA FILM FESTIVAL 2006

La XI edizione del RomaFilmFestival segna il percorso di coerenza e di continuità di un evento che, durante i dieci anni passati, non ha mai disatteso le aspettative di cinefili ed appassionati, caratterizzandosi con un taglio specifico di ricerca, con la scoperta di nuovi autori e l'attenzione a cinematografie particolari, ma anche ricollegandosi alla tradizione del Cinema Italiano, con i suoi grandi autori e attori, omaggiati di anno in anno.


Come nelle precedenti edizioni RomaFilmFestival, che ha celebrato alcuni grandi protagonisti del cinema italiano come : Roberto Rossellini, Marco Ferreri, Alberto Lattuada, Mario Monicelli, Bernardo Bertolucci, Sergio Citti, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Ettore Scola, continua quest'anno con una grande retrospettiva incentrata su un cineasta che con il suo cinema si è inoltrato nelle pieghe del nostro costume civile e della nostra storia: Francesco Rosi.

Questo grande autore italiano, quanto mai poliedrico, inizia la sua carriera con una breve esperienza radiofonica e teatrale per accostarsi, subito dopo, al cinema per cui scrive sceneggiature accanto ad alcuni dei maggiori registi dell'epoca come Luigi Zampa in Processo alla città (1952), Michelangelo Antonioni ne I vinti (1953), Luchino Visconti in La terra trema (1950), Bellissima (1952), Senso (1954). In queste sue prime collaborazioni Rosi sviluppa un forte interesse per la realtà e la vita politica e sociale italiana, interesse che lo guiderà nella scelta di soggetti di impegno civile e politico. Nel 1950 porta a termine Camicie rosse, lasciato incompiuto da G. Alessandrini, per esordire alla regia nel 1956, con La sfida, in cui affronta il tema della camorra nei mercati generali di Napoli. Nel 1959 dirige I magliari, amara testimonianza sul malcostume di certa emigrazione italiana in Germania con una straordinaria interpretazione di Alberto Sordi. Con Salvatore Giuliano (1961), raggiunge la sua maturità artistica e riesce a ritagliare uno spazio lirico all'interno di un film-documento su una delle vicende più torbide della storia italiana del Novecento. Con Le mani sulla città (1963), cronaca-storia del neorealismo nella decisa denuncia della speculazione edilizia a Napoli, vince il Leone d'oro al Festival di Venezia. Questo premio sancisce la sua definitiva consacrazione come uno dei più rappresentativi e interessanti registi italiani, confermata anche dalle sue opere successive come Uomini contro (1970), manifesto antimilitarista tratto dal romanzo di Emilio Lussu. Dopo Il momento della verità (1965) e C'era una volta… (1967), torna al cinema politico con Il caso Mattei (1972), che solleva interrogativi inquietanti sull'oscura fine del fondatore dell'ENI, seguono Lucky Luciano (1973) e Cadaveri eccellenti (1976), tratto dal romanzo Il contesto di Leonardo Sciascia. Di matrice letteraria sono anche i film successivi: Cristo si è fermato a Eboli (1979) dal capolavoro di Carlo Levi, Tre fratelli (1981), il film-opera Carmen (1984), Cronaca di una morte annunciata (1987) da Gabriel García. Márquez. Con Dimenticare Palermo (1990), riprende il filone che lo aveva reso celebre negli anni Settanta, infine dirige il versatile attore americano John Turturro ne La tregua (1997), dal celebre romanzo omonimo di Primo Levi.

Una completa retrospettiva di Francesco Rosi, organizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. sarà accompagnata da un volume "monografico" sull'autore contenente materiali inediti tratti dall'archivio personale di Francesco Rosi, interviste, servizi fotografici, biografia e filmografia completa dell'autore.

Intorno alla figura di Rosi sarà organizzato un convegno a cui parteciperanno altri grandi cineasti italiani, gli attori dei suoi film, esponenti del mondo della cultura internazionale.

Una serata evento sarà organizzata presso una sede istituzionale romana per presentare uno speciale che ripercorrerà la carriera di Francesco Rosi e vedrà protagonisti tutti coloro che hanno lavorato con lui in questi anni.

La speciale sezione "RomAmor", già presentata con grande successo nel corso della decima edizione del festival, verrà riproposta quest'anno con una serie di nuovi corti, documentari e film sperimentali che gettano uno sguardo inedito su questa città eterna.

Le sezioni tradizionali Ufficiale, Anteprime, Cinema a confronto, Altro Reale, Eventi ed Etrange, Omaggi, Memoria e Restauro, Retrospettiva, come ogni anno, presenteranno un fitto programma di oltre cento film nell'ambito di otto giorni di programmazione che avverrà come sempre in più sale: Cinema Nuovo Olimpia sala 1 – sala 2, Casa del Cinema, Sala Trevi.

Romafilmfestival, giunto alla XI edizione, intende riconfermare un composito mosaico che colloca la manifestazione romana a buon diritto nel novero di altri festival di cinema internazionali interessati e attenti alle novità e alla ricerca.