#RomaFF14 – Ailo – Un’avventura tra i ghiacci, di Guillaume Maidatchevsky

Era il 2006 quando il regista-biologo Luc Jacquet sorprese il mondo con il suo La Marcia dei pinguini, documentario che narrava la marcia di migrazione di una colonia di pinguini imperatore verso zone adatte alla riproduzione e alla crescita dei piccoli. Il film fu coronato da un incredibile successo, culminato con il premio Oscar nella categoria Miglior Documentario.

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Con questo Ailo (che da noi uscirà in sala il 14 Novembre) l’esordiente regista Guillaume Maidatchevsky tenta qualcosa di simile raccontando 16 mesi di vita di una renna nei ghiacci di una Lapponia molto ben fotografata, ma qui l’operazione appare artificiosa, eticamente discutibile, e alla fine inconcludente. Le renne e gli altri animali sono infatti stati tampinati per un anno o forse più, per poi furbescamente montare il materiale in modo da drammatizzare gli “eventi” e costruire una causalità fra essi in molti casi palesemente arbitraria.

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Come è d’altronde artificioso ciò che viene fatto dire alla onnipresente voce narrante (in Italia affidata a Fabio Volo, con risultati assolutamente modesti) che il più delle volte interpreta certi comportamenti animali in modo troppo “umano”. Un esempio fra tanti, il passaggio in cui viene detto che la volpe delle nevi “vuole farsi una famiglia”.

Il risultato è un prodotto trascurabile che non riesce a restituire un’immagine credibile della natura, e nel quale dunque qualsiasi pretesa documentaristica, anche quella minima che ci si potrebbe aspettare da un prodotto per l’infanzia, crolla miseramente.